Cronaca di un attacco preparato da mesi

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Le relazioni internazionali sono notoriamente basate su quantità industriali di ipocrisia. Ci si sorride e si stringono le mani sotto l'occhio di fotografi e televisioni. Mentre spesso ci si butterebbe a vicenda dalla finestra. Nell'ipocrisia è compreso il non dire pubblicamente le cose che tutti sanno e che influenzano poi le decisioni dei governanti. Queste scelte risultano quindi spesso di difficile decifrazione da parte del cittadino comune o addirittura interpretate in senso contrario alla realtà. Il caso del conflitto russo-georgiano è molto indicativo al riguardo.

I governanti, a differenza dei comuni mortali, possiedono determinate notizie riservate provenienti dall'intelligence. L'intelligence provvede non solo a notizie che non vedrete mai da nessuna parte, ma soprattutto ad analisi dettagliate di fatti, spesso difficili da correlare, teoricamente di pubblico dominio. Ogni notizia è un pezzo di un più grande puzzle, ma per vedere l'immagine completa occorre assemblare i pezzi correttamente e i governi dispongono di esperti specialisti che ricevono uno stipendio per questo lavoro di analisi.  Famoso è rimasto il caso dei servizi segreti italiani, che riuscirono esattamente a prevedere l'attacco egiziano ad Israele (furono gli unici), semplicemente analizzando correttamente fatti a tutti noti.

Come si sono svolti i fatti in Georgia dal punto di vista dei governanti occidentali? Bisogna tornare un po' indietro. La Georgia chiese ai russi di chiudere le proprie basi militari. Parlo delle basi nella Georgia vera e propria, non della presenza militare di "peacekeeping" in Ossezia del sud e Abkhazia. I russi accamparono mille problemi e scuse cercando di tirare tutto alle calende greche. Alla fine garantirono un termine di  ritiro e chiusura delle basi "durante il 2008", intendendo non certo gennaio, ma più facilmente anche dicembre. Grande fu la sorpresa quando verso novembre 2007 i russi fecero fagotto in fretta e furia e chiusero le basi. Il tutto è oggi interpretato come motivato dalla decisione, presa già in quel momento, di andare in qualche modo allo scontro militare con la Georgia stessa. Sarebbe stato da allora preparato un dettagliato piano di invasione, motivato dalla "difesa" dei connazionali russi in Ossezia e Abkhazia.

La Russia alcuni anni fa ha regalato, letteralmente, la cittadinanza russa agli abitanti delle due "regioni ribelli" georgiane. La cittadinanza russa spetterebbe solo a chi risiedeva in Russia nel 1991, a chi è etnicamente russo (osseti e abkhazi non sono più russi dal punto di vista etnico dei georgiani) o a chi ha ricevuto la naturalizzazione, risiedendo in Russia, in base ai criteri fissati per legge. Insomma fu regalata solo per avere dei connazionali da "difendere" quando si fosse presentato il momento e l'occasione. Si arriva così al 2008.

Si stendono piani dettagliati per un attacco in estate, il periodo migliore per la zona caucasica. Ci sono manovre militari congiunte NATO-Georgia programmate per metà luglio e che si protrarranno per circa tre settimane. Si fissa quindi l'invasione poco dopo il termine delle manovre stesse, quando yankees e amici se ne saranno andati. Di conseguenza si programmano, per lo stesso periodo, importanti esercitazioni militari russe denominate "Caucaso 2008". Non a caso vengono tenute immediatamente a nord dell'Ossezia georgiana. Terminate le manovre la NATO se ne va. I russi invece, terminate le esercitazioni nei primi giorni di agosto, restano. Segnalo a titolo di informazione un link alla notizia delle manovre segnalata dall'agenzia di stato russa (http://en.rian.ru/world/20080715/114038236.html). Non solo restano, si riposano, riorganizzano, ma fanno affluire altre unità e mezzi.

Intanto si mettono a punto gli ultimi dettagli dell'invasione analizzando il dislocamento delle unità georgiane. Naturalmente serve un motivo per giustificare l'intervento. Per questo, da tempo, l'informazione russa informa che in Ossezia del sud, praticamente, la guerra c'è già. Nel momento in cui il conflitto non è ancora scoppiato, l'informazione russa parla ormai di un genocidio in corso, commesso dai georgiani ai danni dei poveri osseti con cittadinanza russa. Un resoconto di cosa dicevano le televisioni russe, e ogni altro mezzo di informazione, è ben sintetizzato in questo articolo, datato 4 agosto, e che quindi si riferiva a giorni e giorni prima dell'attacco vero dei georgiani contro l'Ossezia del sud (http://jamestown.org/edm/article.php?article_id=2373282).

 I governi occidentali vengono naturalmente informati del fatto che i russi sono rimasti, appena a nord dell'Ossezia, con forti truppe e mezzi in continuo aumento,nonostante la fine delle manovre militari. Allo stesso modo sanno cosa dice la stampa russa e non ci mettono molto a fare 2+2=4. Le truppe NATO se ne sono appena andate. La Russia sta per lanciare un attacco motivandolo con il "genocidio" degli osseti già, a sentire loro, abbondantemente in corso. E’ a quel punto che la Georgia chiede il permesso agli occidentali di attaccare per prima, visto che ormai l'invasione russa è imminente. Il piano russo si basa infatti su un semplice assunto. Le loro colonne corazzate potranno raggiungere l'Ossezia senza problemi. Ma esiste una sola strada che collega Russia e Ossezia del sud. E’ una strada sotto il Caucaso, il noto tunnel Roki. No tunnel, no party.

I georgiani hanno un'unica possibilità per fermare l'invasione, attaccare per primi, prendere l'entrata dalla parte osseta del tunnel e farlo saltare. Tutto il piano russo finirebbe in cenere. E' un segreto di pulcinella che, se c'è un momento in cui i georgiani non avrebbero dovuto attaccare, è stato proprio quello in cui lo hanno fatto. Avrebbero potuto farlo prima della forte presenza russa immediatamente a nord dei propri confini. O avrebbero potuto farlo dopo, quando se ne fossero tornati a casa nelle loro caserme. Invece lo fanno "durante", proprio mentre c'è il più grosso assembramento militare russo da tempo immemorabile a un passo da loro. Il motivo e' ben chiaro agli occidentali. Tutti sapevano cosa stava per succedere e danno il via libera. Per questo motivo, nei fatti, nessun governo occidentale guarda la Georgia come il paese responsabile del conflitto. Ma nessuno può dirlo apertamente, come non diranno mai di avere acconsentito al disperato attacco.

Le cose, per la pochezza dell'esercito georgiano, sono andate male. Il tunnel non è stato preso e i russi sono velocemente entrati in Ossezia e attuato in pochi giorni i piani preparati per mesi. Per questo l'Europa ha veramente paura, ma il gas e il petrolio russi sembrano troppo importanti per prendere misure decise contro il Cremlino. Intanto i russi regalano la cittadinanza a molti abitanti della Crimea, regione ucraina. Il tutto illegalmente, visto che la legge ucraina vieta la doppia cittadinanza e nessuno vi rinuncia prima di prendere quella russa. Saranno i prossimi russi da "difendere"?

La Moldova si è vista recapitare le minacce del presidente russo a "non fare come la Georgia" nei riguardi della regione separatista della Transnistria, dove è presente come "forza di pace", ossia come garante del locale regime separatista, che vanta lo stesso presidente "democraticamente eletto" dal 1991, se non vuole subire la stessa fine. S'intende che anche molti abitanti della Transnistria hanno ricevuto la cittadinanza russa e che quindi sono  da "difendere" ça va sans dire...

Il fatto che la Moldova a malapena abbia un esercito e che abbia le spese militari in rapporto al PIL tra le più basse del mondo (e che al confine con la Transnistria non si spari un colpo di fucile da tempo immemorabile) da all'affermazione un tono di minaccia secondo gli osservatori occidentali. Si accettano scommesse su quale sarà il primo paese a vedere il prossimo intervento, volto a fermare il genocidio di cittadini russi naturalmente.

CommentiCommenti 12

max (non verificato) said:

Complimenti per la FAZIOSITA' e la DISINFORMAZIONE che si tenta di diffondere con questo articolo. Sono indignato. Saluti.

Emiliano Stornelli (non verificato) said:

La ringraziamo per il Suo intervento. Per dovere d'informazione verso i nostri Lettori, La preghiamo cortesemente di fornirci gli elementi fattuali che smentiscano la ricostruzione effettuata nel presente articolo. Siamo disposti a pubblicare un Suo scritto al riguardo.

Fiduciosi nella Sua disponibilità, La ringraziamo per l'attenzione...

GIOVANNI SCAMPINI (non verificato) said:

il Suo articolo e' pura disinformazione.Cosa avrebbe dovuto fare la russia visto che la gEORGIA,NON ANCORA NELLA nATO,PER FORTUNA,HA SVOLTO UNA ESERCITAZIONE ASSIEME A 2000 MILITARI AMERICANI A LUGLIO AI CONFINI CON LA RUSSIA (Immediate Response 2008)?
C'ERANO CENTINAIA DI MERCENARI ISRAELIANI
(Nava Tzuriel, «Souce: secret IDF material went unguarded in Georgia», Haaretz, 16 agosto 2008.
)E COSI' SCRIVEVA DEBKAFILE ( AGENZIA ISRAELIANA )" Georgian tanks and infantry, aided by Israeli military advisers, captured the capital of breakaway South Ossetia, Tskhinvali, early Friday, Aug. 8,
AZIENDE DI ARMAMENTI ISRAELIANE HANNO VENDUTO SISTEMI D'ARMA MODERNI E DRONI AI GEORGIANI( SEMPRE DA DEBKAFILE:"Last year, the Georgian president commissioned from private Israeli security firms several hundred military advisers, estimated at up to 1,000, to train the Georgian armed forces in commando, air, sea, armored and artillery combat tactics")

SHAAKASHVILI HA POTUTO TENERE UNA CONFERENZA STAMPA SULLO SFONDO DI BANDIERE DELL'EUROPA( DI CUI NON FA PARTE) E DELLA NATO,DA CUI E' ESCLUSO,SENZA CHE NESSUNO LO TACITASSE

COSA CI FANNO DUE MINISTRI GEORGIANI CON PASSAPORTO ISRAELIANO?(David Kezerashvili alla Difesa, Yakobashvili al ministero della Reintegrazione dei territori separatisti);

LA GUERRA IN GEORGIA E' UNA CLASSICA GUERRA DEL E PER IL PETROLIO,APPOGGIATA DA ISRAELE E DAGLI STATI UNITI.PUNTO.
TUTO IL RESTO E' PROPAGANDA

mauro (non verificato) said:

Complimenti per l'analisi e soprattutto per i link illuminanti, come un flash in una notte buia. Una mezza idea me l'ero fatta già ma la ricostruzione è magistrale. Volevo fare un'osservazione sui post favorevoli alla Russia, notando che sono numerosi e ad alto tasso di faziosità e/o aggressività. E' curioso notare che quando sulla scena mondiale appare un potere forte, aggressivo e soprattutto sfrontato gode sempre dell'ammirazione di molti dovunque. Ogni volta che c'è un vostro pezzo sulla Russia, per obbiettivo che sia, saltano fuori i suoi Partigiani, qualsiasi cosa essa abbia fatto. Eppure il comunismo non c'è più, laggiù, anzi c'è un capitalismo a tratti feroce: ma allora chi sono? E' un'analisi antropologica superiore alle mie capacità, potreste cercare di illuminarmi?

max (non verificato) said:

D'accordo, non ho problemi a replicare. Anzi, sarebbe bene che ci fosse un confronto costruttivo su queste cose, non solo propaganda. Premetto che non sono e non sono mai stato nè comunista nè fascista, ma vorrei anzi che per una volta si andasse oltre la logica destra vs sinistra e viceversa, ma che si tentasse piuttosto di analizzare i fatti così come sono. Ecco il mio punto di vista. Sappiamo benissimo che sia la Russia che gli Stati Uniti sono due grandi potenze mondiali. E sappiamo benissimo che difficilmente potranno mai andare d'accordo. Tuttavia, è innegabile che da quando è crollata l'Unione Sovietica, la Russia è stata costantemente provocata su tutti i fronti. Mi spiego. Iniziamo con la disgregazione della Jugoslavia. E' palese che ciò che successe nei Balcani non fu da imputare solo ed esclusivamente ai serbi, tradizionali alleati dei russi, ma al contrario ciascuna delle parti ebbe un ruolo determinante nel causare l'escalation sanguinosa e tragica che ricordiamo. Il signor Milosevic non era certamente una persona democratica, ma ritengo che lo stesso si possa dire di Tudjman e ancor di più di Izetbegovic, noto estremista islamico sostenuto all'epoca a spada tratta dagli Stati Uniti. Per non parlare dell'attuale leadership kosovara, costituita da guerriglieri terroristi dell'Uçk, anch'essi musulmani, che dal 1998 a oggi hanno commesso ogni sorta di brutalità nei confronti della popolazione serba (la primavera del 2004 ce la siamo già dimenticata?), sgozzando civili e distruggendo chiese e monasteri ortodossi. Insomma niente di meno grave di ciò che commisero i paramilitari serbi nei confronti dei civili e delle moschee albanesi negli anni di Slobo. C'è un problema però: quando gli Stati Uniti e l'Europa hanno deciso di strappare il Kosovo alla Serbia, senza alcuna legittimità internazionale e facendo carta straccia della risoluzione ONU che sanciva la sovranità della Serbia sul Kosovo, Milosevic era già sparito dalla politica serba da ben sette anni. Ed erano già sette anni che la Serbia aveva un governo democraticamente eletto dal popolo. Perchè si è voluto umiliare così i serbi, dopo che quella gente sfortunata aveva già dovuto subire i pesantissimi bombardamenti della NATO che, per quanto "umanitari", avevano ucciso migliaia di civili innocenti? Perchè si è voluto compiere un atto così palesemente anti-cristiano usurpando una terra che già dal medioevo apparteneva alla Serbia, per darlo in mano a una banda di terroristi islamici come Hashim Thaçi e Agim Çeku? Ma soprattutto perchè l'Europa ha seguito questa scellerata decisione americana in modo così miope? Solo un pazzo può credere che il Kosovo sia "un caso a parte"! Ma quando mai? Per quale motivo? I serbi sono forse appartenenti a una razza diversa da quella umana per meritare un simile e univoco trattamento? E se gli albanesi del Kosovo hanno diritto a staccarsi dalla Serbia, perchè i serbi del Nord del Kosovo non hanno diritto a rimanere attaccati alla Serbia? E se gli albanesi hanno diritto all'autodeterminazione perchè i serbi e gli osseti non ce l'hanno? E se l'integrità territoriale della Georgia deve essere preservata perchè quella della Serbia deve essere distrutta? Queste sono domande che ESIGONO risposte! E risposte chiare, non buffonate del tipo "il Kosovo è un caso a parte", come dicono gli americani e l'Europa. Non è forse questa una prima provocazione nei confronti della Russia, per venire più concretamente al tema della nostra discussione? Andiamo oltre. Rivoluzione delle Rose in Georgia. Premettendo che più che una legittima sostituzione di governo è sembrato più un colpo di stato bello e buono, con Shevardnadze malmenato e portato via in diretta tv, penso che non sia un mistero per nessuno se affermo che tale rivoluzione venne supportata, finanziata e fomentata ad arte da alcuni dei più potenti affaristi e lobbysti americani come George Soros, strumentalizzando vergognosamente il genuino orgoglio nazionale del popolo georgiano, che è la principale vittima della megalomania del signor Saaksshvili e del cinismo americano. Domandiamoci perchè proprio la Georgia venne scelta dagli americani. E' semplice, risorse energetiche. Nella fattispecie petrolio, di cui il Caspio è pieno. Sui giornali e sulle televisioni si è avuto il coraggio e l'arroganza di rigirare la frittata dicendo che quel petrolio fa gola alla Russia! Certamente, ma mi pare anche legittimo. Scusatemi un attimo, ma il Caspio è per caso in California? E' per caso in Texas? O in Messico? Mi spiace tanto, ma purtroppo è in territorio russo e in territorio di paesi da sempre alleati alla Russia. L'unico paese filo-occidentale dell'area era l'Azerbaigian, alleato della Turchia e nemico giurato dell'Armenia, che guarda caso è filo-russa per ovvi motivi, dato che gli americani se la sono fatta con gli storici nemici islamici del popolo armeno che piange oltre un milione di morti che devono ancora ricevere un minimo di giustizia a distanza di quasi un secolo dal genocidio commesso dai turchi nei loro confronti, genocidio di cui non si può ancora oggi parlare solo perchè l'Armenia è schierata dalla parte "sbagliata". Ma andiamo avanti: l'Azerbaigian dicevamo, con i suoi porti sul Caspio. Ma per far arrivare il petrolio in Turchia e sottrarlo ai russi bisogna conquistarsi anche la fiducia di almeno un altro paese, altrimenti l'oleodotto non può passare. L'Armenia? No di certo, per i motivi di cui sopra. La Georgia? Opps, proprio lei! Ed ecco servita sul piatto la Rivoluzione delle Rose. E chi meglio di Mikheil Saakashvili poteva essere la guida della "nuova" Georgia, lui che ha la moglie americana, parla un perfetto inglese e ha studiato negli States? E Saakashvili, fin dal primo momento, si è posto in contrapposizione alla Russia in maniera frontale. Senza compromessi. Con l'arroganza di chi crede di avere di fronte un paesino di provincia, e non una potenza mondiale risorta dopo dieci anni di umiliazioni cocenti nei Balcani. Tanto che fin da subito si è prefissato come obiettivo la riconquista dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, perse all'inizio degli anni Novanta dopo un conflitto armato con i russi. Conflitto causato, tra l'altro, dalla decisione scellerata del governo georgiano dell'epoca di revocare l'autonomia di cui avevano sempre goduto le due regioni, ignorando bellamente il fatto che gli osseti in particolare si ritrovavano a vivere in due stati separati, in Russia a Nord e in Georgia a Sud. Saakashvili non ha mai cercato un dialogo con la Russia, per risolvere diplomaticamente questa situazione. Sul fatto poi che egli sia più democratico del certamente poco democratico Putin, avrei qualche dubbio. Le rivolte popolari soffocate nel sangue di fine 2007 ne sono la dimostrazione. Così come la sospettissima morte improvvisa dell'unico candidato filo-russo un minimo credibile, tale Badri Patarkatsishvili. Che poi uno, per compiacere agli interessi ecomomici di un paese terzo (gli Stati Uniti), abbia l'arroganza e l'incoscenza di invadere l'Ossezia del Sud permettendosi di bombardare ospedali e scuole nella notte della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi, scatenando la legittima e durissima risposta russa, pone fine alla questione. Saakashvili, in accordo con gli americani, ha usato il suo stesso popolo come carne da macello da sacrificare contro i russi! Può esistere un crimine più grande di questo? Poi, certo, la sua gigantesca macchina propagandistica e diplomatica, unita a quelle occidentali (americana e inglese in primis), gli ha permesso di far credere al suo popolo ciò che voleva lui, e cioè che l'aggressore è la Russia. Ma non è una tattica che possa durare molto, a lungo termine. Presto i georgiani si accorgeranno di quale sciagurato presidente gli americani hanno imposto loro, e allora ci sarà da divertirsi. Bene, e adesso andiamo ancora oltre. Rivoluzione arancione in Ucraina. Anche qui uno scenario simile a quello georgiano, con un presidente ad hoc come Yushchenko (anch'egli sposato casualmente con un'americana) messo lì di proposito per rompere le uova nel paniere alla Russia. Che poi oltre la metà della popolazione sia filo-russa è un dettaglio trascurabile. Tanto la Russia deve subire e tacere, no? Vogliamo parlare della NATO? Perchè mai esiste ancora la NATO, dal momento che era stata costituita in periodo di Guerra Fredda per contrastare legittimamente il Patto di Varsavia e l'Unione Sovietica? Questi ultimi non esistono più per fortuna, eppure la NATO c'è ancora. E non è forse una provocazione colossale nei confronti della Russia il voler inglobare Georgia e Ucraina all'interno della NATO, quando soprattutto in Ucraina ben due terzi della popolazione non ne vuole sapere di entrarvi? Vogliamo parlare dello scudo spaziale? Bene, gli americani dicevano che è per controllare le mosse dell'Iran. Ma allora perchè quando Putin tempo fa propose a Bush di costruirlo in Azerbaigian, gli americani risposero che non erano interessati all'offerta? Se fosse davvero qualcosa contro l'Iran, non sarebbe più comodo averlo nel vicino Azerbaigian piuttosto che nella lontanissima Polonia? Ergo, lo scudo spaziale è l'ENNESIMA provocazione contro la Russia. Io a un certo punto mi faccio una domanda: ma se io non vengo a pestarti i piedi in casa tua, perchè tu devi venire a pestarmi i piedi in casa mia? Tradotto: da quando è caduto il muro di Berlino, cosa ha fatto la Russia di provocatorio contro gli Stati Uniti? Niente di niente! Ha per caso messo missili a Cuba? Ha per caso tentato di rovesciare il governo messicano? Ha mai negato la solidarietà agli Stati Uniti nei momenti più duri come l'11 settembre e la guerra in Afghanistan contro i talebani? Cosa diavolo ha fatto la Russia per meritarsi un trattamento provocatorio come quello che ha ricevuto dall'Occidente negli ultimi 15 anni? Perchè la Russia deve continuare ad essere messa davanti ai fatti compiuti? PRIMA il bombardamento della Serbia, POI la rivoluzione in Georgia, POI la rivoluzione in Ucraina, POI la minaccia dell'ingresso delle stesse nella NATO, POI l'indipendenza del Kosovo, POI l'invasione dell'Ossezia del Sud, POI lo scudo spaziale in Polonia... E POI? Qualcos'altro prego? Mi spiace, ma non è questo il modo di comportarsi nei confronti di un paese che rimane comunque una potenza mondiale e che dopotutto è PARTE INTEGRANTE dell'Occidente, soprattutto dal punto di vista CULTURALE. Bisogna dialogare con la Russia, non provocarla! Ma è possibile che la Prima e la Seconda Guerra Mondiale non ci abbiano insegnato niente? E mi spaventa soprattutto l'atteggiamento passivo e miope dell'Europa, che continua cocciutamente a seguire gli Stati Uniti nelle sue provocazioni contro la Russia, senza accorgersi minimamente che sta portando piano piano il nostro amato continente verso la propria AUTO-DISTRUZIONE! Io non sto dicendo di rompere con gli Stati Uniti perchè, oltre che pericoloso, non sarebbe giusto. Ma ritengo che quando si vanno a toccare tasti che mettono a rischio la pace dell'intero continente, come nel caso dello scudo spaziale, l'Europa ha il DOVERE di far capire agli americani fino a dove possono spingersi e dove si trova il limite INVALICABILE. Questo è ciò che l'Europa non sta facendo, prigioniera delle sue stesse contraddizioni e della sua ipocrisia, incapace di dialogare costruttivamente con la Russia e di dire, ogni tanto, qualche NO anche agli amici americani. Scusate per la lunghezza del mio intervento, ma spero che possa servire per una riflessione collettiva e per un confronto sereno e diretto, senza ipocrisie. Grazie. Cordiali saluti.

Enrico B. (non verificato) said:

Non è possibile che la Georgia abbia fatto tutto da sola, cioè senza avvertire gli alleati occidentali, signor Stornelli? In fondo, la Georgia ha subito continui attacchi, ai confini con le 'repubbliche' secessioniste, da parte di Osseti e Abkhazi; attacchi in cui sono morti soldati georgiani senza alcun motivo e, soprattutto, senza che i cosiddetti 'peacekeepers' russi abbiano mosso un solo dito per fermare i miliziano separatisti. Se è comprensibile che la Turchia attacchi il PKK in Iraq come ritorsione degli attentati che uccidono i suoi cittadini, perchè la Georgia non potrebbe aver tentato di rispondere, magari in maniera avventata, alle provocazioni russe? La ringrazio per l'eventuale risposta.

Anonimo (non verificato) said:

Non sono MAX, ma dal momento che la redazione sembra aperta a critiche costruttive vorrei far notare alcuni punti poco chiari:
1)Prima si dice che la Russia cercava il pretesto per agire, ma in seguito si afferma che è stata la Georgia ad attaccare per anticipare l'invasione russa ed oltretutto l'avrebbe fatto con il consenso dei governi occidentali. Vedo qualche incongruenza nel fatto che la Russia cerca il pretesto e gli occidentali dicono alla Georgia di darglielo. Non era stata messa in conto la possibilità di non riuscire a chiudere il tunnel? Chi sono i consiglieri di questi governi occidentali e di questo povero presidente georgiano?
2)A leggere l'articolo sembrerebbe che i Russi si siano inventati tutto, ma a quanto pare non sono stati loro a sconfinare per primi. Sembra anche che si siano inventati la morte dei civili ossezi e che a questo punto li abbiano costretti a lasciare le loro case per inscenare il genocidio in corso con bombardamenti ininterrotti che hanno distrutto quasi completamente la capitale. Se è così devo ravvedermi sulla capacità russa si fare propaganda mediatica: hanno imparato molto in fretta dalla CNN, BBC e Co. che in questa occasione hanno deluso commettendo delle gaffe imperdonabili come i video girati in Ossezia spacciati per video di Gori e le foto palesemente preparate ad hoc.
3)I link nell'articolo riportano a jamestown.org che non si può certo considerare un organo di informazione neutrale. A leggerne i vari articoli sembra che veda i fatti in una sola direzione.
4)Credo che non si possa parlare della guerra nel Caucaso senza fare riferimento al Kosovo. Ammettendo anche che la Russia abbia invaso una parte (peraltro molto piccola) del territorio georgiano, la legittimazione le è stata data non tanto dall'uccisione dei soldati presenti sotto mandato ONU, quanto piuttosto dalla guerra contro la Jugoslavia nel 99 ed il successivo riconoscimento del Kosovo da parte di molti paesi occidentali. Quegli stessi paesi si appellano ora all'ONU, al diritto internazionale, ai trattati firmati dopo la seconda guerra mondiale: fino a pochi mesi fa se ne erano completamente dimenticati e adesso li rispolverano?
5)Quelli che adesso maggiormente accusano la Russia, ossia gli Americani, prima di aprire bocca dovrebbero fare un "mea culpa" gigantesco. Ci siamo dimenticati del perché hanno invaso l'Iraq? Armi di distruzione di massa (mai trovate)? E l'Afganistan? Guerra preventiva o necessità di far passare l'oleodotto dal Caspio all'Oceano Indiano? Se gli Americani fossero stati al posto dei Russi, supponendo sempre che la Russia abbia attaccato per prima o comunque non avesse giustificazioni per fare quello che ha fatto, si sarebbe potuto guardare l'intervento come una "guerra preventiva" dal momento che degli stati canaglia (in questo caso USA, Ucraina, Israele ed altri) stavano armando uno stato con diverse ideologie politiche e potenzialmente "pericoloso". Del resto gli USA hanno molto da insegnare su questo tipo di guerre.

Ci sarebbero molte altre osservazioni da fare, ma penso che la redazione ne sappia molto più di me (sono un comune mortale).

Federico Marini (non verificato) said:

In teoria uno stato indipendente puo' stabilire alleanze con chi vuole e fornire basi a chi vuole,ma esiste una norma fondamentale alla quale è necessario adeguarsi,questa norma è tanto banale quanto ineludibile ed è fornita da una semplice occhiata alla carta geografica: "geopolitica".
La Georgia, sollecitata da Washington,ha commesso il piu' stupido degli errori, percui c'è da chiedersi se gli Stati Uniti, che sicuramente conoscevano la posizione delle truppe russe.abbiano sollecitato l'attacco delle truppe georgiane, da loro armate ed addestrate,perchè volevano saggiare la capacita' di reazione dei russi(che prevedevano lenta) o perchè ,creando un clima di guerra fredda,a spese dell'ingenua Geogia, avrebbero favorito la vittoria di MC Cain alle Presidenziali.
Federico Marini

Arkkan (non verificato) said:

Premesso che l'articolo di Cesare Proserpio elabora una delle tante possibili tesi, dato noi comuni mortali non conosciamo il sottobosco dei fatti ma solo la loro evidenza. Se vogliamo ne esistono altre.
Debbo dire che condivido le considerazioni di Max, che sono di puro buon senso ed oggettivamente coerenti, al di fuori di ogni altra considerazione politica.
Sono da sempre filoamericano ed anche filoisraeliano, ma ciò non significa dover accettare le loro stupidate.
La Russia è tornata una grande potenza, va rispettata e da essa ci si deve far rispettare, e come altri hanno ben detto, fa pare dell'occidente (al contrario ad esempio della Turchia islamica che qualche cervellone vorrebbe far entrare in Europa).

Paolo (non verificato) said:

L'unica evidenza che emerge dalla lettura dei vari commenti, permettetemi, é che ancora una volta si fa di tutto per giustificare qualsiasi schifezza commessa da Mosca, utilizzando l'unica chiave di lettura che lega persone ahimé con poche idee nel proprio cervello, cioé un trito e ritrito antiamericanismo.