Liberazione con contestazioni e insulti

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25 aprile brigata ebraica

“Sono orgoglioso di aver partecipato come oratore ufficiale alle celebrazioni del settantatreesimo anniversario del 25 aprile a Pavullo, capitale di quel Frignano che fu il cuore della lotta partigiana nella provincia di Modena”. Lo ha dichiarato l’onorevole Carlo Giovanardi (IDEA-Popolo e libertà). “Ho ricordato nell’occasione – continua Giovanardi - che la resistenza fu cattolica, azionista, socialista, comunista, monarchica e liberale; accomunò combattenti, internati nei lager che non si piegarono alle minacce e alle lusinghe del nazifascismo, il rinato esercito italiano e gli alleati che pagarono un pesante tributo di sangue per la nostra liberazione. Ho indicato il commovente abbraccio tra i famigliari del beato Rolando Rivi e la figlia del suo carnefice come segno dei tempi di una storia che va continuamente contestualizzata nella difesa, senza se e senza ma, dei principi di libertà e democrazia per tutti, scolpiti nella nostra costituzione.”

Conclude Giovanardi: “dispiace leggere di contestazioni e d’insulti in una giornata che doveva essere festa per tutti, senza odio per i tanti che in buona fede combatterono dalla parte sbagliata della storia. Quello che è davvero insopportabile è vedere oggi la comunità ebraica - a cui va la mia piena solidarietà - e soprattutto la brigata ebraica contestata proprio da coloro che combatterono fanaticamente fino all’ultimo al fianco di Hitler”. 

CommentiCommenti 3

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

È incredibile l'ignorante ipocrisia, o l'ipocrita ignoranza di tanti politicanti traditori della propria Nazione.
A settant'anni suonati dalla fine della guerra e dagli orribili crimini commessi dai "vincitori" e dai traditori italiani, dotati di armi, messi nelle loro mani dal perfido governo inglese, i quali si "divertirono" ad uccidere ed a compiere atti criminali di inaudita crudeltà verso innocenti, uomini, donne e persino rgazzi, inermi, prigionieri dopo la resa e dopo la fine della guerra, colpevoli di aver difeso coraggiosamente il proprio Paese contro il nemico invasore anglo americano ed essersi mantenuti leali verso gli alleati del governo fascista.
Tempi durissimi corrono ora, a distanza di tanto tempo, i vincitori se la ridono se il 25 aprile suoniamo loro la grancassa ed i tromboni, dopo che quelli hanno rovinato l'Italia si sono impadroniti di tutto ciò che potevano saccheggiare: le imprese italiane, quelle private, poi quelle pubbliche, e dopo averci resi schiavi con le loro truffe monetarie, e la fabbricazione di "debiti" inesistenti, continuano a settant'anni dalla fine della guerra a raccontare le loro menzogne inculcandole con ogni mezzo di comunicazione e con ogni tecnica anche la più subdola tecnica di ipnosi e dominazione psicologica, riescono a far credere agli italioti di esser stati "liberati", e non resi schiavi, e a convincerci di pagare a lorsignori debiti inventati dal gatto e dalla volpe, o da un gruppetto di furbi criminali, venendo spinti a combattere le loro guerre, sempre a nostre spese ma in difesa dei loro profitti, ed oggi col preciso disegno di annullarci e destabilizzare completamente la Nazione, persino divulgando e tentando di far accettare come giusti e opportuni una serie di comportamenti contrari alla ragione, al buon senso, e tentando ogni giorno che passa di cancellare la tradizione sociale cristiana, l'identità nazionale, l'identità personale e sessuale, e la promoziene di ogni tipo di aberrazione, compresa la celebrazione della morte, e la negazione della Vita (quella nostra però, non quella loro).