La mamma cristiana accusata di blasfemia

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Asia Bibi è definitivamente libera di lasciare il Pakistan. La Corte Suprema ha respinto il ricorso contro la sentenza che il 31 ottobre scorso l'aveva assolta dal reato di blasfemia. 

«Basandosi sul merito, questa richiesta di revisione è rigettata» ha decretato il presidente del collegio giudicante Asif Saeed Khosa questa mattina. Secondo il giudice il firmatario del ricorso «non è stato in grado di individuare alcun errore nel verdetto della Corte Suprema che ha assolto Asia Bibi». Durante l'udienza, l'avvocato Ghulam Ikram, legale del ricorrente Qari Muhammad Salaam, aveva chiesto che a giudicare la richiesta fosse un tribunale più ampio che includesse anche religiosi islamici e ulema. Dura la risposta del presidente: «Il verdetto è stato emesso sulla base di testimonianze. Secondo l'islam una persona dovrebbe essere punita anche se non è stata giudicata colpevole? Ci dimostri cosa c'è di sbagliato nel verdetto». Ora la donna cristiana, che ha trascorso in carcere oltre 9 anni, è libera di lasciare il Paese, ricongiungendosi probabilmente alle figlie che potrebbero essere già all'estero.

Fino ad oggi, dopo la sentenza di assoluzione, Asia Bibi si trovava sotto protezione in una località segreta in Pakistan. Libera a metà, non più detenuta ma impossibilitata a lasciare il Pakistan. Dopo l'assoluzione di Asia Bibi, gli estremisti musulmani avevano manifestato con incidenti e devastazioni, invocando la pena capitale per la cristiana.

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