Possibilità di ripresa

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Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Istat, nel mese di ottobre la produzione industriale è aumentata dello 0,5% in termini congiunturali e del 3,1% in termini tendenziali. Tali valori positivi confermano la tendenza manifestata in corso d’anno in cui, salvo una leggera battuta di arresto nel mese di settembre, è risultato sempre più evidente il consolidamento della ripresa economica e delle attività produttive e ribadita anche dai dati trimestrali sull’andamento del prodotto interno lordo che per il terzo trimestre del 2017 hanno registrato una crescita del PIL dello 0,4% sul trimestre precedente e dell’1,7% su quello analogo dell’anno passato, con il contributo importante degli investimenti fissi lordi del 3% in un solo trimestre e del 4,6% in un anno.

Numeri, quindi, che segnalano un miglioramento significativo dell’economia reale, anche se continuano ad essere ancora presenti segnali di difficoltà in alcuni settori, come ad esempio nel commercio al dettaglio dove il dato di ottobre è risultato negativo.

Questo il quadro che emerge a livello aggregato sull’economia nazionale, un’economia, però, composta di tante piccole realtà locali che dopo gli anni della crisi e della recessione sono state in grado con le loro potenzialità di agganciare il treno della ripresa e di tornare a crescere. Potenzialità espresse da un sistema di imprese ramificato che grazie al legame con il territorio e con le sue banche ha permesso di riprendere quel cammino che la crisi aveva spezzato.

E proprio per offrire un sostegno ed un contributo sempre più efficiente ed efficace l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, insieme all’ACRI (l’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio) e Pri.Banks (l’Associazione delle Banche Private italiane) hanno tutte insieme sottoscritto a Roma un accordo di consultazione per rafforzare il ruolo e la funzione delle banche del territorio. Un ulteriore tassello, nel panorama bancario nazionale, che dimostra l’importanza che rivestono le banche del territorio nel sistema economico italiano il quale, pur essendo la seconda manifattura d’Europa, si compone per la maggior parte di imprese di dimensioni estremamente contenute frammentate e diffuse. Proprio per continuare a competere in un mondo sempre più veloce e globalizzato le aziende di dimensioni medio piccole, che occorre ricordare rappresentano il 70% del valore aggiunto e l’80% degli occupati totali privati, hanno bisogno di servizi e prodotti creditizi adeguati alle loro necessità e che solo una banca storicamente a vocazione territoriale può interpretare proprio sulla base di quella che è l’esperienza quotidiana nell’ambito della comunità di riferimento.

Le Banche Popolari, come le altre realtà creditizie del territorio, hanno continuato a supportare le imprese locali, impegnandosi in funzione anticiclica durante la crisi e favorendo le possibilità di ripresa mano a mano che questa tendeva a consolidarsi. Nel corso del 2107 i nuovi finanziamenti che gli istituti della categoria hanno erogato alle imprese minori hanno superato nei primi nove mesi i 21 miliardi di euro (un quinto del credito totale complessivo deliberato dagli istituti italiani alle PMI nello stesso periodo); un dato in crescita negli ultimi due anni e ad un tasso d’interesse intorno al 2%, 10 basispoint in meno a quello che è il costo medio praticato dal sistema bancario nel suo complesso.

Numeri che dimostrano ancora una volta come una condivisione di conoscenze e competenze, che il patto di consultazione appena sottoscritto dalle tre associazioni prefigura, non sarà utile solo per il sistema creditizio italiano, all’interno di quella che deve essere una necessaria biodiversità in ambito bancario, ma soprattutto per le imprese e le famiglie o in altre parole per quel tessuto sociale ed imprenditoriale su cui si fonda la ricchezza delle singole comunità e da queste di tutto il Paese.

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

CommentiCommenti 5

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Belle parole, bella musica: Tutte menzogne. Le piccole e medie imprese vengono tenute artificialmente e costantemente a corto di liquidità CIRCOLANTE. Ma che cosa si intende per liquidità CIRCOLANTE? Sarebbe per caso il "credito" o il "prestito bancario"? Le piccole e medie imprese non hanno bisogno di "credito" bancario ma DI AUTENTICA MONETA A CORSO LEGALE. E la moneta senza debito verso la banca centrale, dev'essere fornita dal Governo, non da privati.

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Riporto una storiella che spiega agli intelletti più semplici (e a chi è indotto a credere alle menzogne divulgate dalla stampa e a quelle che circolano nelle «università» italiane), che cos’è il denaro o la moneta.
«In una cittadina in tempi difficili di stagnazione economica. Tutti hanno debiti e vivono in ristrettezze. Un mattino arriva un turista straniero, Va in un alberghetto, dice al proprietario che vorrebbe prenotare una camera per il giorno dopo. Mette una banconota di 100 euro sul bancone dell’albergo come cauzione: col patto che se prima di mezzogiorno telefonerà per disdire la prenotazione, potrà ritirare la banconota.
Il proprietario dell’albergo prende la banconota, va dal vicino macellaio e paga i suoi debiti.
Il macellaio prende la banconota, va dal contadino e paga il suo debito. Il contadino con i 100 euro paga la cooperativa agricola. Il responsabile paga con i 100 euro il proprietario di un’osteria ove aveva debiti. L’oste paga una prostituta per le prestazioni ricevute a credito. La prostituta va all’albergo e salda l’affitto di una camera che aveva usato per il suo lavoro. L’albergatore rimette i 100 euro nella cassa della ricezione.
Arriva il turista il quale disdice la prenotazione a passa a riprendersi la sua banconota".
Osserviamo che: nessuno ha immesso ricchezza in circolazione e che l’uso della banconota per chiudere il saldo dei conti non consuma la banconota stessa, ma la restituisce alla fine del ciclo.
Questo dimostra che la banconota non è merce, non è commodity, ma è uno strumento di computo, un catalizzatore che rende possibile una reazione tra altre sostanze, ma che non viene da esse assorbita nè consumata. Non cede valore al mercato e NESSUNA INFLAZIONE É STATA STIMOLATA.

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Immaginiamo che io sia il banchiere privato di una comunità chiusa, esempio di un’isola, in cui ciascuno produce qualcosa e la scambia con gli altri per procurarsi ciò che gli serve. Immaginiamo che tutti usino la moneta (che chiamerò Shilling), che io produco dal nulla, in esclusiva, come banchiere centrale d’emissione.
Se io stampo 1000 Shilling e ne offro 100 a un allevatore in cambio del suo gregge, a un altro 200 per il suo peschereccio e 700 a un terzo in cambio della sua fattoria, tutti e tre accettano, ammesso che il prezzo sia conveniente poichè ognuno sa di poter comprare con i miei Shillings altri beni e servizi di cui abbisogna e anche di pagare debiti. Così io ho acquistato beni reali senza produrre nulla e senza dare nulla ai tre, salvo il potere d’acquisto che la complessiva produzione di ricchezza dell’isola mi regala.