L'uovo di giornata

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Il 6 ottobre è stata inaugurata al Museo Civico di Storia Naturale ‘G. Doria’ di Genova la mostra sull’omosessualità nel regno animale, Against Nature?, una selezione degli studi e delle foto di oltre 1500 specie, provenienti dal Museo di Storia Naturale di Oslo, in cui sono documentati atteggiamenti sessuali tra individui dello stesso sesso. L’iniziativa fa parte del Festival della Scienza, un baraccone massmediatico che ogni anno riunisce nel capoluogo ligure scienziati, filosofi, studiosi - il fior fiore della res publica dei chierici impegnati nel ‘portare avanti’ le idee illuministiche di emancipazione dei popoli dalle tenebre della superstizione (in omaggio al pluralismo, tuttavia, viene invitato anche qualche membro dell’Accademia degli Attardati). Ovviamente sono previste visite al Museo delle scolaresche di ogni ordine e grado. Bambini, adolescenti, giovani devono sapere che il padre Dante aveva torto marcio quando parlava di peccati contro natura giacché la pratica omosessuale, come il piccolo, può essere bella.  
Ognuno ha le sue idee. E le sue preferenze of course. Quello che non si capisce è l’atteggiamento trionfalistico di chi, nell’illustrare le ragioni dell’iniziativa culturale, sbatte in faccia alle vecchie agenzie spirituali (la Chiesa, la scuola passatista etc.) i «fatti» che dimostrerebbero la «naturalità» di una pratica a torto demonizzata nei secoli. Non pretendo di difendere i difensori della tradizione ma non posso non chiedere (umilmente): a) chi mai ha negato che vi siano, tra gli animali, comportamenti omosessuali? b) e perché mai da un «fatto» dev’essere dedotta una «norma»? In natura il pesce grosso mangia il pesce piccolo ma il secondo non ha pertanto l’obbligo di farsi scannare.
 Sennonché è il termine ‘natura’ che viene equivocato dai nemici-di-tutti-i-pregiudizi. Per il giusnaturalismo classico, natura non è tutto ciò che è oggetto di esperienza (altrimenti sarebbero ‘naturali’ anche i gulag e i lager) ma ogni vita  che si svolge nel segno della conservazione della specie e che, pertanto, adempie tanto meglio al suo fine quanto più cresce sana e gagliarda. Il problema non sta nel registrare quel che c’è ma nello stabilire se quel che c’è è sano o patologico. Ci sono tanti alberi di pero rinsecchiti e sterili: fanno parte anch’essi della natura ma sono ‘a norma’ solo quelli alti, robusti e produttori di belle e succose pere.
 Il vero contenzioso tra modernisti e tradizionalisti sta in ciò che per i primi la distinzione tra il normale e il patologico è molto problematica se non arbitraria mentre per i secondi vi è una ‘recta ratio’ iscritta ‘in rerum natura’ che consente di affermare che certi prodotti sono ben conformati   mentre altri presentano  evidenti difetti. Entrambe le posizioni stanno nel regno dei ‘giudizi di valore’ e, pertanto, non possono esibire il lasciapassare della scienza. Questa, infatti, conosce solo i ‘fatti’ e i fatti parlano chiaro: è indubbia l’esistenza di pratiche omosessuali ,è innegabile che se tali pratiche si generalizzassero diverrebbe impossibile la perpetuazione della specie ma è altrettanto certo che le nuove tecnologie riproduttive consentirebbero la riproduzione (per inseminazione artificiale) anche di  una società composta interamente di gay e di lesbiche. A qualcuno potrebbe piacere molto più  di quella odierna ‘sessista’ e ‘maschilista’. De gustibus.. dicevano gli antichi, basta, però, che non si pretenda di imporre a tutti le stesse ‘concezioni del mondo’( o meglio le stesse ‘filosofie della natura’) attraverso una mirata riforma morale e intellettuale dell’insegnamento e, quel che è peggio, di farlo in nome della Scienza!


Dino Cofrancesco

CommentiCommenti 5

riki (non verificato) said:

un bel fascistello questo sig. cofrancesco e anche un pò fazioso ma oramai siamo abituati........ dovrebbe comunque essere chiaro che l'importante non è fare il sesso "giusto" ma farne tanto... di tutti i tipi.... sia omo che etero . E' da questa quantità e da questo caos che nasce la vita

Bruto (non verificato) said:

PREMESSA FONDAMENTALE

Un errore, nel quale s’incorre spesso, sta nel ritenere di poter confrontare il comportamento umano con quello puramente animale, come se si trattasse di realtà omogenee.
Per esempio, se fra gli animali si verificano atti d’inaudita ferocia, come l’uccisione dei propri piccoli, degl’individui più deboli o del partner dopo l’accoppiamento, ciò non significa che gli uomini debbano regolare la propria vita con le stesse modalità degli esseri viventi non dotati di autocoscienza e di ragione. Le leggi con cui vanno regolati i comportamenti umani sono di natura diversa e vanno cercate là dove sono scritte, cioè nella natura umana.

DA PUNTO DI VISTA ETOLOGICO BISOGNA DISTINGUERE GLI ANIMALI CON SCARSO DIMORFISMO SESSUALE DAI MAMMIFERI ( CON ELEVATO GRADO DI SPECIALIZZAZIONE E DI DIMORFISMO SESSUALE )

Gli atti di tipo omosessuale che, in casi particolari, possono verificarsi fra gli animali CON SCARSO DIMORFISMO SESSUALE (cioè all’interno dei quali esistono sì due tipi differenti per morfologia, fisiologia o comportamento, ma questa differenza è MOLTO ridotta ) sono ancora di difficile interpretazione e gli studi in materia sono soltanto agl’inizi.
Infatti, non bisogna dimenticare che certi meccanismi comportamentali animali non sono sempre finalizzati alla sopravvivenza dell’individuo o della specie, ma possono manifestare patologie e devianze da eccesso o da carenza di funzione, le quali portano anche a squilibri distruttivi .
UNO dei compiti dell’etologia, INFATTI, consiste nel distinguere fra comportamento proprio di una specie, finalizzato alla sua sopravvivenza, e comportamento deviante.

Nelle specie che hanno uno SCARSO DIMORFISMO SESSUALE — è stato dimostrato che esiste l’INCAPACITA’ di riconoscere il sesso del partner e questo induce ad approcci e a corteggiamenti di tipo omosessuale e porta i maschi a montare altri individui dello stesso sesso con manifeste intenzioni copulatorie.
Per ESEMPIO, fra le oche i sessi non presentano grandi differenze esterne; così si può dare un legame fra due maschi che si comportano come una coppia, ma con una particolarità: a ogni primavera essi provano ad accoppiarsi, ma entrambi RIFIUTANO di essere montati; dice il padre dell’etologia, Lorenz, che è come se ognuna delle oche maschio dicesse del suo partner: “ amo molto mia moglie ma, purtroppo, è completamente frigida”.
In molti uccelli e pesci, specie che non HANNO GRANDI DIFFERENZE fra i due sessi, l’ESSERE DOMINANTE — dice Lorenz, fondatore dell’etologia, la disciplina biologica che studia le abitudini e i costumi degli animali e l’adattamento delle piante all’ambiente — REPRIME, fino al limite della soppressione, la sessualità femminile e l’ESSERE DOMINATO dominato REPRIME la sessualità maschile: non bisogna dimenticare che per gli animali l’essenza della femminilità consiste nell’essere sottomesso, cioè "MESSO SOTTO" in senso propriamente fisico.
Il comportamento sessuale animale è determinato anche dalle fasi dell’imprinting, cioè della formazione comportamentale, e le esperienze dell’imprinting possono essere "errate": per esempio, alcuni uccelli, allevati fin da piccoli da esseri umani, tentano in continuazione l’accoppiamento con essi anche a dispetto d’intervenute convivenze con altri individui della loro stessa specie.

Qual è il significato degli atti di tipo omosessuale che si verificano nei mammiferi?
L’etologo austriaco Irenäus Eibl-Eibesfeldt spiega che nei mammiferi, animali che presentano un elevato grado di specializzazione e di dimorfismo sessuale, l’atto di montare un individuo dello stesso sesso ha il significato di una minaccia d’aggressione o vuol essere un’affermazione di superiorità di rango.
Fra i macachi, per esempio, tale azione ha anche il significato di accettazione di un ordine all’interno del gruppo, che serve a rafforzarne i vincoli. Il macaco superiore di rango è in genere il primo a montare ( senza penerazione ), ma spesso anche gl’individui di rango inferiore lo montano a loro volta: lo zoologo statunitense Carl Buckingham Koford paragona queste manifestazioni al saluto militare.
La zoologa Isabella Lattes Coifmann spiega che, quando due babbuini maschi s’incontrano, si salutano voltando il posteriore al compagno: si tratta di un’offerta sessuale di tipo femminile con funzione di acquietare l’altro, d’ingraziarselo e di assicurarsi la sua protezione in caso di necessità ( rituale significativo che equivale alla nostra stretta di mano ).
La stessa zoologa riferisce che i bonobo — detti anche scimpanzé nani — praticano accoppiamenti normali, incestuosi e omosessuali in tutte le circostanze della vita. Queste manifestazioni sono continue, ma rappresentano SOLO una strategia per bloccare l’aggressività altrui, per allentare le tensioni che si producono nel gruppo e per mantenere la coesione: infatti, i maschi giungono all’eiaculazione SOLOse hanno per partner una femmina sessualmente matura.

Nei mammiferi NON ESISTE UNA VERA OMOSESSUALITA’ MA UNA PSEUDO OMOSESSUALITA’ che ha SOLO il significato d’imposizione del dominio e di affermazione di superiorità di rango, oppure può costituire un gesto di acquietamento e di saluto, di accettazione di un ordine all’interno del gruppo, che serve a rafforzarne i vincoli, una mani¬fe¬sta¬zione destinata a bloccare l’aggressività altrui, un gesto di sottomissione.
La ricerca negli animali dimostra che nei mammiferi non esiste una vera omosessualità ma forme di pseudo-omosessualità che hanno solo il significato di rituali di sottomissione o di dominio
Per quanto riguarda invece gli atti omosessuali esclusivi, questi sono risultati di errore di imprinting (cfr Eibesfeldt ) oppure sono risultati di esperienze precoci errate in fasi salienti dell'ontogenesi ( cfr Mainardi ): essi portano all'estinzione degli individui di una specie.

BIBLIOGRAFIA

Cfr. Francesco Le Moli, voce Omosessualità, in Danilo Mainardi
(diretto da), Dizionario di etologia, Einaudi, Torino 1992, pp. 528-
530.
Cfr. Konrad Lorenz, Lorenz allo specchio. Autoritratto inedito del padre dell’etologia, con introduzione di Richard I. Evans, trad. it., con presentazione di Vittorio Somenzi, Armando, Roma 1989, pp. 61-62, 64; L’ostilità tra generazioni e le sue probabili cause etologiche, in Idem, op. cit., pp. 175-212 (pp. 183-184
Cfr. Irenäus Eibl-Eibesfeldt, I fondamenti dell’etologia. Il comportamento degli animali e dell’uomo, trad. it., nuova ed. ampliata, Adelphi, Milano 1995, p. 614. nota p. 247; e Idem, Amore e odio. Per una storia naturale dei comportamenti elementari, trad. it., Adelphi, Milano 1996, p. 46, pp. 242-243; pp. 43 e 123 in nota.
Cfr. Isabella Lattes Coifmann, L’amore? Gli animali lo fanno così, Rizzoli, Milano 1995, p. 8; p. 236

hellhammer (non verificato) said:

Riki se le piace prenderlo nel retto sono affari suoi e nessuno la verrà a censurare ma per favore ci faccia grazia delle sue battutine da liceale brufoloso. Si sa perfettamente che i cani lo mettono in qualunque buco ma che questo possa portare alla "vita" (non bestemmi per favore) mi pare assai improbabile. In ogni caso si risparmi la risaputa accusa di fascismo che è talmente vecchia, abusata e frusta che ormai è prerogativa solo di imbecilli a corto di argomenti.