Le parole sono pietre

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trendord_salvini

Le parole sono pietre e rivolgersi ad una categoria di persone, gli zingari, intimandogli “scendete alla prossima fermata perché avete rotto i …” è assolutamente inaccettabile. L’esasperazione per una situazione esplosiva può e deve essere valutata con tutte le attenuanti del caso ma quello che ha diffuso dall’autoparlante la capotreno di Milano è un messaggio grave e pericoloso che non dovrebbe essere sottovalutato anche dal centrodestra. L’episodio è stato enfatizzato dall’intervento del ministro degli Interni che si è schierato acriticamente in difesa del capotreno, dimenticando che quest’ultima in quel momento stava svolgendo una funzione pubblica.

Guai se in un Paese affollato da cretini pronti all’insulto e alla violenza non solo verbale con i nemici di turno, episodi come questi appaiano godere della compiaciuta solidarietà di chi deve garantire il rispetto della legalità e della pacifica convivenza attraverso gli strumenti che l’ordinamento gli mette a disposizione: magari disponendo servizi più rigorosi di polizia e carabinieri sui treni di quella linea se è vero che tutti denunciano una situazione fuori controllo.  

CommentiCommenti 5

silvo (non verificato) said:

provi l'articolista a viaggiare tutti i giorni sui treni pendolari per capire l'esasperazione di un lavoratore, chissà perchè stavolta neppure difeso dai sindacati - quelli che invece difendevano i ladri dei bagagli a malpensa - che quotidianamente si trova indifesa e senza alcun aiuto da parte del suo datore di lavoro, ad assicurare il corretto svolgimento del servizio, turbato invece dalle molestie degli zingari (oh pardon, dei signori rom...) dei negri (oh pardon, degli immigrati) senza biglietto, dei drogati (oh pardon, dei signori tossicodipendenti) con o senza cane accompagnatorio che questuano insistentemente... bene, caro articolista, per piacere passa 15 giorni prendendo il treno pendolare, e poi scrivi il tuo articolo !!!

silvo (non verificato) said:

articolista dimmi: c'e' stato mai un giornalista colpito da un colpo di sciabola da un immigrato africano senza biglietto ? ..no ? invece pensa un po': un capotreno ha subito quasto vile attacco e tutti i giornali a minimizzare... bel clima per il lavoro di un povero ferroviere, che ne dici ?
(e bada che io non sono ferroviere nè ho amici/perenti ferrovieri)

silvo (non verificato) said:

dovresti sapere cosa si sente dire un povero capotreno (si, povero, è il vero proletario anni 2000) quando riporta ai suoi capi dei senza-biglietto, dei questuanti molestatori, degli imbrattatori... la risposta dei capi: "cerca di risolvere i problemi, ma senza urtare la suscettibilità, con le buone ìma sii efficace, fà pagare il biglietto con la buona grazia, e non chiamare la polizia !" Allora, Giovanardi, cosa ne dici ? tu parli di "strumenti che l’ordinamento gli mette a disposizione" qualsi sono ? sono solo le tua illusione di giornalista che parla dalla sua poltrona senza più contatto con la realtà !!!