#AddioAlfie

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alfie evans funerale

“Guerriero”, “il nostro eroe”. I fiori bianchi posti sul tettuccio del carro funebre componevano proprio queste scritte. Oggi Liverpool ha dato il suo ultimo saluto ad Alfie Evans, il bimbo di nemmeno 2 anni affetto da una malattia cerebrale degenerativa, morto il 28 aprile scorso, dopo essere riuscito a resistere per più giorni senza il ventilatore per la respirazione.

Presente in massa il popolo di Alfie’s Army, l’armata di sostenitori che in questi lunghi mesi ha affiancato sui social e in strada la battaglia dei giovani genitori per non far staccare i macchinari che tenevano in vita il bambino. Centinaia di persone hanno voluto salutare Alfie assistendo al passaggio dell’auto con la bara del piccolo davanti a Goodison Park, lo stadio dell’Everton di cui è tifoso il papà di Alfie, Tom Evans. Poi il funerale in forma privata, come desideravano Tom e Kate, i genitori di Alfie.

Finisce così la storia del piccolo Alfie. Un epilogo triste, il più triste. Epilogo che, forse, poteva essere diverso se fosse stato rispettato il volere dei genitori, ovvero quello di portare il bimbo in Italia, al Bambin Gesù.

Proprio per questo la battaglia condotta per Alfie non può e non deve finire qui. Anzi, da qui si parte, come è stato detto sabato nel corso di una manifestazione a Roma, per evitare che ci siano altri Alfie, Charlie e Isaiah.

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