Il caso di Madrid e la risposta del Ministero degli Esteri

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matrimonio gay ambasciata

Ricorderete tutti la vicenda del presunto matrimonio tra due uomini spagnoli che l’ambasciatore italiano a Madrid Stefano Sannino avrebbe celebrato presso la Residenza diplomatica a Madrid, in base a quanto rivelato da “La Verità”. La notizia fece rapidamente il giro del web, fino ad arrivare in Parlamento dove il senatore di IDeA – Popolo e Libertà Gaetano Quagliariello presentò una interpellanza al Ministro degli Esteri chiedendo chiarimenti urgenti sul caso. “Al di là delle legittime opinioni personali e private e dagli orientamenti sessuali – si legge nell’interpellanza -  quanto accaduto configurerebbe un utilizzo di una sede diplomatica italiana a fini impropri, in contrasto con le leggi e tale da costituire una causa di incompatibilità ambientale”.

In virtù di ciò, L’Occidentale si mobilitò lanciando un appello, primi firmatari gli onorevoli di IDeA-Popolo e Libertà Carlo Giovanardi e Eugenia Roccella, indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri per sollecitare una risposta in merito. Appello sottoscritto da più di 500 cittadini!

Ebbene la risposta è arrivata, firmata dalla Vice Ministra agli affari esteri Emanuela Claudia Del Re (M5S). Per chiarezza e correttezza la riportiamo nella sua versione integrale.

“In merito alla notizia oggetto dell’interrogazione, l’Ambasciatore d’Italia a Madrid precisa che si è trattato piuttosto di un evento conviviale, tenutosi sabato 15 settembre u.s., per festeggiare una coppia di noti imprenditori spagnoli, in vista del matrimonio che gli interessati intendono prossimamente contrarre sulla base della legge spagnola (che dal 2005 ha, come è noto, esteso alle persone dello stesso sesso la possibilità di contrarre matrimonio). In tale occasione, pertanto, nei locali della Residenza non è stato celebrato, né l’Ambasciatore aveva l’intenzione di celebrare, alcun matrimonio o unione civile. Del resto, ai sensi della vigente normativa e come giustamente rilevato dall’interrogante, non sarebbe stato possibile celebrare in Ambasciata o Consolato una valida unione civile tra i due interessati dal momento che nessuno dei due suddetti imprenditori è in possesso della cittadinanza italiana. Nel caso in specie si è dunque trattato di un ricevimento conviviale, senza alcun profilo o valore di natura legale, e che pertanto non appare aver configurato alcuna violazione della normativa italiana. L’evento non ha comportato costi a carico del bilancio della Sede”.

Chiarissimo, no? Mica tanto. Se un “evento conviviale” comprende anche una cerimonia officiata dal nostro Ambasciatore con tanto di scambio degli anelli tra i due imprenditori e di auguri da parte dei numerosi partecipanti al ricevimento, una domanda sorge spontanea: se è vero che “gli interessati intendono prossimamente contrarre [matrimonio] sulla base della legge spagnola”, allora quella che si è svolta nella Residenza diplomatica a Madrid è stata solo una farsa?   

Ora, affinché i firmatari dell’appello possano confrontare le spiegazioni fornite dall’Ambasciatore e quello che è avvenuto nella nostra ambasciata quel giorno e, di conseguenza, valutare quanto sia in gioco la credibilità del ministero degli Esteri e delle sue articolazioni, alleghiamo uno dei tanti video del ricevimento e della cerimonia, facilmente reperibile in rete.  

 

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