In corsa per la segreteria Dem

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Nicola Zingaretti ora fa sul serio. Dopo aver annunciato qualche tempo fa l’intenzione di voler correre per conquistare la segreteria Pd, ora cerca di passare all’azione. E così nel weekend ha lanciato la sua “Alleanza per il fare”, l’incontro-manifesto messo in campo dal governatore del Lazio all’ex Dogana di San Lorenzo a Roma con l’intento di ribadire la necessità di “unire”, “convergere” e “sintetizzare”, tre parole chiave per un ecumenismo a sinistra.

“Questo non è un trampolino di lancio. Quando qualcuno si candiderà, state tranquilli che se ne accorgeranno tutti” mette le mani avanti il buon Nicola senza che i cronisti li facessero la fatidica domanda: inizia qui o no la sua scalata al Pd? Ma, parole di rito a parte, Zingaretti le mani sul campo del centrosinistra le ha messe eccome. E il ritornello, in sostanza, è sempre lo stesso: il modello Lazio di un centrosinistra largo è un modello vincente. Ora, sarà che il fatto di aver conquistato – si fa per dire- le regionali laziali proprio quel 4 marzo che ha sancito l’inizio della fine in casa Dem, abbia contribuito a tratteggiarlo come un apache in un villaggio di indiani, o come l’unica oasi in un deserto che più arido non si può, tuttavia tutto si può dire tranne che il modello Lazio sia vincente. Anche perché, come abbiamo già avuto modo di dire, quella di Zingaretti è una “non vittoria”.

E a dirlo sono i numeri: alla Pisana non ha la maggioranza. In pratica, un’anatra zoppa, come si dice in gergo. Tanto che per far partire la legislatura ha dovuto chiedere l’appoggio del M5S e di parte di Forza Italia. E non si può dire certi che l’alleanza con Leu, unicum in Italia, fili liscio come l’olio. Gli ex compagni piddini infatti ci hanno messo un po’ ad entrare in giunta, arrivando anche a minacciare lo strappo con il governatore. Cosa che ovviamente Zingaretti non può permettersi. Il caso poi è rientrato ma la cosa non è certo passata inosservata.

Ma al buon Nicola tutto questo non interessa: importante è lanciare l’opa sul pd. Poi che lo si faccia cavalcando solo un’anatra zoppa, fa nulla. Tanto, per la situazione interna al Pd, ora come ora anche una non vittoria equivale ad un trionfo…

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