Provocazione distorta

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Emma Bonino

Emma Bonino è un simbolo del diritto all'aborto, e questo simbolo Renzi lo vuole aggregare nel suo piccolo "Ulivo" personale, la mini-coalizione che vorrebbe mettere insieme per sostenere un Pd che ha perso troppi pezzi e rischia di apparire isolato. Forse anche per questo i media si sono scatenati sul post di Don Francesco Pieri, il parroco bolognese che sulla sua pagina fb ha posto la domanda ormai nota: “Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?”.

La frase significa mettere sullo stesso piano un mafioso e una donna politica? No, certamente. Proviamo a farci capire con un esempio diverso. Se dicessimo: "ha più morti sulla coscienza Riina o Stalin?" non vorrebbe dire che Stalin era mafioso, o che socialmente le due figure si equivalgono, ma che uccidere è sempre uccidere, sia che lo si faccia per realizzare il comunismo che per eliminare i clan concorrenti. Se togli la vita a qualcuno, alla vittima non importa che tu lo faccia per un ideale alto o infimo, per soldi o per ottenere una legge che sancisca il diritto all'aborto. Per giudicare diversamente bisogna ritenere che il bambino abortito non sia una vita umana, che eliminarlo sia un atto indifferente sul piano etico. Don Pieri ha usato un tono sicuramente provocatorio, totalmente estraneo al politicamente corretto che imperversa ovunque, annacquando le menti e ottundendo i sensi, per un post in uno dei mezzi di comunicazione più contestati del momento, cioè facebook, ormai additato come fonte di ogni malainformazione. Negli anni ’70 la domanda di don Francesco sarebbe stata un perfetto ta tze bao, quelle frasi fulminanti attaccate ai muri, fatte apposta per far pensare, e le levate di scudi sarebbero state di ben altro tenore e spessore. Ma adesso quelle parole sono diventate indicibili.

Eppure non ci sono errori, nei presupposti di quella domanda, e don Francesco è in ottima compagnia nel porsela. Come molti hanno ricordato in questi giorni, è innanzitutto in compagnia di un altro Francesco, ben più importante e noto, e cioè il Papa attuale che, il 18 febbraio del 2016, di ritorno dal Messico, con schiettezza disse testualmente “L’aborto non è un 'male minore'. E’ un crimine. E’ fare fuori uno per salvare un altro. E’ quello che fa la mafia. E’ un crimine, è un male assoluto”. Il primo paragone fra aborto e mafia è del Papa attuale, quindi.

E non c’è neppure bisogno di scomodare i Papi, per trovare parole di fuoco contro l’aborto. Pierpaolo Pasolini, per esempio, il 19 gennaio 1975 sul Corriere della Sera scrisse:  “Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio”. O  Cristopher Hitchens, l’intellettuale corrosivo nei confronti di Madre Teresa e di Benedetto XVI, che di sé diceva “Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile”, il quale, però, scrisse “ Ovviamente il feto è vivo, quindi la disputazione se debba o meno essere considerata "una vita" è casuistica. Lo stesso si applica, da un punto di vista materialistico, alla questione se questa vita sia o no "umana". Cos'altro potrebbe essere? (...) Al fine di terminare una gravidanza, devi ridurre al silenzio un cuore che batte, spegnere un cervello che cresce e, al di là del metodo, rompere delle ossa e distruggere degli organi”.

Perché solo atei impenitenti, o scrittori omosessuali, possono dire apertamente certe cose, patrimonio da sempre del magistero della Chiesa? Perché un prete non può dirle? Ma forse anche Pasolini e Hitchens, di questi tempi, avrebbero avuto le loro grane, a scrivere certe cose.

Insomma, qual è il problema, visto che Emma Bonino rivendica da sempre la sua battaglia per ottenere la legalizzazione dell’aborto, tanto che ci ha costruito sopra la sua carriera politica? La Bonino, come tutti i suoi difensori, dovrebbe pur sapere che le polemiche e le discussioni su qusto tema non si sono mai spente, e che in tanti ritengono che si tratti di omicidio. E di omicidio dell’innocente, come ha ben ricordato, ad esempio il Cardinal Ruini qualche giorno fa, spiegando l’enciclica di un altro  Papa, Giovanni Paolo II, l’Evangelium Vitae: “Nel pubblicarla, Giovanni Paolo II ha inteso compiere un atto del più alto valore dottrinale, massimamente impegnativo per i credenti. E’ questo infatti il documento del suo pontificato nel quale impegna maggiormente il suo magistero, affermando che il comandamento “Non uccidere” ha un valore assoluto quando si riferisce a persone innocenti […] Secondo l’Evangelium vitae questa “inviolabilità assoluta della vita umana innocente è una verità morale esplicitamente insegnata nella Sacra Scrittura, costantemente ritenuta nella Tradizione della Chiesa e unanimemente proposta dal suo Magistero”. […] Poi Giovanni Paolo II applica questa dottrina al caso dell’aborto: “con l’autorità che Cristo ha conferito a Pietro e ai suoi Successori, … dichiaro che l’aborto diretto, cioè voluto come fine o come mezzo, costituisce sempre un disordine morale grave, in quanto uccisione deliberata di un essere umano innocente” (n. 62: al n. 61 aveva premesso “E’ già un uomo colui che lo sarà”). Questa decisione infallibile e non riformabile riguardo all’aborto prima dell’Evangelium vitae non era stata ancora così esplicitamente formulata come decisione infallibile”.

Ecco, considerando queste parole chiare e nette, che niente tolgono alla gravità del male compiuto da Riina, ci chiediamo: dove sta l’errore nella domanda provocatoria di Don Francesco? Perché un sacerdote cattolico non può farla? Chi lo pensa, abbia il coraggio di spiegarlo pubblicamente.

 

CommentiCommenti 12

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

La legittimazione, la promozione, la diffusione dell'aborto nella società contemporanea rappresenta un sacrificio rituale: l'assassinio di innocenti in larga scala in onore di Baal Zebub, che la faccia di m...aitresse, della foto in alto pratica come liturgia in onore degli spiriti delle tenebre.

Antonio Bettanini (non verificato) replied:

Bravi, finalmente voi cattolici avete gettato la maschera!

Antonio Bettanini (non verificato) said:

Chi può affermare che la vita inizia con il concepimento, un ovocita ed uno spermatozoo separati non possono essere considerati anche essi vita? Un seme diventa "vita" solo quando è bagnato dall'acqua? Un tempo anche i cristiani pensavano che la vita iniziasse con il parto!

paolo marcotulli (non verificato) said:

In effetti, in un paese laico, ne' preti ne' Imam ne' alcun altro di altra religione, dovrebbero mai mettere bocca su nessun tema che riguardi la politica , le scelte sociali o quanto inerente alla vita privata.
La vita e' cinica e va affrontata in maniera oggettiva e non con etiche pregiudiziali quando non addirittura dogmatiche. L'aborto fu il risultato di un referendum. Una conquista sociale su un tema delicato ma che assolutamente deve restare legale e alla luce del sole. Di certo, assolutamente non riportato nel sommerso. Unico arbitro: la donna. Riina, poi, in questo contesto, c'entra come un cavolo a merenda.

Eliseo Malorgio (non verificato) replied:

Notiamo come si è sviluppata nel mondo la lotta contro la famiglia, in tutti i modi, dal divorzio al collettivismo, dalla coppia senza figli all'aborto. Per il comunismo giudaico, la famiglia è un preconcetto borghese. Nella città modello sovietica di Magnitogorski, si ammettevano solo uomini e donne che vivessero secondo le dottrine bolsceviche: non c’era vita di famiglia. C’era solo vita in comune. Perfino i
dormitori erano comuni. Erano proibite le parole: papà, mamma, figlio, fratello, ecc. L’incesto era permesso.

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

I casi sono due, sig. Bettanini: o lei sa di che cosa sta parlando, oppure non sa di che cosa sta parlando.
I promotori dell'aborto, oggi in gran voga, sono gli stessi criminali che pretendono di inculcare nelle menti dei bambini che il sesso è una scelta; gli stessi che desiderano legittimare le aberrazioni sessuali le malattie psichiatriche di ordine sessuale: gli stessi che desiderano cancellare il nome e la Verità del Cristo, mettendolo al livello di altri capi religiosi della storia; gli stessi che vogliono cancellare la nozione di Famiglia, che vogliono cancellare l'identità dell'uomo e la tradizione nazionale italiana, organizzando l'immigrazione di masse estranee alla nostra identità gli stessi che praticano la menzogna ed il mascheramento come un'arte raffinata insegnata dai savi sionisti talmudisti, gli stessi che con le emissioni fraudolente di moneta ingannano e saccheggiano intere popolazioni; gli stessi che fanno piani per corrompere la gioventù, per promuovere i vizi e persino l'incesto come nelle città modello della Russia Bolscevica distrutta dai suoi correligionari, grazie alla ferocia efferata incontrollabile di quelli ed all'incapacità politica dello Zar Romanoff.

Recarlos79 (non verificato) said:

Si rassegnò. Dove non arriva la ragione arriveranno i preti moderni. Con il lavoro di Paglia, benedetto dal povero Francesco, non ci sarà più bisogno dell'aborto, basterà fare cristianamente meno figli.

Eliseo Malorgio (non verificato) replied:

Personalmente non considero molti preti o laici di tante religioni, all'altezza di affrontare questi temi. Molti "religiosi" con lo zucchetto installato sul cocuzzolo, non lo sono affatto. Non lo è Francesco, noto massone infiltrato, abusivamente seduto sulla sedia di Pietro.

renato (non verificato) said:

SI UN ABORTO CHE FA LA LEGGE SUGLI ABORTI

sergio di domenico (non verificato) said:

Come molte leggi una volta entrate in vigore addormentano le coscienze. L'aborto è talmente entrato nella consuetudine che scandalizzano le parole di un prete e non l'assassinio degli innocenti. La Bonino osannata ha sulla coscienza queste morti.