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piccione skinner

Il reddito di cittadinanza, che ormai dovrebbe andare a regime il prossimo anno in Italia, ha un modello teorico illustre e stupisce che, finora, nessuno lo abbia individuato. Il reddito di cittadinanza rientra pienamente in quello che Skinner (Burrhus Frederic Skinner) chiamava, all’interno del condizionamento operante, lo shaping, il modellamento a cui era praticamente sottoposto il cosiddetto “piccione superstizioso”. Tant’è che Skinner, successivamente a questa indagine, realizzò anche un modello di società utopica, ipotizzando che il modello fosse un meccanismo tanto potente e universale da poter progettare, sulla carta, una comunità umana priva di conflitti, grazie ad un’omeostasi completa e armonica di tutti gli attori.

Ma cosa succede, nell’esperimento di Skinner, e cosa fa il “piccione superstizioso”? Siccome il piccione (il cittadino) attribuisce la ricompensa all’ultimo evento rilevante (il non aver fatto nulla, per qualsiasi ragione da essa scaturita), lo sperimentatore gli distribuisce il cibo (il reddito) a intervalli regolari, ma frequenti. Diciamo ogni 15 secondi (per il cittadino, una volta al mese). Ma cosa è stato osservato che faccia, il piccione, nel lasso di tempo tra l’erogazione di una porzione di cibo e l’altra? Si muove a caso ed è così indotto ad attribuire ogni volta la ricompensa allo specifico movimento fatto appena prima. Ma il piccione, ogni volta che ottiene il cibo nelle circostanze più svariate, sviluppa una serie di comportamenti stereotipati e ripetuti nel tempo, tipo girare su sé stessi, sbattere le ali, beccare un particolare punto del terreno ecc. Dunque, atti e movimenti senza un senso. Il punto è che questa associazione tra il girare su sé stessi ecc., con il ricevere il premio del cibo, innesca un vero e proprio effetto moltiplicatore, che rende un certo atto ricorrente (il girare su sé stessi ecc.) per il semplice fatto che è stato compiuto prima del rinforzo (il cibo). È questa la “superstizione” del piccione, il quale pensa che l’andare a zonzo sia un comportamento virtuoso, poiché subito dopo è sempre ricompensato.

Su questo modello comportamentale, Skinner voleva fondare le società. Oggi, il progetto forse sarà compiuto da qualche suo epigono (che non ha mai letto Skinner, però supponiamo)? Non è da escludere, almeno potenzialmente, poiché l’idea di Skinner era di costruire un’organizzazione sociale in cui non erano necessarie punizioni, ma solo un sapiente dosaggio di premi, da iniziarsi già con i neonati. Di qui una società sì utopica, ma al contempo autoritaria, in quanto progettata secondo un disegno deterministico da autorità centrali, e liberticida, nonostante le parvenze di libertà. Una “libertà” che fa le viste tanto a quell’economia macchinale insita nei principî della blockchain tanto agognata dagli stessi fautori del reddito di cittadinanza.

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