Dalla parte dei risparmiatori

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banche venete

“A leggere le cronache quotidiane dal treno di Renzi c’è da trasecolare. Apprendiamo infatti che il segretario del principale partito della maggioranza avrebbe incontrato i rappresentanti delle associazioni dei consumatori insieme al sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta per parlare delle banche venete e dei risparmiatori truffati. L’auspicio è che il sottosegretario abbia voluto scusarsi a nome del governo per aver finora disatteso un preciso mandato ricevuto dal Senato e un impegno solenne assunto in Parlamento, e abbia annunciato un intervento per porre riparo a questa grave inadempienza”. Lo dichiarano Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’ e capogruppo di ‘Federazione della Libertà’ in Senato, e Cinzia Bonfrisco, vicecapogruppo vicario e rappresentante del gruppo in Commissione Bilancio.

“A fine settembre – osservano Quagliariello e Bonfrisco -, su iniziativa del nostro gruppo, insieme a tutte le altre forze di opposizione e a Mdp, avevamo ottenuto in Senato l’approvazione all’unanimità, con il consenso del governo rappresentato nell’occasione proprio dal sottosegretario Baretta, di un atto che impegnava l’esecutivo a prevedere tempestivamente il diritto al rimborso anche per i risparmiatori rimasti esclusi dal decreto salvabanche, in particolare quelli delle banche venete, e impedire con l’interdizione perpetua che i banchieri responsabili dei fallimenti continuino a fare danni in futuro. Ci saremmo aspettati che il governo desse seguito a questo impegno nella legge di stabilità, e invece delle norme a favore dei risparmiatori nel testo della manovra non c’è traccia. Con il nostro gruppo abbiamo presentato emendamenti per rimediare a questa grave omissione. Appena scenderanno dal treno, Baretta e Renzi avranno una sola possibilità di salvarsi la faccia: dire al Parlamento e ai cittadini come stanno le cose e cosa intendono fare e, ognuno sul proprio fronte - concludono -, impegnarsi a dare parere favorevole e a far votare le nostre proposte correttive in sede di esame della legge di stabilità”. 

 

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