Giorno di Festa

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Atlantismo_consultazioni

L’unità dell’Occidente è un valore (da riconquistare), la retorica atlantista usata a Largo Fochetti è invece ridicola. “C’è una questione completamente nuova che sta emergendo in queste lunghe consultazioni per la formazione del governo. Un tema che non è mai stato oggetto di discussione concreta in settant’anni di storia repubblicana. E che ora si trova improvvisamente nei dossier di molte forze politiche italiane, soprattutto di quasi tutte le Cancellerie europee e anche di Washington. Si tratta della collocazione internazionale dell’Italia”. Così scrive Claudio Tito sulla Repubblica del 12 aprile. Il povero quotidiano repubblicone non sa come fronteggiare la fosca prospettiva di un governo cinque stelle-centrodestre e riscopre un atlantismo da anni Cinquanta. Sembra di leggere un’imitazione alla rovescia di Good bye Lenin: un atlantista che si risveglia 70 anni dopo e non sa che non c’è più l’Unione sovietica, che la Turchia già caposaldo della Nato è schierata con quelli che le forze atlantiche dovrebbero bombardare, che la retorica “schieriamo compatti l’Occidente” è stata alla base della brillante operazione Libia condotta da quel genio di Barack Obama su suggerimento di quella limpida figura di Nicolas Sarkozy con principale vittima l’Italia, non sa che Angela Merkel solo pochi mesi fa ha detto che non ci si può fidare degli Stati Uniti mentre sono passati 15 anni da quando Berlino e Parigi hanno abbandonato Washington in Irak pur dopo l’attentato dell’11 settembre. Insomma discutere di una decente politica estera è senza dubbio necessario, farlo retoricamente non solo è inutile, è anche ridicolo.

Alesina e Giavazzi,  Bouvard et Pécuchet dell’epoca moderna. “Essere una forza davvero riformista che vuole cambiare il Paese e non solo promettere di farlo”. Così scrivono sul Corriere della Sera  del 12 aprile Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. I due commentatori corrieristi ce l’hanno questa volta con un possibile governo M5S e centrodestra, e discettano sulle giuste riforme che potrebbero essere messe in discussione. Anche economisti così titolati dovrebbero sforzarsi di inquadrare le loro considerazioni dentro la realtà concreta, quella di un malessere evidente dell’Italia, di un’impasse altrettanto chiara dell’Unione europea e di un disordine globale che porta alcuni (vedi quel mattacchione affarista di Romano Prodi, che dice a Roberto Santilli della Repubblica dell’11 aprile: La Cina oggi ha bisogno di aprire il suo mercato, l’Europa la metta alla prova”) a puntare su Pechino come baluardo della libertà del mercato. Senza questo contesto i protagonisti di quella che Paul Krugman ha definito la “notte degli Alesinas viventi” rischiano di apparire come i personaggi del “Bouvard et Pécuchet” di Gustave Flaubert, quando dicono frasi del tipo: “Le faits extérieurs ne sont pas tout”.

Il Pd è un baluardo del socialismo europeo … finché dura. “Finché dura, il partito democratico resta aggrappato ai valori del socialismo europeo. Al contrario, il partito di Salvini sembra risucchiato dai rancori del sovranismo di Orban”. Massimo Giannini sulla Repubblica del 5 aprile è precettato sul fronte dell’accordo tra Pd e 5Stelle, vista come l’unica possibilità di posizionare il quotidiano di Largo Fochetti. Da bravo combattente, Giannini fa il suo dovere, però in quel “finché dura” riferito al Pd, si legge con chiarezza non solo la sfiducia ma il vero e proprio disprezzo che l’ex conduttore licenziato di Ballarò nutre per Matteo Renzi e i suoi. 

L’Italia è in ballo tra subalternità e riconquista di margini di autonomia. Anche i bulli di Bruxelles capiscono che devono stare attenti. “Saprà scegliere la strada giusta”. Federica Basso sul Corriere della Sera del 7 aprile riporta così le parole del commissario europeo di nazionalità finlandese Jyrki Katainen. Forse persino a Bruxelles (ed Helsinki) hanno capito il malumore diffuso della società italiana, cioè – secondo la vulgata renziana - quella massa di stupidi che non percepiscono il proprio benessere.

 

 

 

CommentiCommenti 4

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Caro Festa, lei cita il binomia "Bouvard e Peuouchet" la dupla "Beone e Pocodormito" esempi di abissale incompetenza tecnica nel romanzo del noto autore francese.
E io le dico: Se la stampa volesse tirare le orecchie ai ridicoli personaggi, i politici, italiani messi lì da qualche mente criminale che ha pianificato la distruzione del nostro Paese mediante la nomina di una folla di Bouvards e Peucouchets di abissale e criminale incompetenza com'è il caso del tal Gentiloni, che senza esser stato eletto da alcuno, ma solo nominato dai sionist-talmudisti sta gettando il nostro in una guerra contro potenze nucleari che non scherzano affatto.
legga a questo propostito alcuni stralci dell'articolo CHE LE ALLEGO di Maurizio Blondet sull'entrata in guerra dell'iTALIA CONTRO LA RUSSIA, PAESE CHE DOVREMMO INVECE TENERCI COME AMICO.

E COSI’, GENTILONI CI HA PORTATO ALLA GUERRA. IMPUNITO.
Maurizio Blondet 11 aprile 2018 46 commenti
Alle 17.33 del 10 aprile l’agenzia Al Sura ha segnalato che una cisterna volante italiana KC-767 è entrata in Giordania dallo spazio aereo dell’Arabia Saudita. L’aereo, un Boeing, farà il rifornimento in volo dei caccia occidentali che lanceranno i missili contro la Siria.

Dunque il governo Gentiloni, scaduto e senza legittimità, ha portato l’Italia in guerra contro uno Stato che non ci ha mai fatto nulla di male, e contro cui non abbiamo nemmeno dichiarato guerra prima di aggredirlo. Contro un capo di Stato, Hafez el Assad, che il1 8 marzo 2010, il capo dello Stato – allora Giorgio Napolitano – ha decorato della Gran Croce al merito della Repubblica, lodandolo come “esempio di laicità e difensore della libertà”. Abituato alla menzogna senza vergogna.

Il governo scaduto ci mette anche in linea di ostilità armata contro la Russia, contro la nostra nazione non ha alcun motivo di inimicizia, e contro cui abbiamo esercitato qualsiasi possibile offesa senza alcun motivo e contro i nostri interessi, ed anzi storica amicizia. Ci mette in guerra anche contro l’Iran, di cui – come”Europa” – abbiamo garantito l’accordo sul nucleare, solo per rimangiarcelo appena Trump ha proclamato, su istigazione neocon, che avrebbe stracciato quel patto.

Altri hanno notato che un governo in carica per gli affari correnti, considera un affare corrente portarci in una guerra fra potenze nucleari, senza alcun motivo fondato – se non sulla menzogna: “Dobbiamo dire chiaramente che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad non può essere in alcun modo tollerato”.

Ovviamente va prima provato, come hanno ribattuto Salvini, Paolo Romani, Giorgia Meloni.

Il senatore Alberto Bagnai ha chiesto che il governo riferisca in aula nel suo primo intervento da eletto.

Anche Danilo Toninelli, capogruppo cinque stelle, ha chiesto anch’egli che Gentiloni riferisca in aula, ma asserendo che “a Duma si è consumata una strage terribile che segue altri attacchi chimici”.

Naturalmente le sinistre sono tutte con Trump (che hanno maledetto e schernito e disprezzato odiati parossisticamente), ora che sta per bombardare. Loro, non hanno nessun dubbio che Assad ha tirato armi chimiche. La senatrice capogruppo PD: “Nessuna attenuante per tale cieca violenza che ci ricorda le stragi nazifasciste della fine della seconda guerra mondiale”. La retorica bolsa e senza argomenti, “stragi nazifasciste”…Dalla tomba di un partito morente, o dalla sua fogna, il “reggente”, Maurizio Martina, ha avuto ancora coraggio di fare la sua delazione al Padrone americano: “Salvini vuole cambiare le alleanze internazionali del nostro Paese”. Così si fa notare dall’ambasciatore.

BOLDRINI

Boldrini pro-Trump. “Coprirsi bocca e naso contro uso gas in #Siria.Armi chimiche uccidono facendo soffocare persone nella propria saliva.A morire sono soprattutto bambini.Grazie a tutti coloro che con questo gesto simbolico dicono basta attacchi chimici.Inutile?Diffondere consapevolezza non lo è mai “
Ovviamente non poteva mancare di accodarsi all’aggressione americana di un piccolo eroico paese straziato, Laura Boldrini, schierandosi col carnefice perché lo crede più forte.

Certo nulla scuote la faccia tosta di un Gentiloni, che è stato segretario regionale del patito maoista Movimento Lavoratori per il Socialismo. Sperare che questi si vergognino, si giustifichino, men che meno si dimettano, è vano. Né le procedure parlamentari hanno la capacità di punire uno che infrange tutte le norme della cosiddetta “democrazia” di cui si riempiono la bocca, e lui, loro, possono fregarsene. Se il popolo italiano non si rivolta, questa violazione della leaglità e della legittimità non avrà conseguenze per il colpevole del più grave crimine politico cui assistiamo passivi. Credono, come sempre, di cavarsela perché stanno dalla parte del più forte, del vincitore. Ma ricordiamo che stanno commettendo un (altro) crimine di guerra e contro l’umanità. Pensano che piazzale Loreto sia capitato solo agli altri.

Ignoranza abissale, segnala l’arretramento estremo dalla civiltà europea alla barbarie postmoderna.
Resta da segnalare l’ ambasciatrice britannica all’Onu che per attaccare ed insultare Mosca che chiedeva un’inchiesta indipendente sul presunto attacco chimico in Siria, ha ritorto: “Se la Russia viole, possiamo fare ricorso al tribunale penale internazionale contro i crimini di guerra”: Ha voluto strafare nella sua lezioncina: “Karl Marx si rivolterà nella tomba, a vedere cosa è diventato il suo paese, a difendere l’uso delle armi chimiche contro innocenti”.

Insomma un’esponente della diplomazia occidentale crede che Karl Marx fosse russo, fondatore della Federazione Russa, chissà. L’abiezione bassezza morale si unisce all’ignoranza abissale in questi attori del crimine politico del ventunesimo secolo. Nemmeno la cultura generale, hanno. Da dove vengono, come sono selezionati, lo lascia capire questa ambasciatrice. E’ una testimonial dell’imbarbarimento e della decadenza più ridicola e mostruosa. Ecco fino a quale fondo è degradata la civiltà europea.

l’aereo cisterna italiano che partecipa alla guerra.

Angelo Rinaldi (non verificato) said:

Non ci sarà alcun governo politico, per cui ci ritroveremo con un governo tecnico.
Salvini non può lasciare l'alleanza con Forza Italia, Di Maio e i pentastellati non vogliono
Berlusconi con loro e cedere la Presidenza del Consiglio a Salvini, il PD non intende
sacrificare altro potere elettorale e non assolutamente farsi ponte duttile per il transito.