Midwest di ferro

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trump michigan

“Mistero alla Casa Bianca, scompare l’albero piantato da Trump e Macron”, “Sparito l’albero piantato da Macron e Trump”. Le top news pubblicate in questi giorni dai giornaloni di casa nostra sul Don hanno più o meno questo tenore. Della serie: quando c’è di mezzo Trump, rimestare nel torbido non fa mai male. Anzi, ormai è un abitudine consolidata. Solo che, così come successo per la “inaspettata” (solo per i meno attenti) vittoria del Don alle elezioni presidenziali del 2016, il rischio in questi casi è di perdere il contatto con la realtà. E in questo i media nostrani non sono da meno.

Per esempio, nessuno parla del bagno di folla per Trump in Michigan, stato dove i Repubblicani non vincevano dagli anni ’80 e dove nel 2016 il trumpenproletariat ha abbandonato Clinton & Co. per dare fiducia in massa al “Make America Great Again” del Don. Fiducia che, a quanto pare, non da segni di cedimento. Motivo? Le ragioni di questo “cambio di paradigma” e del successo trumpiano nel Midwest sono tutte nelle parole pronunciate dal Presidente Usa: "Se i cinesi vendono una macchina negli Usa pagano il due e mezzo per cento di tasse di importazione. Se gli americani vendono una macchina in Cina, sempre che ci riescano viste le barriere doganali di Pechino, pagano il 25 per cento di tasse. Tutto questo deve finire. Se i cinesi vogliono vendere macchine negli Usa costruiscano nuovi stabilimenti qui nel Michigan". Chiarissimo, no?

Di fronte a ciò non stupiscono nemmeno gli ultimi dati sull’economia Usa: nel primo trimestre del 2018 il Pil è cresciuto più di quanto previsto dagli analisti. Stando al dato diffuso dal dipartimento al Commercio, il Pil fa registrate un + 2,3 per cento. Gli esperti, invece, si aspettavano un +1,8%. Se a questo si aggiunge che lo scorso è stato l’anno migliore dal 2014, allora è chiaro che l’ “effetto Trump” non è più un illusione ottica dei più accaniti sostenitori del Don.

Ma, tranquilli: giornaloni e democrat clintoniani delusi troveranno sempre qualche ipotetico (per non dire ridicolo) “mistero” su Trump & Co. da contrapporre alla realtà dei fatti.

CommentiCommenti 3

Eliseo Malorgio (non verificato) said:

Per realizzare il "sogno americano" e cioè per fare L'America "Great again", il nostrio ciuffo d'oro non ha dubbi: barcamenarsi dando contentini alle caste che comandano nel suo paese.
E così lasciati da parte i buoni propositi della campagna elettorale, egli ora trova vantaggioso
Innalzare le barriere doganali in casa propria, iniziativa opposta a quanto vorrebbero implementare in casa d'altri le lobbies mondialiste.
Andare a bombardare qualche obbiettivo militare come l' ISIS (dipinti dalla stampa e Tv come teroristi ma in realtà creature dei servizi anglo USraeliani, che servono a destabilizzare i "nemici di Israele"; Trova utile poi minacciare la Russia e l'Iran paesi non graditi da Israele, e in tal modo dare un contentino alle fabbriche di materiale bellico americano, le quali dovranno pur vendere i loro prodotti per Giove,se non vogliono andare in fallimento.
Povero Trump, è un prigioniero in casa propria obbligato a fre porcate su porcate:
Egli non può scontentare le lobbies della finanza e delle grandi corporazioni, di casa.
Non può scontentare il bel Jared, suo genero, amico di Macron e del principe dell'Arabia Saudita,
Deve poi far di tutto per favorire i piani escatologici di Israele, che vuole eccelerare l'avvento del loro Messia, facilitando poi i piani del Mossad di impadronirsi definitivamente di Gaza mediante gli opportuno completo sterminio della popolazione palestinese, e della Siria se ne fosse capace, poi imponendo embargo a paesi che invece avrebbe dovuto tenersi amici, permettere ad Israele di impadronirsi dei pozzi di petrolio in acque territoriali della costa mediterranea della Siria, mettendo in cantiere il nuovo oleodotto e gasdotto per rifornire l'Europa ed estromettendo il concorrente Putin, che potrebbe benissiomo fare la stessa cosa ed anzi meglio.
Con tali bellisime iniziative il nostro Trumpeter swan pensa di tiuscire a fare di nuovo grande l'America.
Ma ho l'impressione che questa volta il ciuffo d'oro abbia fatto male i conti.