Più incentivi alla natalità

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culle modena

Nascite in aumento al Policlinico di Modena. Soprattutto grazie agli stranieri. Per la prima volta dal 2012, infatti, i fiocchi azzurri e rosa del centro ospedaliero modenese sono cresciuti: ben 2890 nel 2017, 31 in più rispetto al 2016. In ogni caso, se si tiene conto che quasi la metà dei bimbi ha un genitore straniero e che l’età delle neo mamme italiane è in aumento, è chiaro che il problema denatalità, che ha caratterizzato in questi anni l’Emilia Romagna, persiste.

“Il Policlinico di Modena ha diffuso dati sulle nascite che appaiono confortanti, per una regione che da tempo vive un vero e proprio crollo della natalità (dal 2006 al 2016 si sono perse ben 7500 nascite). Ma questi dati positivi non testimoniano la necessaria inversione di rotta” ha dichiarato Eugenia Roccella, candidata di Noi con l’Italia a Modena e Ferrara.

“La metà circa dei bimbi nati proviene da famiglie extracomunitarie, confermando la tendenza alla bassa natalità delle coppie italiane, mentre l’età delle mamme è sempre più alta” ha continuato Roccella ricordando anche il caso della chiusura del centro nascite di Pavullo, punto di riferimento per l’Appennino: “La chiusura di alcuni punti nascita sul territorio (per esempio quello di Pavullo, su cui servirebbe un ripensamento) potrebbe aver influito, spostando i parti sulla struttura cittadina. La denatalità in Emilia resta dunque un tema scottante, su cui è urgente intervenire con una seria politica “family friendly”, e con provvedimenti a tutto campo, dai servizi al fisco, fino alla politica culturale” conclude la candidata di Noi con l’Italia intervenendo su un tema, come quello degli incentivi alla natalità, di fronte al quale non si può più far finta di niente.

CommentiCommenti 4

iv giust (non verificato) said:

Dati non completi che non rendono giustizia. Quanti parti operativi con ventose rispetto al 2000 quando i cesarei erano sicuramente un numero maggiore? Quanti danni al pavimento pelvico delle donne e incontinenze inemendabili urinarie e anali ? (sempre che i dati vengano raccolti dato che sono considerati suboptimal care per una struttura). Quante kristeller e quante episiotomie? Rammentiamo che il cesareo è un parto operativo al pari del parto con ventose, kristeller ed episiotomia (pacchetto completo…) che si tenta di spacciare per un parto vaginale normale, ma non lo è, ed è sicuramente più destruente di un parto vaginale fisiologico e di un cesareo. Aver diminuito i cesarei e aver aumentato i parti operativi di sicuro non è una vittoria. E se lo si considera un parto vaginale fisiologico perché sulla nuova cartella clinica, rinnovata, chissà perché, dall’azienda nel 2014 è comparsa una pagina divisa con una metà dedicata alla descrizione e motivazione del parto operativo con ventosa e una parte al cesareo? Perché tutte e due costituiscono accelerazioni del parto e non un parto vaginale fisiologico, l’uno per feto profondamente impegnato quindi da + 2 e l’altro per feto con distocie (valutazione della meccanica e dinamica del parto con partogramma, non del solo ctg) sopra + 2 (ricordo che il cesareo si può fare anche a feto impegnato, e il parto operativo vaginale richiede, almeno in una struttura di terzo livello che vi sia tempo per fare un cesareo d’urgenza -ultima spiaggia- che da quanto dichiarato in precedenza si riesce a fare in 12/15 minuti, vedi ciò che è stato dichiarato durante terremoto). Ma allora perché per il cesareo si richiede un consenso scritto mentre per il parto operativo con ventose vi è la “malpractice” di non richiederlo scritto? La procedura regionale parla ben chiaro che il consenso, in questo caso scritto, va preso per tutte le procedure che possono alterare lo stato psico fisico del paziente, e questo è noto già dal 2011.. C’è poco da essere autoreferenziali, prima diamo e raccogliamo tutti i dati e solo dopo potremo vantarci di aver fatto il bene del BINOMIO MADRE - FETO

Eliseo Malorgio (non verificato) replied:

Il suo sconclusionato discorso non risponde per niente alle argomentazioni strettamente numeriche di nati da un genitore straniero di cui riferisce l'autore dell'articolo.
Si vede lontano un miglio sig "ultimo dei giusti" da che parte lei sta. Negando l'evidenza dimostra di stare dalla parte di coloro che incentivano la destabilizzazione in corso del mio Paese
Lei è un povero debunker che deve sostenere il piano Kalergi e vuole confondere le idee dei lettori coi suoi discorsi contorti.
Ma i fatti parlano chiaro. E quando il mio partito andrà al potere i tipi come lei li metterò in un campo di lavoro forzato al fine a risarcire i danni prodotti da lei e dai sioi sostenitori alla Nazione Italiana. Ha capito bene?