Il Mezzogiorno

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Magna carta

“Un’altra idea di Sud”, per “raccogliere in chiave non di conflitto ma di opportunità la sfida dell’autonomia differenziata”. Il tutto “in quattro step: intervento straordinario, agenzia commissariale ad hoc, assetto macroregionale e, infine, autonomia in chiave di regionalismo differenziato”. E’ la proposta per lo sviluppo del Mezzogiorno della fondazione Magna Carta, presieduta dal senatore Gaetano Quagliariello, elaborata con la collaborazione di una squadra di costituzionalisti ed esperti di pubblica amministrazione e contenuta in un paper dal titolo “Un’altra idea di Sud – Reddito di cittadinanza o diritto di sudditanza?”, presentato oggi in Senato. Il primo passo, partendo dal presupposto che “in una visione sussidiaria il rapporto tra Stato ed enti territoriali deve variare a seconda delle esigenze dei diversi territori” – si legge in una nota della fondazione – è “un nuovo intervento straordinario per il Sud, per creare le condizioni di contesto irrinunciabili per rilanciare l’economia meridionale: infrastrutture materiali e immateriali; sicurezza e contrasto alla criminalità; formazione del capitale umano; procedure amministrative praticabili; costo del lavoro competitivo”. Per realizzarlo si immagina un’agenzia ad hoc, “una struttura commissariale realmente efficiente, transitoria e con poteri di emergenza, alternativa ai ‘carrozzoni’ di conclamata inutilità, che coordini l’intervento straordinario, censisca e integri le risorse disponibili anche con riferimento ai fondi europei (il cui mancato utilizzo è uno scandalo che ben rappresenta il fallimento dell’attuale modello regionalistico) e le concentri su progetti strategici di ampio respiro, evitandone la distribuzione a pioggia e scongiurandone la dispersione”.

Sul piano istituzionale, il terzo step della proposta prevede “l’istituzione, su scala nazionale, di macroregioni, con un compito prevalente di programmazione, che consentano ai territori di mantenere la propria specificità e allo stesso tempo di fare sistema, razionalizzare le funzioni e fare ‘massa critica’ a fronte di una competizione ormai globalizzata. E’ evidente – sottolinea Magna Carta – che il funzionamento del nuovo assetto passa anche dal superamento della fallita riforma delle province e da un ripristino di queste ultime con funzioni amministrative”. Una volta che sarà stato “rimesso in carreggiata e dotato di un nuovo e più efficiente assetto istituzionale – è il quarto passaggio -, il Mezzogiorno, a livello di macroregione, sarà in condizione di negoziare le forme di autonomia ad esso più funzionali nell’ottica del regionalismo differenziato oggi in discussione per alcune regioni del Nord Italia. Si tratta, insomma – è la conclusione -, di un percorso per rendere la sfida dell’autonomia non un terreno divisivo ma un’occasione di rilancio per l’intero Paese in un quadro di coesione e sussidiarietà”.

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