L'uovo di giornata

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Walter Veltroni si è imposto il vezzo di non pronunciare mai il nome di Berlusconi in campagna elettorale. Ricorre a tutte le parafrasi possibili, ma ostentatamente evita il nome proprio. Vorrebbe che questa scelta fosse intesa come una svolta positiva: la fine dell’anti-berlusconismo insultante che caratterizzava la retorica di sinistra.

Ma non è così: si tratta invece di una scelta odiosa e tracotante, tesa a deumanizzare l’avversario, a cancellarne identità e caratteristiche personali. E’ una trovata da bassifondi della psico-politica, indegna dell’immagine cristallina che Veltroni vuole trasmettere di sé e rivelatrice invece della sua vera indole fatta di piccole e grandi cattiverie, di calcoli e di astuzie.

Veltroni si illude che nel vuoto creato dall’assenza del nome dell’avversario gli italiani possano riversare i loro odi e le loro paure: ognuno le sue, ognuno le peggiori, risparmiando a lui la fatica di sporcarsi le mani. Ma non funziona così.

Quello che spaventa gli italiani è che possono sentirsi ripetere il nome di Veltroni anche cento volte al giorno, ma il vuoto resta lo stesso.

CommentiCommenti 4

tacitus (non verificato) said:

Don Ferrante,nei Promessi Sposi,dimostrava con
ineccepibili sillogismi Aristotelici, che la peste
non esisteva.
Sappiamo tutti come finì....

pico (non verificato) said:

pico della mirandola diceva:

meglio il vuoto della merda