Ormai è Italia-Germania

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"I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto". La dichiarazione bomba arriva dal commissario europeo al Bilancio, il tedesco Gunther Oettinger, secondo quanto anticipato su Twitter dal giornalista Bernd Thomas Riegert, che ha intervistato il Commissario Ue a Strasburgo per l'emittente Dwnews. Parola più, parola meno, il concetto del commissario è chiaro: lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per chi ha qualche problema con l'Europa. Un’uscita che definirla “infelice” è davvero poco. Della serie: le parole giuste al momento giusto. Per surriscaldare ancora di più il clima, però. Praticamente un autogol. 

E si perché se Oettinger ( o chi per lui) sperava che con le sue dichiarazioni gli italiani si “ravvedessero” miracolosamente tornando ad ascoltare e a credere senza se e senza al “verbo bruxellese” (senza cambiare praticamente nulla in Europa), si sbaglia di grosso. Non solo. Al contrario, ha offerto un assist “al bacio” a chi denuncia le ingerenze tedesche ed europee nella crisi politica e istituzionale italiana. Il tweet di Salvini, in tal senso, è emblematico.

"Pazzesco, a Bruxelles sono senza vergogna. Il Commissario Europeo al Bilancio, il tedesco Oettinger, dichiara "i mercati insegneranno agli italiani a votare per la cosa giusta". Se non è una minaccia questa... Io non ho paura”. Come dire: assist perfetto, grazie e arrivederci.

Tuttavia, oltre che in Italia (praticamente tutti i partiti hanno condannato le parole di Oettinger), l’uscita del commissario europeo al bilancio non è piaciuta nemmeno a Bruxelles. "Il mio appello alle istituzioni europee: per favore rispettiamo gli elettori, siamo qui per servirli non per impartirgli lezioni" ha cinguettato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk per cercare di salvare il salvabile. Stesso tenore da parte del Presidente della Commissione Junker: "L'Italia merita rispetto, non decidono i mercati". Così come anche il collega di Commissione Moscovici è intervenuto facendo indirettamente notare che le scelte le fanno gli elettori: "Gli italiani hanno bisogno di scegliere il loro destino ed avanzare con le loro regole democratiche verso il destino che si sceglieranno e allo stesso tempo di restare nell'ambito delle regole comuni e nell'euro, che è positivo per tutti noi".

Quindi, dopo le paginate dei giornali tedeschi che sfottevano l’Italia, con l’uscita di Oettinger si delinea sempre più una partita Italia-Germania che però non fa certo fare una bella figura ai tedeschi. Per dirla con le parole del senatore Gaetano Quagliariello: “E ora si pretende che gli italiani tifino (e votino) Germania! Vabbè che siamo fuori dai mondiali ma non esageriamo…”.

CommentiCommenti 5

silvo (non verificato) said:

ancora di più l'Italia ha bisogno di un governo libero dai condizionamenti della finanza europea, perciò Savona andava benissimo, voleva difendere i nostri interessi non uscire dall'Europa (menzogna !) perciò riproponetelo al PdR dopo aver stravinto le prossime elezioni !
io intanto boicotterò i prodotti tedeschi !

claudio baleani (non verificato) said:

Ho capito. Quindi, poveri tedeschi che stanno messi male? Ma quando arriva il momento del buon senso? Ma è difficile capire? Ci sono in giro miliardi di dollari e euro che girano ogni giorno, moltissimi dei quali controllati da ragazzini dipendenti delle società che gestiscono il risparmio i quali hanno la direttiva di scappare quando ci sono problemi in vista per salvare i soldi che sono stati affidati a loro. D'altronde voi come fareste? Perché non comprate i titoli di stato dell'Uganda o della Nigeria, perché siete parte di un complotto internazionale?

Giulio Dante Guerra (non verificato) said:

Ma quando si capirà che l'economia reale è fatta di prodotti agricoli e di allevamento di prima qualità e di know-how industriale d'avanguardia, non di BOT e BTT, e quindi si farà una politica che ne favorisca lo sviluppo? Ad esempio: DOP e DOCG a tutto quello che veramente lo merita, e detassazione di tutti gli utili industriali reinvestiti nella ricerca.