Rimonta eroica di Parisi

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zingaretti lazio

Alla fine Zingaretti riesce ad acciuffare il bis alla guida della Regione Lazio. Ma non si può certo parlare di trionfo. La sua infatti è una vittoria risicatissima: 32,94% rispetto al 31,13% di Stefano Parisi. Più staccata la cinquestelle Lombardi intorno al 26,93%, mentre Sergio Pirozzi si ferma al 4,93%. Parisi, messo solo all’ultimo minuto alla guida della coalizione di centrodestra in regione, è stato dunque protagonista di una rimonta davvero eroica, staccando la candidata 5 Stelle (data per seconda) di ben 5 punti e riuscendo quasi a superare Zingaretti.

Alla luce di quanto detto, è evidente che il 4,93% di Pirozzi avrebbe contribuito a portare a casa la vittoria nel Lazio. Ecco perché viene da dire che, forse, l’unico obiettivo della lista con lo scarpone era proprio quello di dare un calcio alla più che possibile vittoria del centrodestra, facendo, dunque, un favore grande come una casa al Pd (praticamente morto in tutta Italia)e all’attuale Presidente regionale.

Pirozzi a parte, c’è però un altro dato che emerge in modo evidente: se il centrodestra avesse lavorato congiuntamente e, soprattutto, per tempo su un candidato unitario, la vittoria (forse anche con il sindaco di Amatrice schierato contro) sarebbe stata davvero a portata di mano. Anche perché, salvo qualche collegio, il Lazio alle politiche si è tinto decisamente di azzurro. 

CommentiCommenti 4

claudio baleani (non verificato) said:

Va bene, Pirozzi ha sbagliato. Ma i voti come sono andati? Il PD ha preso più o meno alle regionali gli stessi voti delle politiche. I 5 stelle alle politiche 100 mila voti in più. Si potrebbe dire che il candidato 5 stelle alla regione era meno appetibile, ma c'è anche un'altra spiegazione, senza nulla togliere alla insipienza della Lombardi. Alla regione Lazio c'è ancora trippa per gatti sicché il popolo sovrano si aspetta da Zingaretti qualche cosa. Quando avrà vuotato la ciotola si incazzerà e voterà 5 stelle, proprio come a Casoria, Napoli e via dicendo. Siccome Zingaretti ha vinto adesso si è messo in testa di guidare il PD. Ottima mossa. Ricordi però, tutte le mattine, di mantenere la ciotola piena prima di andare al Nazareno perché può darsi che un giorno, quando torna in Via Garibaldi (Raimondo) gli saltino addosso.

maboba (non verificato) said:

Questi "fatti" mi sembra che si stiano ripetendo un po' troppo spesso, nel Lazio come a Roma, e rivelano come nel cdx, nonostante la coalizione, non si sia arrivati al necessario grado di consapevolezza riguardo gli interessi dell'Italia ed ognuno tenga troppo al proprio orticello.
Un dato mi sembra incontrvertibile: gli italiani non di sinistra hanno scelto la Lega di Salvini, o meglio il suo programma, come perno per un'azione politica che ci tolga dalla melma paludosa in cui ci siamo infilati, dall'euro ai vincoli UE (che poi sono la stessa cosa). Se il processo avviato da Salvini di "denordizzazione" della Lega deve naturalmente proseguire, magari anche aggiungendo Italia o Italiana al nome Lega, gli altri devono pure scrollarsi di sosso un perbenismo eurista che non porterà da nessuna parte. A partire da Berlusconi che deve comprendere ( più facile che qualcuno lo obblighi a comprendere) che sarebbe bene per lui (e forse anche per le sue aziende) che sarebbe meglio ritagliarsi per tempo una figura da padre nobile del cdx, senza avere pretese di protagonismo politico a tutti i costi che gli italiani hanno evidentemente smesso di apprezzare. Partito unico del cdx? Difficile e forse meno produttivo, ma se i risultati continuassero ad essere quelli di questi 25 anni, quando a fronte di vittorie elettorali si è visto un frazionamento paralizzante nell'azione di governo col risultato che ci troviamo uno stato che nelle sue strutture burocratiche e fiscali non è cambiato di un ette, allora forse sarebbe il caso di arrivarci. Altrimenti ci penseranno gli italiani con il voto, ma potrebbe eesere tardi. Vogliamo che gli episodi del Lazio diventino la norma anche altrove?