Caso a Trento

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"Quella che si combatte a Trento è una battaglia ideologica progender, che nulla ha a che fare con i diritti delle persone, che anzi vengono calpestati mistificando la realtà. Le sentenze che certificano il cambiamento di sesso non hanno effetto retroattivo". Lo afferma Carlo Giovanardi (Idea popolo e libertà), tornando sul caso del Tribunale di Trento, che ha intimato a un Comune della Val di Fassa non soltanto di annotare all'anagrafe il cambio di sesso di un uomo diventato donna, ma di fare risultare le due figlie maggiorenni, nel loro certificato di nascita, come figlie di due madri. "In realtà il dlgs 150 del 2011 all'art. 31 (controversie in materia di rettificazione di attribuzione di sesso) - spiega Giovanardi - al comma 6 , dove dice che 'le sentenze (che certificano il cambiamento di sesso, ndr) non hanno effetto retroattivo' dimostra che la sentenza del Tribunale viola macroscopicamente la legge in vigore, facendo apparire come figli di due donne o di due uomini bambini nati prima che uno dei due partner cambiasse sesso". "Su questa vicenda, compreso il parere favorevole dell'Avvocatura di Stato di Trento, il senatore Gaetano Quagliariello di Idea popolo e libertà - annuncia Giovanardi - presenterà un'interrogazione urgente al ministro degli Interni". 

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