Nuove tendenze

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La chiamano “Cannabusiness” ed è la nuova tendenza che ha portato alla proliferazione di negozi che di fatto vendono cannabis in versione “light”, quella legale per intenderci in quanto dotata di un Thc inferiore allo 0,2% a scopo di “ricerca o collezione”. Mentre, come sappiamo, la diffusione per scopi “ricreativi” in Italia non è legale. In ogni caso, sempre di cannabis si tratta. E soprattutto di business, dato che la il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio.

Basti pensare che nel 2015 i growshop, questo è il nome dei negozi abilitati alla diffusione della “canna light”, erano 205 in tutta Italia, oggi ne sono 408. Praticamente il doppio. Stando a quanto riportato dal Resto del Carlino, l’Emilia Romagna è seconda solo alla Lombardia per punti vendita: 67 a 54. E in particolare in Emilia Modena è in testa alla classifica regionale con ben 8 growshop. I clienti? Manco a dirlo, gli operatori del settore fanno sapere che la maggior parte di essi sono persone che in passato hanno fatto uso di marijuana.

“Come ha spiegato il titolare di una di queste catene di negozi, si stanno aprendo questi negozi per dare un’ulteriore spinta alla liberalizzazione della cannabis ad alto contenuto di Thc a scopo ricreativo attraverso un’offerta che, sia pure formalmente vietata ai diciottenni, fa apparire ai ragazzini ‘normale’ l’uso delle sostanze”. A lanciare l’allarme è Carlo Giovanardi, ex parlamentare e esponente di Idea – Popolo e Libertà, che sottolinea come “se da un lato genitori, educatori, insegnanti, psichiatri mettono in guardia dai danni delle droghe , dall’altro si promuove l’imponente campagna per la vendita di un prodotto che mi risulta il Consiglio Superiore della Sanità abbia qualche settimana fa considerato comunque dannoso e contenente il cannabidiolo, classificato come farmacologicamente attivo e quindi venduto con ricetta”. Della serie: si fa tanto per far capire gli effetti negativi delle droghe e poi tali sostanze si promuovono per scopi meramente commerciali.

Di qui la proposta: “C’è da sperare che il ministero della salute emani immediatamente una ordinanza per fermare la proliferazione dei negozi e sequestrare i prodotti prima che i 5 Stelle al potere, grandi fautori della legalizzazione della cannabis, facciano finta che il parere del Consiglio Superiore di Sanità non esista” ha dichiarato Giovanardi. Proposta che presto potrà essere portata all’attenzione del nuovo governo per tentare di fermare una tendenza che, a quanto pare, ha poco a che fare con la “ricerca e la collezione” e molto invece con il business sulla salute delle persone, però.

CommentiCommenti 3

Marcello (non verificato) said:

Il mio commento è scontato...allora blocchiamo alcool sigarette prostitute macchine che inquinano bla bla bla...Però alimentiamo lo spaccio nelle piazze...basta con questo moralismo spicciolo. Saranno 50 anni almeno che gira l erba a fiumi. Basta andare all estero dov è legale e tutto procede senza problemi. Qui si inneggia alla salute per fare i tuttologi. Fattela te na canna prima di sparare stronzate!