#Savealfieevans

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alfie evans

C'è ancora speranza per il piccolo Alfie Evans. Decisiva sarà l'udienza di lunedì prossimo, 16 aprile, quando il giudice tornerà a esprimersi su un caso che sembrava ormai chiuso. Mercoledì scorso, l'Alta Corte inglese aveva infatti già emesso una sentenza che imponeva la sospensione dei trattamenti che tengono in vita il bambino, di neppure due anni, gravemente malato dalla nascita, ma i suoi genitori, Thomas e Kate, sono riusciti, seppure con un atto di ostinata "disobbedienza", a ottenere una ulteriore revisione del caso.

A poche ore dall'"esecuzione" del provvedimento, che secondo alcune fonti sarebbe dovuta avvenire il giorno successivo, Thomas ha raggiunto l'ospedale dove il bambino è ricoverato, l’Alder Hey di Liverpool, e con il parere legale del Christian Legal Center alla mano ha revocato formalmente il dovere di cura della struttura per trasferirlo ai nuovi medici. Con sé aveva già un ventilatore portatile per il piccolo, valigie e passaporti. Tutto pronto, insomma, per raggiungere l'eliambulanza e l'équipe medica polacca che avrebbe dovuto portare Alfie in Italia, secondo alcune voci al Bambin Gesù di Roma.

La direzione dell'ospedale ha dovuto chiedere l'intervento delle forze di polizia per impedire che Alfie fosse portato via, avendo ricevuto un’ingiunzione formale del tribunale a trattenere il bambino nella struttura. È stato un atto di “detenzione illegale”, hanno poi commentato senza mezzi termini Thomas e Kate. “Ci hanno detto - hanno spiegato in un video condiviso sui social - che avremmo rischiato la prigione se solo ci fossimo azzardati a toccare nostro figlio”. 

Il risultato di questo drammatico braccio di ferro è stato che la sentenza di morte è stata sospesa. Una piccola ma importante conquista, non solo per gli Evans ma per tutti i manifestanti, da giorni riuniti dinanzi all’ospedale inglese, che sperano di vedere Alfie, vivo, lasciare Liverpool a bordo di un aereo diretto in Italia, o in un qualsiasi altro paese europeo disposto a prendersi cura del piccolo. Lunedì, probabilmente, il capitolo definitivo di questa triste storia. 

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