Dopo il voto...

Versione stampabile
Cercasi cattolici

Alessandro Campi oggi sul Messaggero, apre la riflessione sul voto cattolico: "i cattolici in Italia - i credenti come i praticanti - sono una massa sociologica molto vasta, probabilmente la maggioranza della popolazione (soprattutto nel Mezzogiorno). Solo che hanno votato, questa è almeno l'impressione, come se il loro essere cattolici o credenti non avesse (e non abbia più, rispetto al recente passato) alcuna relazione con la loro scelta politica e con le ragioni che l'hanno determinata. [...] Ci si è poi orientati come se il proprio credo avesse un rilievo solo intimo e personale e fosse dunque ininfluente sul proprio agire in società, per il quale ci si ispira ad altre tavole dei valori ".

In sintesi, l'irrilevanza dei cattolici in politica vista da un laico, dopo che ieri Stefano Fontana, su La Nuova Bussola, è giunto alle stesse conclusioni, ma da un punto di vista interno. Il suo articolo, ieri, iniziava con una domanda definitiva: “Cosa dire di cattolico sui cattolici in politica dopo che di cattolici in politica non ce ne sono più?”. Irrilevanza, quella descritta da Campi, non come numeri in Parlamento, ma come criterio di giudizio di chi vota: è evidente a chiunque ormai la scomparsa dalla scena pubblica del mondo associazionistico cattolico, e dei principali, storici movimenti. E l’orientamento di simpatia della CEI verso il PD, dovuto sia a un atteggiamento generalmente “governativo” della Chiesa italiana, ma soprattutto alle politiche verso i migranti, non ha impedito il tracollo di quel partito.

Spariti i tradizionali punti di riferimento, i cattolici vanno in ordine sparso, e i criteri di giudizio non si distinguono più da quelli generali, uniformandosi: leghisti al Nord, grillini al Sud. Come tutti, mischiati con tutti. In linea con i tempi che corrono. D’altra parte è anche quello che ha osservato il direttore del Dipartimento Politico Sociale dell’Ipsos, Luca Comodo, in una intervista a Radio Vaticana: “Il voto dei cattolici osservanti, quelli che vanno a messa una volta a settimana, tende ad assomigliare al voto generale degli italiani”.

I pochissimi cattolici finora punto di riferimento in politica che sono stati eletti/confermati, non lo sono stati in quanto cattolici: chiunque al loro posto sarebbe stato eletto, purché in quelle posizioni nelle liste. Le loro posizioni nelle liste del centrodestra sono state vincenti solo grazie al successo della Lega, e non della coalizione: sia FI che FdI hanno avuto risultati al di sotto delle aspettative. Per non parlare del fallimento di NCI, che puntava a raggiungere il 3% grazie al bacino elettorale del Sud, quel bacino elettorale che solo lo scorso novembre aveva portato alla vittoria del centrodestra in Sicilia, per esempio, e che invece dopo poco è stato totalmente annullato dalla vittoria dei 5stelle. Non ce l’ha fatta la Roccella, collocata in un impossibile collegio a Bologna, e neppure Delle Foglie e Formigoni, messi solo al proporzionale della “quarta gamba”. Ma non ce l’hanno fatta neppure Amicone, Cerrelli, Iadicicco, nonostante la migliore collocazione in lista e la stima nel mondo cattolico.

Qualcuno dice che ci sono nuovi cattolici in parlamento, finora sconosciuti, ma numerosi. Faranno la differenza dentro la Lega e dentro i 5stelle? Agiranno magari contro i loro partiti, come hanno fatto altri in precedenza, se questi non condivideranno le loro battaglie? La cartina al tornasole è sotto gli occhi di tutti: vorranno non dico cancellare, ma almeno modificare radicalmente le leggi sulle unioni civili, sul divorzio breve e sul biotestamento?

Si tratta di leggi “fresche”, emanate da poco tempo, e adesso le condizioni politiche non dico per cancellarle, ma almeno per modificarle ci sono. Proveranno a farlo? Concretamente significa: saranno messe in calendario nei lavori parlamentari proposte per modificare queste leggi, mostrando così di fare sul serio? Insomma: i gruppi parlamentari si impegneranno in questo senso oppure ci sarà al massimo qualche conferenza stampa di singoli, per la presentazione di progetti di legge, lasciati poi a marcire nei cassetti del parlamento come accade di solito? Cercheranno almeno di cambiarle o lasceranno che anche queste leggi divengano intoccabili, come la 194, permettendo loro di consolidarsi? Vedremo. Su questo, comunque, si misurerà la loro credibilità.

CommentiCommenti 10

claudio baleani (non verificato) said:

Quest'articolo è meraviglioso, come solo una donna aperta, e anche un po' ingenua, potrebbe scrivere, soprattutto perché finisce con sette domande. Poiché si tratta di voto cattolico, e io vado a messa, inizio riportando la predica che ho sentito domenica scorsa. Il prete, un ragazzotto che avrà al massimo 30 anni, ha detto quanto segue. Il peccato inizia dai desideri. Ma si può vivere senza desideri? No. E infatti Cristo è venuto proprio ad incidere sui nostri desideri e a parlare alla nostra libertà. Meraviglioso. Mi ha riportato alla memoria don Giacomo Tantardini quando negli anni '70 commentava le parole di un canto filippino (da intendersi come Ordine di San Filippo e non come l'unico popolo cattolico dell'Asia). Le parole sono quelle che Maria rivolge agli apostoli: "Or se per trarvi al ciel dà l'alma e il cor lascereteLo voi per altro amor?". Come si può constatare confrontando questo atteggiamento, che è l'unico umano e Cattolico Apostolico Romano verso Cristo, con la società attuale, si può constatare che la Chiesa è palesemente minoritaria. E qui arriva una prima risposta non alle domande, ma alle premesse del ragionamento di Assuntina: non è vero che i cattolici sono maggioranza, neppure relativa perché i desideri solo quelli di tutti, anche tra i cattolici. Arriva anche una risposta a chi critica il Papa. Perché il Papa parla di misericordia e sembra lasco su tante questioni? Perché la maggior parte di quelli che possono capire le immaginarie parole della Madonna ci sono quelli che se la passano male e lo sanno. Altra risposta. Chi sono quelli che immaginano che i problemi si possano risolvere con una accorta strategia politica lucrando qualche posto o magari la maggioranza in parlamento? Nella storia politica italiana sono stati: i comunisti, i cattolici democratici, diversi vescovi anni 60 - 70 (ferocemente contrari ai movimenti), ma forse anche qualcuno di CL. Ci sono anche le risposte alle domande finali: no, le questioni che poni non troveranno nessuno che le sosterrà in parlamento. Al tuo precedente articolo hanno risposto diversi lettori di questo sito, che immagino tendenzialmente dalla tua parte, e molti sono contrari a toccare le leggi che invece tu vorresti abrogare. Qualche cosa questo ci fa capire, o no? Significa che non bisogna fare politica? No, bisogna farla. Bisogna farla senza pretese, col dialogo con la stragrande maggioranza della gente che non la pensa come la Chiesa e immaginando il successo alla portata di mano, il giorno stesso della nostra morte. In questo modo, cercando il bene delle persone, i cattolici trovano una unità che altrimenti, essendo una scelta solo ideologica, non troveranno mai. Quindi: disponibilità alla Chiesa, ai movimenti, al prete della parrocchia a Sua Santità e dare minor credito possibile agli agitatori politici millenaristi.

maurizio (non verificato) said:

avete ignorato, continuate ad ignorare il Popolo della Famiglia. Per ora siamo arrivati a 220 mila coraggiosi cattolici. Raddoppieremo, triplicheremo...con l'aiuto della stampa e blogger cattolici quintuplicheremo e diventeremo un popolo che conterà ancora. Il popolo c'è diamogli una rappresentanza vera, credibile e coraggio perdiamine.

Bertoldino (non verificato) said:

Non è questa la dimostrazione definitiva della fine dei "cattolici sparsi nei vari schieramenti"? Se sì, allora, pare chiaro che la via alternativa sia di "raccogliere le forze" e preparare fin da ora un soggetto politico unitario, tutto incentrato sulla difesa dei principi non negoziabili? Non piace il nome "Popolo della Famiglia"? Lo si cambi. Ma al sottoscritto l'unica via possibile pare questa.

Eugenio (non verificato) said:

A mio avviso il problema è più grave di quanto prospettato dall'articolo: dopo i risultati elettorali (mezza Italia vota per l'assistenzialismo e l'altra metà vota rancorosamente) è evidente che non c'è più un popolo (non solo il popolo cattolico). Un popolo è costituito da un io che desidera e oggi è evidente a tutti che è stata ucciso il desiderio. Negli anni 60 don Giussani diceva che era già finito tutto. Lo diceva nonostante i successi della DC, delle chiese piene alla domenica e l'assenza di divorzio-aborto-fine vita. Lo diceva perchè già vedeva che c'era un'intelaiatura ma questa intelaiatura era vuota perchè il desiderio stava morendo. Oggi (finalmente) ce ne accorgiamo anche noi perchè oggi è venuta giù anche l'intelaiatura. Per questo mi fa sorridere chi vuole ripartire dai principi perchè significa che non sta capendo a che punto siamo. Verso la fine dell'impero romano nessuno più lavorava e si sposava, se nasceva un figlio con problemi fisici veniva ucciso. In quel periodo i cristiani non si riunirono in un gruppo di pressione per tentare di imporre valori attraverso nuove leggi (sarebbero , tra l'altro, stati immediatamente spazzati via) ma semplicemente cominciarono a vivere e vivendo testimoniarono a tutti la bellezza del lavorare dell'avere moglie e di amare i figli. Ci misero 500 anni ma alla fine (siamo nel medioevo) diventò normale lavorare, sposarsi e amare i figli. Questo significa ricostruire un popolo partendo dal desiderio, l'unico problema è che chi lo ha fatto prima di noi ha impiegato 500 anni. Purtroppo non c'è scorciatoia al modo con cui Dio si coinvolge con gli uomini.....

PIETRO MOGGI (non verificato) said:

Cara Assuntina,
sono sempre d'accordo con quello che scrivi (e penso anche di aver votato come hai votato tu).
Il problema è proprio quello della "mancanza" dei "cattolici", quando si tratta ora di fare scelte politiche, come se le leggi che passano in Parlamento non avessero implicazioni sul modo di pensare e anche sulle "coscienze" da formare.
Se fosse possibile cavarsela con una battuta, direi che oggi ci vorrebbe un "grillo cattolico", nato dalla società, visto che purtroppo si fa troppo poco sul fronte educativo dove si dovrebbe fare. Ma purtroppo non c'è e i pochi che lo farebbero con coerenza non hanno seguito.
Visto che si parla del PDF, bisogna ribadire che questo è nato da una scelta non concordata dopo l'ultimo Family Day, come invece si sarebbe dovuto più logicamente fare, per non creare ulteriori divisioni all'interno dello stesso "mondo" di riferimento, a partire dalle stesse associazioni che si richiamano alla FAMIGLIA.
L'unica speranza è nel lavorare insieme per uno stesso scopo, e non per affermazioni personali...

Marco (non verificato) said:

Lungo tutto l’articolo si invoca tutto ciò che NON accadrà: “vorranno non dico cancellare ma almeno modificare radicalmente le leggi sul biotestamento, sulle unioni civili, sul divorzio breve?”. Ovviamente no, e lo sa anche lei. Nessuno le toccherà, così come nessuno toccherà la 194. Ma mi sembra anche un tantino tardi per invocare questo, non crede? Se non ricordo male, in questa campagna elettorale c’è stato un solo partito che prometteva esplicitamente, da programma, tutto quello che ora lei invoca. Ma se non sbaglio questo partito è stato avversato, silenziato, combattuto, e infine non votato. E allora, non continuiamo a raccontarcela sui principi e sulle leggi sbagliate, se poi lasciamo andare le occasioni...

Eliseo Malorgioi (non verificato) said:

I sedicenti "cattolici" incluso El papa col suo gruppo di apostati (traditori della dottrina tradizionale), che vanno a messa e pensano di avere un partito che li rappresenti, hanno un difettuccio di fondo:
NON LEGGONO LE PAROLE DI GESÙ CRISTO RIPORTATE SUL VANGELO:
"Non potete seguire Dio e allo stesso tempo Mammona" (il demone del denaro).
Se el papa, la conventicola di ecclesiastici apostati, la classe di politicanti della pasta di Renzi, Letta, Gentiloni, Monti & C, alla guida della Nazione Italia volessero seguire le parole del Messia, spiegherebbero alla popolazione come viene in essere il denaro in Italia:
CON UN MISERABILE TRUCCO DI PARTITA DOPPIA.
Ma che cos'è la partita doppia?
È un metodo di scrittura contabile per il quale ogni operazione di impresa pubblica e privata viene registrata simultaneamente su due serie di conti patrimoniali comprendenti anche costi e ricavi.
I signori dell'elenco suddetto avrebbero il dovere di spiegare alla popolazione "cattolica" come dovrebbe nascere il denaro circolante: Scrivendo simultaneamente per es: la stampa di 20 miliardi di lire (a costo pressochè zero), nell'attivo patrimoniale (il denaro liquido) e allo stesso tempo venti miliardi di lire nel passivo patrimoniale (il debito pubblico).
Ma che cosa rappresenta questo "Debito pubblico"? Sarebbe per caso un debito verso gli stampatori extraeuropei che ti danno quei soldi, o non sarebbe invece un debito VERSO LA POPOLAZIONE ITALIANA.?
La moneta circolante (chiamata anche debito pubblico) rappresenta un debito INALIENABILE verso la popolazione che produce la vera ricchezza: i beni e servizi prodotti col lavoro dal popolo italiano e non verso un gruppo di banchieri privati per giunta extranazionali abusivamente intromessi nel processo di produzione della moneta nazionale.

dino guglielminetti (non verificato) said:

se per cattolici intendete gente che voti secondo le indicazioni dei cardinali che sono contrarie alla dottrina della Chiesa allora non ce ne sono. Ma se per cattolici intendete coloro che ancora lo sono veramente e credono ancora enlla secolare dottrina della Chiesa ,nei valori non negoziabili, nell'aiuto al prossimo prima che al lontano , allora trovate il loro voto probabilmente nella lega , quelli che non riflettono molto ma che seguoni gli slogan dell'onestà , nel cinquestelle e quelli fedeli alla linea cattolici per dottrina ma non per scelta maturata nel PD.