Identità incerta

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Nasce oggi la famosa “quarta gamba” del centrodestra, ma nasce già zoppa.

In una conferenza stampa a cui hanno partecipato Enrico Costa, Maurizio Lupi, Enrico Zanetti, Saverio Romano, Raffaele Fitto e Flavio Tosi, è stato presentato il simbolo del nuovo soggetto politico, “Noi con l’Italia”. Il nome ricalca quello dei leghisti, “Noi con Salvini”, probabilmente per una voluta specularità, dato che l’operazione è assai lontana dalla Lega: si parla di “un’alternativa agli estremismi e ai populismi, che crede in un’Europa unita e solidale” e che “nasce nella migliore tradizione liberale e popolare per valorizzare il ruolo politico del centro”.

Assente Gaetano Quagliariello, leader di “Idea”, che non ha aderito al progetto. Il motivo lo spiega in un comunicato, in cui chiarisce di aver dato la propria disponibilità a partecipare a una federazione tra soggetti diversi, che condividono una collocazione e uno scopo chiaro – rafforzare l’area di centrodestra - ma mantengono, all’interno dell’alleanza, ciascuno la propria identità. Se invece l’intenzione è quella di costruire un vero e proprio soggetto politico, con un programma e un organigramma (come è avvenuto con la nuova formazione) è necessaria un’ampia e forte condivisione di posizioni e di obiettivi: come si fa a mettere insieme in un unico partito chi ha fatto campagna per il Sì al referendum istituzionale, ha votato a favore delle unioni civili, ha approvato tutti i provvedimenti dei governi a guida Pd, ha caldeggiato la politica economica di Renzi, magari fa ancora parte della maggioranza che sostiene Gentiloni, e chi invece, come la pattuglia di "Idea", in tutti questi casi ha svolto una vivace opposizione?

A chi la guarda dall’esterno l’aggregazione moderata appare come qualcosa di assai simile a un Ncd a guida Fitto anzichè Alfano, piuttosto che come un soggetto davvero nuovo, teso magari ad aggregare le tante energie civiche che sono nate e si sono mobilitate sul territorio in questi anni.

Il presidente di “Noi con l’Italia” sarà dunque Raffaele Fitto, con Murizio Lupi coordinatore. Ma l’incerta identità del nuovo soggetto è evidente se lo stesso neopresidente sente la necessità di chiarire che “tutti si lasciano alle spalle ciò che è accaduto e guardano positivamente a ciò che accadrà”. Per quanto si voglia dimenticare il passato e andare avanti, è facile notare infatti che “ciò che è accaduto” (giro di parole per indicare il sostegno offerto fino all’ultimo al renzismo), non è alle spalle, e che sarebbe stato più prudente, e più credibile nei confronti degli elettori, non tentare di cancellare le differenze di scelta, decidendo di ammetterle e di superarle con pazienza (e una certa umiltà) nella costruzione di un percorso comune.

CommentiCommenti 7

Maria (non verificato) said:

Il solito , patetico , tentativo di saltare sul carro dei probabili vincitori. Hanno sempre dimostrato di sentirsi slegati dalle realtà che li avevano votati. Perché dovrebbero essere leali adesso , vero Lupi ?

Pietro (non verificato) said:

Dispiace la posizione di Quagliariello. Anche lui mi pare fosse NCD e appoggiasse il primo Renzi. Anche io non ho condiviso scelte su unioni civili e referendum, tuttavia le esperienze se ben giudicate possono aiutare a riconoscere errori e correggere posizioni. L'ulteriore frammentazione del centro destra, tra leader che credo abbiano più cose in comune che differenze mi fa pensare a gelosie che hanno più a che fare con la leadership. L'idea mia e di altri amici di area centrista delusi da questa irresponsabile ulteriore frammentazione (in fondo sono tutti uguali e pensano solo alla propria ghirba) è quella, sofferta, di non andare a votare.

Umberto Tolve (non verificato) said:

Grazie per la chiarezza di giudizio. Non per integralismo ma per ridare senso alla realtà stessa delle cose (cfr. Benedetto XVI' che a Natale di qualche anno fa' traduceva in tal modo la Parola Giovannea "Logos"), nonché per ridare credito al, da tutti invocato, "Primato della Politica", ovvero alla Politica intesa come "forma più alta di Carità" (o, meglio, si dovrebbe dire di ... "Caritas in Veritate"), e' bene che quanta meno ambiguità (e dunque ipocrisia) c'è nell'Agone Politico tanto più ne guadagna l'Universo Mondo. D'altronde, in un testo liturgico, che dovrebbe essere noto soprattutto ai "politici ciellini", invocando lo Spirito Santo, si afferma: "e da doppiezza liberaci oh Signore" ...Con buona pace di Roberto Formigoni, Maurizio Lupi ecc.

Angelo Enrico D'ELIA (non verificato) said:

Continuo sempre a darti ragione in tutti i modi!Angelo E,D'Elia

maboba (non verificato) said:

Non c'entra nulla con l'articolo, ma perché non prendete la bella abitudine di scrivere in italiano al posto
per esempio del "said" ad ogni commento?