Verso il Pdl/5

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Ci sono anche loro. Guai a scordarsene, saranno pure piccoli ma hanno una storia rispettabile alle spalle. Sono i rappresentanti dei partiti minori, entrati nel Popolo della Libertà convinti dagli eventi e dalla grande forza osmotica del progetto di Berlusconi. Finita l’età della politica ideologica, conclusa la “coriandolizzazione” “del parlamento figlia di troppi partiti, estromesse le forze più piccole, entrare nel progetto del Pdl  ha rappresentato l’unico modo per continuare a rappresentare certi valori in parlamento. Francesco Nucara, segretario nazionale del Partito Repubblicano ha fatto questa scelta. Entrare nel Pdl con la foglia dell’edera e i suoi valori. Essere il segretario del più antico partito italiano e passare dalla stagione del pentapartito a quella del “Berlusconi partito” ha richiesto profonde riflessioni, il coraggio di scelte importanti, buon senso e intelligenza. Anche se dentro la nuova casa Nucara ammette di non esserci ancora entrato.

Si sente a suo agio nel Pdl?
Se il Pdl ci fosse potrei risponderle. Sinceramente non mi sento di definirlo un partito, perché per ora c’è solo l’idea di quello che dovrà essere. Si parla di una nuova casa, ma sono dell’avviso che quando bisogna costruire una casa ci sia bisogno del progetto, dei muratori, di un geometra, di  un ingegnere. Qui siamo all’idea della casa e questi lavori di cui lei mi parla io non li vedo.

Ma come, lei fa anche parte del comitato costituente, e parla così?
Io ho scoperto che ero nei 100 perché mi sono collegato sul sito e ho visto che il mio nome era stato inserito. Non ho ricevuto nemmeno una telefonata, quindi questo comitato costituente lo vedo un po’ fermo. Finora abbiamo fatto solo una riunione al tempio di Adriano.  La mia impressione è che noi si decida ben poco e tutto ruota intorno a Berlusconi, il che probabilmente non è un male.

Quindi con gli altri novantanove non dialoga.
E come potrei? Li ho visti solo una volta.

Possibile che il Pdl sia solo una idea?
No, è anche una somma di più partiti che oggi però fatica a decollare. Un conto l’idea, ben altro la sua attuazione.

Posizione un po’ critica la sua ma è pur sempre dentro al Pdl. Da navigato repubblicano laico ostile al bipolarismo non fatica a stare nel Pdl?
Nessuna fatica.

Si sentirà sacrificato
Sono d’accordo con il programma  elettorale del Popolo della Libertà per un buon 70%. E’ questo che conta principalmente. Totale accordo per quel che riguarda la politica economica, piena sintonia per l’utilizzo del nucleare, una vecchia battaglia dei repubblicani che ora è ritornata d’attualità e trova un consenso ampio,  anche sulla politica ambientale non abbiamo divergenze. Convergiamo con il Presidente Berlusconi sulla necessità di un forte intervento infrastrutturale nel paese.

E il 30% di disaccordo?
La legge elettorale per le europee: lo sbarramento va bene in Italia, ma non in Europa.

Nucara, sia sincero, tutto qua?
C’è la questione sicurezza. Condivido il fatto che sia una priorità di questo governo, ma non mi piacciono le modalità leghiste.

Torniamo ai repubblicani. Lei è stato eletto nel Pdl, poi è entrato nel gruppo misto, e fa parte dei 100 Non è un controsenso?
Sono sempre stato nel gruppo misto per tutelare i repubblicani. Nessuno si è offeso, nessuna polemica ed Il tutto è stato concordato con Berlusconi.

Come giudica la scomparsa dei piccoli partiti e delle ali estreme?
Noi siamo rappresentati, come la Mussolin, la Dc di  Rotondi e il Nuovo Psi.  Mi si conceda però una battuta: in Italia bisogna tutelare le minoranze linguistiche, quelle religiose, quelle territoriali. Solo le minoranze politiche vanno eliminate. Noi almeno abbiamo una rappresentanza in parlamento, la sinistra manco questo.

Come mai secondo lei?
Se una certa sinistra non è presente in Parlamento la responsabilità è tutta di Veltroni

Del Pd parliamo dopo. Torniamo al Pdl, o meglio all’idea del Pdl che sta cercando di formarsi. Andrà ripercorso lo schema del partito tradizionale fatto di tessere e sezioni?
Il tesseramento, le sezioni di partito, la militanza servono per formare una classe dirigente. Anche quando i repubblicani avevano trenta parlamentari, tutti, provenivano dalla militanza di base, dai consigli comunali e regionali. Era una struttura fondamentale per selezionare i migliori. L’unico a fare eccezione nella storia dei repubblicani fu Spadolini ma era Giovanni Spadolini.

Daniele Capezzone, che di Forza Italia è il portavoce, ha detto “meno tessere più internet”.
L’utilizzo della rete sarà certamente utile, ma dico a Capezzone che internet non forma la classe dirigente. E poi io un partito strutturato come An senza tessere faccio fatica a immaginarlo. Sa quale è il rischio se non si formano le persone? Di avere in parlamento gli autisti degli autisti.

Lei è stato deputato dall’83 al 94, una esperienza come viceministro nel 2001, dal 2006 è tornato in aula. Rispetto a vent’anni fa cosa è cambiato?
Una  volta in aula ascoltavamo i discorsi dei grandi leader, Craxi, De Mita, Berlinguer, oggi non vedo queste personalità. Oggi pigiamo bottoni.

Lei pigia bottoni?
Faccio anche quello.

Capitolo Pd sono partiti prima di voi, sembrano arrancare.
Il Pdl ha una leadership indiscussa. Il Pd no. Il progetto del pdl è sorretto da una idea forte e chiara. Il Pd non ha nemmeno quella.  Saranno costretti a riprendersi le ali estreme della sinistra.

Con Veltroni alla guida ?
E’ evidente che la leadership del Pd cambierà. Guardi che non avere la sinistra rappresentata in parlamento è un  male. Si rischiano pericolose derive.

Nucara ma un uomo con la sua storia politica non si aspettava di più, un incarico, un sottosegretariato?
Ho avuto tanto, dalla vita politica non aspetto più nulla.

 

 

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