L'emergenza continua

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E’vero: per molti il Molise è semplicemente la Regione che “non esiste”. I post ironici sul web e sui social in merito alla presunta “non notorietà” della piccola regione del centro sud si sprecano. Tuttavia sembra proprio che il Molise non esista nemmeno per media e giornaloni nazionali.

Quasi 200 sfollati, centinaia di case danneggiate, interi centri storici disabitati, scuole e uffici di pubblica amministrazione inagibili, Vigili del fuoco e tecnici ancora all’opera per verificare i danni causati dalle due forti scosse di terremoto del 14 e del 16 agosto scorso con epicentro il basso Molise. Eppure dopo il clamore mediatico delle ore successive al sisma, ora tutto tace. I terremotati molisani non fanno più notizia.

C’è un dato (positivissimo, questa volta) che abbiamo volutamente omesso prima: zero morti e zero feriti. Già, zero morti. Ragion per cui viene spontaneo chiedersi: è sempre necessario che ci debba “scappare il morto” (o, peggio, i morti) affinché una situazione critica desti l’attenzione mediatica? E’ vero che la tragedia del crollo del Ponte Morandi ha giustamente monopolizzato giornali e tiggì ed è anche vero che il sisma molisano, fortunatamente, non ha nulla a che vedere con quanto accaduto ad Amatrice. Tuttavia chi vive da settimane nelle tendopoli altrettanto giustamente grida: “Ci hanno dimenticati!”. Come dargli torto?

Ma il mutismo sul terremoto molisano sembra aver contagiato anche il Governo. Dopo le dichiarazioni a caldo dei membri dell'esecutivo (“Il Governo farà la sua parte”), da Palazzo Chigi e dintorni nessuno ha battuto ciglio a riguardo.

Ora pare che dopo il 7 settembre il Consiglio dei Ministri debba discutere la richiesta della Regione Molise sul riconoscimento dello Stato di emergenza con annesso stanziamento dei primi fondi. E, salvo imprevisti, questo accadrà. Il Governo farà la sua parte. Eppure molti si aspettavano almeno una capatina in Regione da parte dei membri del Governo, dato che in questi mesi laddove è stato necessario non sono quasi mai mancati. Anzi in alcuni casi si sono proprio riversati in massa. Invece no. A Montecilfone e Guglionesi, due dei centri più colpiti, nessuno li ha visti. Sarà questo il cambiamento che ci si aspettava? 

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