Al Festival di Venezia

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"Dall' apertura del Festival del Cinema di Venezia, tramite un film finanziato con 600 mila euro dallo Stato, parte questo messaggio: carabinieri ed agenti di polizia quando vengono condannati sono colpevoli, quando vengono assolti sono colpevoli lo stesso". Lo dichiara Carlo Giovanardi (Idea - Popolo e Libertà). "Tale messaggio è stato comunicato chiaramente in una intervista dall'attore protagonista del film Alessandro Borghi, dichiarando (cito tra virgolette): "Lo Stato diventa complice di un delitto nel momento in cui smette di cercare la verità. Vale per Cucchi, Aldrovandi, Uva ma anche per Giulio Regeni". Borghi dovrebbe sapere che i poliziotti e i carabinieri del caso Uva sono stati assolti in primo grado ed in appello dalle false accuse avanzate nei loro confronti e nel caso Cucchi gli agenti di polizia penitenziaria, contro i quali la famiglia Cucchi si era costituita parte civile sino in Cassazione sostenendone la colpevolezza, sono stati assolti in via definitiva, mentre per i carabinieri siamo all'inizio del processo di primo grado".

"Ribadisco ancora una volta - conclude - che i processi si devono fare nelle Aule di Giustizia e le sentenze si rispettano, mentre è ignobile che Servitori dello Stato e i loro famigliari, che hanno subito innocenti anni ed anni di calvario giudiziario, si ritrovino ancora vittime di campagne di odio nei loro confronti". 

CommentiCommenti 3

Enrico Ferri (non verificato) said:

ma ci si ricorda dove è morto Cucchi ? In una cella di sicurezza di un tribunale : ed un giudice di sorveglianza non c'era ? Ed oltre alla polizia penitenziaria non sarebbe stato il caso di indagare qualcun altro ?