Crisi senza fine

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“Io credo che ci sia stata una forzatura. Certamente c’è un galateo istituzionale che i partiti non hanno rispettato. Ma c’è anche e soprattutto un problema di sostanza. Con tutto il rispetto che si deve al Presidente della Repubblica, le sue prerogative a mio avviso gli consentono di tirare la corda attraverso la moral suasion, ma non di spezzarla”. Lo dice all’Adnkronos il senatore Gaetano Quagliariello, leader di Idea, a proposito della linea assunta da Sergio Mattarella nella svolta che ha portato alla rinuncia di Giuseppe Conte e all’incarico a Carlo Cottarelli.

“Un conto -spiega- è l’esistenza di impedimenti istituzionali in capo a un potenziale ministro, come ad esempio un conflitto di interessi o una sovrapposizione di poteri”.“Se invece il problema -aggiunge- è un profilo non conveniente dal punto di vista del Capo dello Stato, e tuttavia quel ministro incarna la sostanza di un programma politico che ha la maggioranza in Parlamento e quindi il sostegno della sovranità popolare, secondo me il Presidente non si dovrebbe rifiutare di nominarlo. Io al governo Conte -conclude Quagliariello- non avrei votato la fiducia, ma qui non stiamo parlando di opinioni, stiamo parlando dell’interpretazione di regole che devono valere per tutti”.

CommentiCommenti 3

claudio baleani (non verificato) said:

Io non sono un costituzionalista di mestiere. All'Università però l'esame l'ho dato e sul libro di Barile, che detestavo, c'era scritto che il Presidente della Repubblica non può rifiutare il nome di un ministro proposto dal presidente del consiglio incaricato. Adesso leggo che molti allievi di Barile sostengono che il professore avrebbe detto il contrario e che dunque avrei letto male. Può darsi. Secondo me sono tutte chiacchiere e la vera bussola per interpretare la costituzione è la convenienza. Dei 2.200 miliardi di debito pubblico almeno 1.700 sono crediti degli italiani verso il loro Stato. Stranamente nessuno si chiede in pubblico: ma lo Stato a me questi soldi me li ridarà? In privato accade che gli italiani telefonano al consulente finanziario o della banca e spostano i soldi da un'altra parte e nessuno si chiede se sia legittimo. Mattarella invece ha portato la questione a galla. Gli altri parlano come se non fossero soldi loro.