Paraocchi

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macron scioperi

Che la stella di Macron abbia affascinato un bel pezzo del Pd, questo è risaputo. Lo stesso Renzi non ha mai disdegnato paragonarsi al bell’Emmanuel. E anche oggi tra i Dem c’è chi sogna “alleanze europee” con En Marche! il movimento di Macron. Non solo. Sandro Gozi, sottosegretario agli affari europei, uno dei più accaniti fan del presidente francese, si spinge oltre: “In Europa il migliore argine ai populismi è Macron. Con lui dobbiamo costruire una nuova alleanza”.

Sarà anche così. Ma forse ai macronisti di casa nostra sfugge qualche dettaglio non proprio di poco conto. Se sui palcoscenici internazionali (alcuni, non tutti) viene osannato, eletto a modello da seguire, in Francia per Emmanuel le cose non vanno proprio benissimo. Circa il 64% dei francesi giudica negativamente il suo operato nel complesso e quasi il 72% lo considera padre di una politica economica “ingiusta”.

Non a caso gli scioperi in Francia sono all’ordine del giorno: i ferrovieri incrociano ancora le braccia, 48 ore ogni cinque giorni fino al 28 giugno, se Macron non cederà sui contratti; anche gli studenti sono in rivolta contro la riforma dell’istruzione; non va meglio sul fronte dei voli, dato che ieri un pilota su cinque ha aderito all’ennesimo sciopero.

Insomma, senza entrare nel merito delle singole riforme macroniane, non si può dire certo che monsieur le president goda di buona fama in patria. E in Europa non va certo meglio.  Anzi. Se diamo un’occhiata alla sua politica estera, non possiamo certo dire che si sia distinto per la sua “solidarietà europea”. Basta guardare come ha trattato l’Italia sulla questione migranti: dire di voler cooperare con il nostro Paese salvo assistere all’irruzione degli agenti di dogana francesi nella sala d’accoglienza dei migranti alla stazione di Bardonecchia, oppure al caso della donna nigeriana, malata e incinta, respinta alla frontiera dai gendarmi francesi e deceduta qualche giorno dopo all’ospedale Sant’Anna di Torino, dopo aver dato alla luce un figlio, non è proprio il più fulgido esempio di “solidarietà europea”.

migranti, già. Forse è proprio su questo campo che il bell’Emmanuel sta cercando di risollevare la china. Come? Inseguendo la Le Pen. La creazione di un reato di «superamento illegale della frontiera» che prevede fino a un anno di carcere e 3750 euro di multa per chi, ad esempio, attraversa illegalmente le Alpi tra Italia e Francia e non in corrispondenza di un posto di frontiera, va proprio in questa direzione.

Insomma, alla luce di quanto detto, ormai è chiaro: l’effetto Macron, almeno in Francia, è già finito. Ragion per cui, anche alla luce della politica macroniana sull’immigrazione, siamo ancora sicuri che sarà proprio lui l’ “argine” ai cosiddetti populismi

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