Matteo resta Matteo

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“La nostra promessa? Niente promesse”. Qualcuno forse non avrà creduto alle proprie orecchie: “E’ lui o non è lui?”, “che cosa è successo a Matteo?”. Ma poi quando inizia a sciorinare la lunga lista di bonus, mance e mancette a destra e a manca, tutti tirano un sospiro di "sollievo". Renzi è rimasto Renzi. E il programma del Pd, presentato in pompa magna a Bologna, si potrebbe dire che è fatto a sua immagine e somiglianza.

Giusto per citare qualche “perla”: una misura fiscale unica da 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni, 400 euro al mese per ogni figlio fino ai 3 anni. Tutto questo per dire “aiutiamo le famiglie”. E a poco importa se il bonus bebè, voluto da Renzi, nell’ultima manovra sia stato dimezzato e, a quanto pare, non ci doveva nemmeno essere. Ora siamo in campagna, è diverso, si può dire tutto. Ma andiamo avanti: una crescita del Pil del 2 per cento, l’abbattimento del tasso di disoccupazione giovanile sotto al 20 per cento (dal 32 circa) e quello del rapporto debito/Pil sotto al 100 (dal 133 circa). E ancora “un altro” milione di posti di lavoro, una “buonuscita compensatoria” per i contratti a tempo determinato che non vengono stabilizzati, una tessera gratuita di sei mesi per viaggiare sui treni per chi perde il posto di lavoro e chi ne ha più ne metta. C’è posto anche per una “patente fiscale a punti” con una serie di vantaggi, tributari e non per chi paga correttamente le tasse che, solo “vagamente”, richiama la famosa patente di guida a punti introdotta dal Governo Berlusconi.

Alla faccia del “niente promesse”! Il tutto con una copertura che corrisponde alla modica cifra di 40 miliardi di euro. Per recuperarla, con ogni probabilità, si ricorrerà un po'al deficit, un habituè renziana, e un po' ad un taglio finora imprecisato della spesa pubblica (aumentata proprio grazie al Governo Renzi). Per cui, come si arriverà a coprire tutto, è da vedere. Ciò che è certa, invece, è la montatura renziana sui dati relativi all’evasione fiscale.

“Dopo il record di 20 miliardi, l’obiettivo ora è arrivare a 30” dicono i piddini. Ma, come abbiamo già raccontato, la verità è un’altra. Dei 20 miliardi solo 11 arrivano da controlli finalizzati a combattare l’evasione fiscale. Il resto, quasi 7 miliardi, arriva dalla rottamazione delle cartelle esattoriali e dalla voluntary disclosure. Ovvero da “condoni” verso chi non era in grado di pagare e non da chi evade in senso stretto. Che poi, volendo dirla tutta, fare la lotta all’evasione è giusto, per carità, ma quando le tasse sono così elevate rischia di essere poco produttiva. Anche perché, stando alla teoria Arthur Laffer, tasse molto elevate possono causare una diminuzione delle entrate fiscali. In questo caso, una soluzione possibile appare davvero la flat tax proposta dal centrodestra, ovvero abbassare le tasse in modo tale che tutti paghino. Ma per Renzi questa è solo una “fregatura”. Semplicemente perché è davvero “un altro programma”.

CommentiCommenti 3

bottasecca (non verificato) said:

Il "BULLETTO TOSCANO" in piena recessione aumenta l'Iva del 2% e il canone rai in bolletta, così è aumentato tutto anche il latte delle balie i bambini nati prematuri ancora piangono. Come i quattro miliardi spesi ogni anno per andare in africa a prendere "rifugiati". Questo paese di certi QUA QUA RA QUA può farne a meno.