Linciaggio di Capodanno

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Francia-violenza-polizia

Quello che si è verificato la notte di Capodanno a Champigny-sur-Marne, nella periferia est di Parigi, non è stato un semplice “tafferuglio”, come qualcuno ha inizialmente lasciato a intendere. Due poliziotti, un uomo e una donna, sono stati, letteralmente, massacrati di botte mentre cercavano di sedare una rissa. Una ventina di ragazzi aveva cercato di “imbucarsi” a una festa privata e qualcuno, preoccupato, aveva chiamato il Commissariato chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Arrivati sul posto, i due agenti sono stati violentemente assaliti dai balordi, quasi tutti ventenni di origini africane, che li hanno ridotti in fin di vita a suon di pugni, schiaffi e calci.

Il video registrato con lo smartphone da chi ha partecipato alla mattanza nelle vesti di spettatore interessato e curioso racconta di un accanimento particolarmente brutale nei confronti della donna, Laurie, di appena vent’anni. Steso sull’asfalto, il suo corpo è stato ripetutamente pestato, sugli arti e sul viso, maltrattato con forza e disprezzo, come se fosse un fantoccio. Spiace dirlo, ma questo terribile episodio di violenza sessista ha il sapore amaro del disprezzo che la cronaca degli abusi sulle donne nel mondo islamico ci ha insegnato a riconoscere. Quella goliardica scarica di botte sul corpo già inerme della poliziotta non è stata meno grave di uno stupro, né tantomeno di una pugnalata assassina.

Vien da chiedersi: perché? Che cosa avranno mai fatto di così sbagliato quella donna e il suo collega da scatenare una rappresaglia così potente? A queste domande, purtroppo, non è possibile dare alcuna ragionevole risposta. I poliziotti stavano semplicemente facendo il proprio lavoro. Hanno pagato, probabilmente, per aver osato entrare in un’area off limits alle autorità parigine come ormai lo sono tutte le banlieue della capitale francese, mondi “altri” rispetto al resto della città, governati da leggi non scritte imposte dalla comunità-ghetto dove, spesso, si propaga il radicalismo islamico e l’odio che alimenta il terrorismo. Sia chiaro, non stiamo parlando di immigrati appena arrivati in Europa dal Nord Africa, ma di cittadini francesi a tutti gli effetti, di giovani nati e cresciuti nei sobborghi parigini secondo gli usi e i costumi delle loro famiglie di origine.

Impedire alla polizia di entrare nel loro spazio equivale a dire che possono farsi giustizia da soli, che per loro lo Stato neppure esiste. E’ un atteggiamento che ricorda la cultura mafiosa ma che soprattutto rivela la fragilità, se non l’inutilità e la pericolosità, di quel modello di integrazione “ad ogni costo” di cui la laicissima Francia si è sempre fatta orgogliosa portabandiera.

Laurie e il suo collega Dominque sono ancora vivi, e fortunatamente se la caveranno. Se la caverà anche il poliziotto che, sempre a Parigi, appena qualche ora dopo la violenza di Champigny-sur-Marne, è stato picchiato mentre effettuava un controllo su uno scooter rubato a Aulnay-sous-Bois, altra periferia “esplosiva”, nota soprattutto per il traffico di droga. Perché aspettare che prima o poi ci scappi il morto per aprire finalmente gli occhi su questi focolai di odio? Non è ancora troppo tardi, forse, per evitare che un conflitto cresca al punto da diventare guerra. 

CommentiCommenti 7

Recarlos79 (non verificato) said:

Con una società europea anticristiana e un vescovo di Roma che fa il papa dei musulmani? Meglio convertirsi che aderire al vaticano.

maboba (non verificato) said:

Se non mi sbaglio c'è un libro (no ricordo il titolo) uscito in Francia poco tempo fa dove l'autore descriveva un possibile scenario simile a quello in realtà accaduto. Lì c'era scappato il morto, anzi più di uno, qui ancora no. Appunto, per quanto ancora?

Tom (non verificato) said:

Quando lo stato non fornirà più vitto e alloggio, gratuiti naturalmente, a centinaia di immigrati clandestini che cosa succederà?

LR (non verificato) said:

La grande idiozia dei sostenitori del multiculturalismo: sulla Luna c'è andata la cultura occidentale e non le sub culture orientali! Chi dice il contrario è un buffone che non può nemmeno provare ciò che dice!
*** INVECE LA GUERRIGLIA DESCRITTA NELL'ARTICOLO E' VERA!
Analizziamo la questione:
1 - Vi siete mai chiesti perché tanto desiderio di immigrati?
2 - Vi siete mai chiesti perché rispondono sempre "poverini fuggono dalla guerra e dalla fame" eppure sono tutti belli paffutelli!
3 - Vi siete mai chiesti perché Franceschiello continua a far avanzare l'islam rispetto al cristianesimo pur sapendo che sono in netta contrapposizione?
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Fermiamoci qui.
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Allora, la UE caldeggia 250 milioni di immigrati, circa il 50% dell'attuale popolazione e un noto "gerarca" ex PCI tuttora in auge disse "...all'Italia occorrono almeno 30 milioni di immigrati...". Tutto questo NON FA PARTE DEL FAMIGERATO PIANO KALERGI MA E' BEN ALTRO!
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Sta emergendo pian piano una specie di ORGANIZZAZIONE SEGRETA coinvolgente un MUCCHIO DI ALTOLOCATI forse comprendente Presidenti, Ministri, grandi Imprenditori, Banchieri i quali stanno lavorando per distruggere la potenza di una Europa Unita. L'intento è di lasciare campo libero alle forze islamiche le quali farebbero tornare l'Europa a livello feudale ottocentesco. I personaggi coinvolti in questa organizzazione ne diverrebbero la NUOVA NOBILTA' FEUDALE (quindi ereditaria) e sarà il loro compenso!
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Provate a farne i nomi e li troverete tutti allineati all'islam e all'immigrazione!
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NB. Franceschiello non lo dice ma il Dio dei cristiani è un Dio che perdona (...porgi l'altra guancia...), invece l'altro predica altre cose...
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Paulin (non verificato) said:

Io sono straniero ma dico che questo tipo di integrazione non soltanto è fallimentare ma sopratutto pericolosa. Le popolazioni indottrinate dalla religione islamica non si integreranno mai alla civiltà occidentale. E non ci credono nell'integrazione neanche i più buonisti del mondo.
Mi auguro che chi fa politica e chi governa se ne prenda atto e agisca di conseguenza!!!