Caso a Trento

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"Voglio sperare che al ministero degli Interni o al Consiglio superiore della magistratura ci sia qualcuno che voglia porre rimedio alla aberrante sentenza del Tribunale di Trento". Ad affermarlo è Carlo Giovanardi (Idea popolo e libertà), a proposito della sentenza che ha visto il cambio di sesso per un padre trentino, ora donna, con il conseguente cambio sul certificato di nascita dei figli, che ora risultano con due madri. "In un crescendo di provvedimenti abnormi e sentenze creative - sostiene Giovanardi - la giurisprudenza infatti arriva a cancellare buon senso, principi di diritto naturale e fatti storicamente accertabili, ultimo in ordine di tempo il Tribunale civile di Trento che con sentenza purtroppo già passata in giudicato, ha intimato al comune in questione, non soltanto, come è giusto e legittimo che sia, che un uomo che ha cambiato sesso cambi il suo nome all'anagrafe dal maschile al femminile, ma addirittura che le due figlie avute dalla moglie quand'era uomo e marito appaiano nello stato di famiglia come nate da due madri". "Il Comune, su parere positivo dell'Avvocatura dello Stato di Trento - conclude - ha preso atto che la sentenza, in quanto non impugnata, era diventata esecutiva e ha dovuto ottemperare all'ordine del magistrato, quando è noto che le sezioni unite della Cassazione sono chiamate a pronunciarsi proprio su ricorso della Procura generale di Trento, sulla trascrizione in quella città, come figlio di due madri, di un bambino nato all'estero".

 

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