Il caso di Parma

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pizzarotti

Al sindaco di Parma Pizzarotti che ha ordinato all'ufficiale di Stato civile di iscrivere all'anagrafe le famiglie arcobaleno e che ha polemizzato duramente insieme al suo assessore Paci con don Rossolini, hanno risposto con una raccolta firme il gruppo giovani della parrocchia San Paolo di Parma. Petizione che in poche ore ha raccolto più di 200 adesioni. 

Caro direttore,

In merito alle vicende accadute in questi ultimi giorni fra il Sindaco Federico Pizzarotti e Don Francesco Rossolini crediamo, come cittadini italiani, che ci siano alcune puntualizzazioni da fare pubblicamente. Dopo la registrazione da parte del Sindaco di bambini di coppie omogenitoriali e la successiva risposta di Don Francesco Rossolini sull’emittente televisiva locale Giovanni Paolo TV, si sono verificati numerosi attacchi da parte del Sindaco contro il sacerdote, la Diocesi di Parma e la Chiesa in generale. In particolare, soprattutto nell'ultimo intervento fatto da Pizzarotti sul social network Facebook, in data 9 gennaio 2019, si è palesemente compreso come Pizzarotti non ritenga opportuno che un sacerdote possa esprimersi in campo politico e sociale. Per non parlare dell'intervento dell’assessore Paci sui social “Non passa giorno che non si senta parlare di casi di pedofilia di preti.”

Sono oltre settant'anni che la Costituzione italiana è in vigore, ma pare che il Signor Sindaco non conosca l'articolo 21 che recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

Ci sembra molto grave, pertanto, che il primo cittadino di Parma, che dovrebbe essere garante della legge, in questa vicenda abbia più volte calpestato questo diritto.

Ci sfugge infatti perché un sacerdote, in veste dei suoi diritti da cittadino, non possa esprimere la propria opinione, con i canali che crede più opportuno, mentre tutti gli altri cittadini, Sindaco in primis, sono liberi di insultarlo, non solo per le idee espresse, ma soprattutto perché sacerdote. Forse non è chiaro, ma in Italia i cristiani oltre ad andare a messa e ricevere i sacramenti non sono liberi di vivere ed esprimersi nella società? O devono limitarsi alle funzioni religiose?

Papa Francesco a tal proposito dice che i cristiani devono fare politica e il Santo Paolo VI ha detto che la politica è una delle forme più alte della carità, perché cerca il bene comune.

Ci sentiamo quindi in dovere di poter dire la nostra proprio perché cristiani, proprio perché cittadini pensanti, giovani e adulti, che hanno tanta voglia di essere partecipi alle domande che la società pone. Ci dispiacerebbe molto se il Sindaco ci volesse tutto il giorno silenti nelle chiese. Abbiamo deciso di informarci, di studiare, di fare l' università, di lavorare, di fare incontri politici, sociali e morali per diventare sempre più consapevoli e critici.

Papa Benedetto, facendo un lucido quadro della realtà di oggi dice: “Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.”

Speriamo veramente che i parmigiani non si lascino trasportare qua e lá da “qualsiasi vento di dottrina”(San Paolo, Efesini,4).

Firmatari:

Associazione Giuristi per la Vita

Costanza Miriano

Alessandro Benigni

Anna Berardi

Sara Bernardi

Teresa Trombetta

Alessandra Abelli

Elisabetta Annibaldis

Tiziano Bighellini

Anna Bizzarri

Priamo Bocchi

Ottavia Borrelli

Alessandra Giuletti

Gianfranco Modugno

Luigi Gianola Bazzini

Paola Gioia

Rossana Ghidini

Elisa Ghillani

Deborah Viola

Miriam Wasmuth

Manfredi Annibaldis

Monica Arcari

Michele Bagazzi

Beatrice Baistrocchi

Ambrogio Mastrangelo

Francesco Mazzamurro

Daniele Oltrecolli

Rita Oudad

Christian Argellati

Francesca Avanzi

Chiara Baldi

Stefania Avvisati

Andrea Baistrocchi

Giuseppe Ussia

Monica Barbieri

Marco Melli

Christian Minelli

Vincenzo Mineo

Uberto Mondino

Rossana Ciarelli

Francesco Colli

Maria Cristina Mazzamurro

Gabriella Medici

Elisabetta Baistrocchi

Carlotta Bassi

Paolo Bianchi

Gian Luca Bruni

Gianluca Calderini

Elena Carpi

Stefano Sogari

Luisa Soliani

Guido Lazzarotti

Davide Manferdelli

Emanuele Ghirardi

Alessandro Gianola Bazzini

Dorina Faroldi

Chiara Ferrarini

Francesco Quintavalla

Elisabetta Rainieri

Maria Teresa Bersellini

Fabrizio Bertoli

Emanuele Basso

Almerina Bega

Maria Cristina Carrara

Deborah Cassi

Federico Bianchi

Claudia Cavazzini

Daniela Ceresini

Michele Saccani

Matteo Ghillani

Monica Giordani

Riccardo Giovannini

Sara Iannotta

Alessandro L’erario

Francesca Procopio

Augusta Quintavalla

Angela Sacco

Marilena Sarto

Cesare Ghinelli

Nicola L’erario

Roberto Lamballi

Giuseppe Iamiglio

Raffaella Iannotta

Onofrio Lamestra

Giorgio Manferdelli

Federico Quintavalla

Mariella Ruiu

Claudio Schianchi

Silvia Chiesa

Gabriele Cagnolati

Pierpaolo Rastelli

Alcide Ronzoni

Martina Ussia

Andrea Vecchi

Stefano Ronzoni

Claudia Rossi

Simona Allegri

Leonardo Allodi

Carlo Andrea Coperchini

Marco Cosenza

Luigi Mazzamurro

Romano Manferdelli

Francesca Granelli

Monica Guareschi

Filippo Carrara

Elena Vecchi

Milta Zazzi

Valentina Dell’Aglio

Marilena Di Lieto

Ezio Gabba

Rita Garavini

Emanuele Ferrarini

Nicoletta Finardi

Anna Cuccovillo

Liliana Dazzi

Beatrice Donati

Claudio D'Onofrio

Anna Lisa Giordani

Roberto Giovannini

Ylenia Rossi

Maria Rosa Ruggeri

Francesco Rutelli

Mauro Ghillani

Alessandro Casto

Enrico Gianola Bazzini

Paola Peracchia

Francesco Pioli

Barbara Olivi

Raffaella Palumbo

Emanuele Passarelli

Luigi Pastò

Massimiliano Neri

Antonio Nicolicchia

Fabio Mannara

Stefano Maranzoni

Danilo Montilo

Gloria Mosca

Alessandra Pollastri

Silvia Povesi

Francesco Abelli

Francesco Agnetti

Maria Ruggirello

Maria Grazia Sordi

Rita Tarasconi

Francesco Rossi

Marcellina Amadasi

Giovanni Amore

Manuela Monteleone

Alessandro Muro

Maria Rachele Ruiu

Lorenzo Isaya

Sara Melotti

Emanuele Roncali

Jacopo Picchi

Lorenzo Picchi

Erika Jakab

Francesco Bellotti

Sara Gazzoni

Matteo Dal Bosco

Anna Bosi

Miriam Buson

Mario Verdeli

Monica Redini

Giuseppe Lami

Carlo Bellotti

Rita Magnani

Pierfrancesco Zangarelli

Dario Maria Minotta

Maddalena Anelli

Davide Sarti

Marco Tassinari

Giampaolo Trucco

Ivan Casula

Giovanna Bonazzi

Claudine Sassi Mazzini

Silvia Carassale

Parola Barreca

Massimiliano Galletti

Spoleti Luciana

Federica Picchi

Roberto De Albentiis

Michele Battistelli

Mariana Buson

Daniela Ridolfi

Nadia Negro

Francesca Tellarini

Salvatore Montalto

Cinzia Danieli

Lucia Pandolfo

Giuseppe Marino

Laura Daretti

Annalisa Ciuffardi

Mauro Stella

Alessandro Bartoli

Valerio Corazza

Stefano Beltramini

Stefania Ragaglia

Vincenzo Derobertis

Elisabetta De Napoli

Elena Maria Giuffrida

Gianfranco Salvatore

Domenico Sambataro

Beatrice Novelli

Francesca Maria Sambataro

Pietro Guandalini

Stefano Brancato

Antonio De Rosa

Belinda Bruni

Angela Gabbianelli

Monica Boccardi

Mauro Losapio

Rossella Sòla

Margherita Chiminelli

CommentiCommenti 6

Marco Cortesi (non verificato) said:

concordo e sottoscrivo!

Carlo Battistoni (non verificato) said:

Pizzarotti a casa, non abbiamo bisogno di distruggere ulteriormente la famiglia, la società e la vita di questi bambini che crescendo poi avranno tante domande a cui dare risposta.

Mattia Cantali (non verificato) said:

Rispetto per i cristiani.

enrico falcinelli (non verificato) said:

Non lasceremo mica che il silenzio dell'ignavia e della paura del giudizio altrui lasci passare la cultura della segregazione della Chiesa al solo ambito spirituale, fino ak dar luogo a qualche legge che sancisca il principio di laicità come non intromissione della Chiesa... Non solo il prete ma la stessa Chiesa ha il diritto di pronunciarsi e la Chiesa è un popolo, non una istituzione. La laicità permette questo... il laicismo no! No al laicismo di Stato!