In controtendenza

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banche popolari no profit

Nel 2017, il credito delle Banche Popolari verso le imprese no-profit e il Terzo settore è stato pari a 2,7 miliardi di euro. Risorse queste che si aggiungono a quanto le banche del territorio destinano, quotidianamente, in beneficenza e a sostegno delle categorie più deboli o in campo sanitario. Un dato positivo - in controtendenza rispetto a quello nazionale che registra una diminuzione del credito al Terzo settore del 3,4% - che si estende anche alla crescita della quota di mercato degli impieghi del Credito popolare verso questa realtà, con un aumento, sempre nell’ultimo anno, di un punto percentuale, arrivando così al 30%.

Per il Segretario Generale di Assopopolari, Giuseppe De Lucia Lumeno “i dati dimostrano come la collaborazione tra Banche Popolari e Terzo settore -  circa 300 mila imprese, quasi un milione di addetti e oltre 4,7 milioni di volontari - sia sempre più stretta. Le Banche Popolari, grazie alla loro vocazione, fatta di prossimità e di legame con le comunità, continuano ad essere un punto di riferimento naturale e concreto per queste organizzazioni. Migliaia di iniziative a sostegno del bene comune, rappresentano una espressione della società civile da valorizzare per affrontare le sfide di una sempre più diffusa precarizzazione e da un tessuto sociale sempre più chiuso in se stesso”.

CommentiCommenti 3

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Che vantaggio ne avranno le piccole imprese da una "decisione" così poco influente?
Le banche parlano di "finanziare" attività senza profitto. Non finanziano un fico secco.
Le banche forniscono, dietro indebitamento gravato di interesse composto insostenibile, blocchetti di assegni, pezzi di carta (a costo zero per esse), i quali assegni non sono affatto moneta (95% della circolazione "monetaria").
Fingono di farti un "prestito" o "credito". Ma non ti danno alcun prestito. Ti creano una moneta fasulla (dietro indebitamento di "valore facciale" più interessi composti).
La moneta che ti danno servirà ad una prosperità vicina allo zero. La moneta, per dare prosperità alla popolazione deve passare di mano in mano almeno settecento volte l'anno (velocità di circolazione o frequenza di passaggi di mano). in tal modo una UNICA cedola di cento euro movimenterà la compravendita di beni e servizi per un totale di 70 mila euro ogni anno.
Invece un assegno bancario di cento euro, non solo non rappresenta affatto un debito verso la banca ( perchè è solo un falso contabile), ma permette un unico passaggio di mano: dalla banca dell'emittente alla banca del beneficiario, che sono la stessa cosa.