"Legge liberticida"

Versione stampabile
foibe

L’8 giugno del 2016 la Camera dei Deputati approvava con 237 voti a favore, 102 astenuti e cinque contrari, l’introduzione nell’ordinamento italiano del reato di negazionismo. All'interno del dibattito sulla mozione sui finanziamenti ai negazionisti delle foibe, approvata dal Consiglio regionale negli scorsi giorni, e divenuta di stretta attualità anche a livello nazionale, è intervenuto anche il senatore di Idea, Popolo e Libertà, Carlo Giovanardi. Raggiunto telefonicamente l'ex Popolo delle Libertà ha dichiarato che "la maggior parte dei voti arrivarono dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle, gli stessi che oggi si indignano di fronte alla mozione approvata dal Consigilio regionale del Friuli Venezia Giulia che blocca i finanziamenti pubblici a chi nega o riduce il dramma delle foibe”.

"Difendo la libertà di ricerca della Kerservan e della Cernigoi, come di chiunque altro"

Per farlo, afferma Giovanardi “venne applicata un’integrazione alla legge Mancino, trasformando il negazionismo e il riduzionismo in un reato penale. Fummo gli unici a votare contro una legge liberticida e oscurantista”. Secondo il senatore “gli storici italiani, anche quelli di estrazione marxista, fecero la battaglia con noi e denunciarono questo tentativo. Io al Senato parlai esplicitamente di Trieste delle foibe e delle studiose Alessandra Kersevan e Claudia Cernigoi. Ricordo bene che dissi di fare attenzione, perché le prime vittime di quella legge avrebbero rischiato di essere proprio loro due. Io non condivido nulla dei loro studi, ma non voglio negare loro la libertà di scrivere. Difendo la loro libertà di ricerca, come la libertà di ricerca di chiunque”.

Confronto sul piano storico, non sulla repressione

“Il confronto – continua il senatore – deve essere sul piano storico e sul piano delle prove, e non sul piano della repressione. Il discorso è che oggi chi in Italia il negazionismo e il riduzionismo sono considerati reati, tant’è vero che in occasione della Giornata del Ricordo era stata preannunciata una denuncia penale nei confronti dell’ANPI, che non ricordo di quale città, che aveva negato la storia delle foibe”.

"Togliere questo macigno e abrogare questa legge"

Alla cronologia parlamentare Giovanardi aggiunge una proposta. “Facciamo una battaglia comune per abrogare questa legge e lasciamo la libertà di ricerca. In quell’ambito infatti, l’erogazione dei finanziamenti pubblici non può essere condizionata a seconda della presenza di una giunta di destra o di sinistra. Non può esistere che i soldi vengano dati solamente a chi la pensa come loro. L’unica soluzione è tirare via questo macigno che ha reso reato il negazionismo e il riduzionismo”. “La ricerca storica non può essere inficiata solo perché, secondo quella legge, uno studioso può venir denunciato e perseguito penalmente. Allora scusate, un ente pubblico allora può finanziare chi può essere accusato di un reato?”

Non è espressione di un paese civile e democratico

Il senatore ipotizza uno scenario diverso. “Poi verrà fuori una regione dove è al potere la sinistra e che a sua volta non finanzierà studiosi o istituti di destra. Non capiscono che così facendo finiamo dentro ad una spirale che non è espressione di un paese democratico e civile. In questo caso le questioni storiche si dovrebbero lasciare agli storici e al confronto tra i documenti e non possono diventare questioni penali”.

Nessuno ha la verità rivelata

“Il mio appello – conclude Giovanardi - è di portare il dibattito non all’interno di una sterile contrapposizione, bensì ad una riflessione su questo dato di fondo. La soluzione è una sola: bisogna modificare quella legge. Dobbiamo riaprire una discussione seria anche in Parlamento su questi temi e la libertà di ricerca deve diventare sacra a 360 gradi. Nei giudizi storici nessuno ha la verità rivelata, solo i regimi, abilissimi a riscrivere la Storia”.

Aggiungi un commento