E se lo dice la Harvard University...

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fox news

Chi pensava che fosse soprattutto Facebook (o Twitter) ad orientare politicamente gli elettori conservatori americani, sostenitori di Trump, si sbaglia. Almeno secondo un’indagine di Yochai Benkler, Rob Faris e Hal Robert, tre studiosi del Berkman Klein Center di Harvard, che, attraverso un nuovo libro, "Network Propaganda: Manipolation, Disinformation and Radicalization in American Politics” – il quale presenta una nuova importante ricerca sulle conseguenze politiche dei media americani – spiega come, ancora una volta, siano i media tradizionali la fonte principale per l’informazione. Nel caso specifico della destra americana, l’emittente televisiva Fox. E se è vero che esiste un modello altamente asimmetrico degli ecosistemi dei media che osserviamo a destra e a sinistra, nonostante il fatto che l'utilizzo di Facebook e Twitter sia approssimativamente simile su entrambi i lati, la ricerca mette in luce che è altrove che si debba individuare la differenza tra i due diversi elettorati.

Essa mostra come sia Fox News, di gran lunga, la sorgente più influente sulla destra americana. Basti pensare che i fans di Trump, come essi hanno riferito, utilizzano Fox News come principale fonte di notizie cinque volte di più rispetto a quelli che hanno nominato Facebook come riferimento per le loro informazioni. E il supporto a Trump, va sottolineato, è venuto, demograficamente, laddove la popolazione ha fatto il più basso uso dei social. I dati della ricerca del Berkman Klein Center hanno poi evidenziato come sia la Fox il vettore di trasmissione di teorie cospirative diffuse. Per riportare un esempio, la cospirazione messa in giro su Seth Rich, il giovane impiegato della Democratic National Committe, morto di recente, e coinvolto ingiustamente sulla questione delle e-mail hackerate dai russi, non è decollata quando è stata inizialmente propagata nel luglio 2016 da siti marginali e pro-Russia, ma solo un anno dopo, quando Fox News l’ha ripresa, con il successivo licenziamento di James Comey, allora capo dell’Fbi. Una crisi epistemica, in cui gli elettori di sinistra si informano perlopiù sulla carta stampata, ma che non li esime dal credere ad eventi e fatti non autentici. Vere e proprie Fake news.

Da entrambi i lati dello spettro politico, sempre secondo questa ricerca, i siti di clickbait manipolativo attirano le persone a leggere storie che alimentano il loro disprezzo, con una propaganda russa rivolta a entrambe le parti su Facebook e Twitter, la quale alimenta la confirmation bias, quel desiderio di voler leggere ciò che più conferma il nostro punto di vista. Un’indagine, questa, ripresa anche dal Washington Post nei giorni scorsi, per il quale, in generale, i media tradizionali hanno fatto il gioco di Trump perché, criticandolo o appoggiandolo, hanno messo al centro i suoi temi preferiti: immigrazione, lavoro e commercio. Quello che però il giornale di Jeff Bezos non dice, è che queste non sono issues ideate da Trump, ma da quel comune sentire di gran parte del popolo americano, e che il 45° presidente Usa ha saputo intercettare.

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