Serpenti avvelenati e calci dell'asino

Versione stampabile
d'alema e occhetto

“Veltroni ha fallito perché non era né carne, né pesce”, questo gentile ringraziamento di Di Pietro è la migliore sintesi possibile della segreteria dell’ex sindaco di Roma. Il calcio dell’asino dell’ex Pm, che deve tutto, assolutamente tutto il suo successo e la sua stessa sopravvivenza politica solo alla scelta veltroniana di imporlo al suo partito quale unico alleato, premia infatti una strategia confusa, incerta, senza senso. Ma non di Veltroni bisogna oggi parlare, ma del male antico del Pci morente, di quel “morto che afferra il vivo” che lo ha distrutto, dopo avere distrutto, Prodi, D’Alema e Occhetto. Veltroni è l’ultimo dei congiurati che eliminarono Alessandro Natta con un cinico tradimento nel 1988 che affoga nello stesso malmostoso clima. Pochi la ricordano, nessuno la cita, ma quella indegna congiura è stata invece fondamentale nella storia successiva della sinistra italiana, e la segna –a morte- tuttora.

I fatti sono semplici, il 30 aprile dell’88, il segretario del Pci, Natta, fu colpito da infarto. Non era un male incurabile, non era un episodio che avrebbe compromesso la sua capacità di continuare a reggere il partito (Natta visse ancora per 13 anni e morì nel 2001), ma era un episodio serio, che lo costrinse ad una lunga degenza. Ma, mentre Natta era costretto nella sua casa di Imperia a riprendere forze, Achille Occhetto, Massimo D’Alema e Walter Veltroni gli fecero, letteralmente, le scarpe. Convinsero –barando- la dirigenza del partito che Natta non era più in grado di esercitare le funzioni di segretario, costruirono alleanze, complottarono e alla fine, ai primi di giugno, lo deposero e fecero eleggere lo stesso Occhetto alla segreteria del Pci. Tutto questo –il fatto è essenziale- nel momento in cui era già iniziata l’agonia del comunismo mondiale, alla vigilia della caduta del Muro, quando la piattaforma togliattiana su cui si reggeva il Pci in Italia era stata ormai sgretolata –anche nelle urne- dal trionfante riformismo craxiano.

Per questo il complotto contro Natta è oggi punto di riferimento indispensabile: perché fu l’inizio di una stagione in cui la dirigenza comunista incarnata dai tre congiurati di allora, evitò con dura determinazione ogni riflessione politica e strategica, non si occupò minimamente di analisi e di programmi, ma buttò tutta sé stessa nella politica intesa come congiura. Naturalmente, quella scelta, ebbe una conseguenza immediata e i tre congiurati furono condannati –ma non da altri se non da sé stessi- a congiurare l’un contro l’altro. Fu così che nel 1994 D’Alema e Veltroni alleati “fecero fuori” Occhetto, fu così che per i 15 anni successivi il fallimento del Pci si risolse in una infinita serie di “forme partito” –l’una più vuota dell’altra- accompagnate da una decina di complotti, questa volta tra Veltroni e D’Alema.

Oggi, è indispensabile ripercorrere tutto questo cammino, perché è l’unico a spiegare quel che accade in queste ore in cui a quel serpente, che finalmente è decapitato, continua a muoversi e ad agitarsi scompostamente. Fallito Veltroni, dopo i fallimenti di Occhetto e D’Alema, il Pd è tutto e solo impegnato in congiure interne di nomenklatura tra boiardi. Già mercoledì, il giorno dopo, dalemiani e veltroniani hanno iniziato a menarsi senza esclusione di colpi –ma sotto il tavolo, come sempre- a proposito della nomina post mortem –di Veltroni- del superveltroniano Giorgio Van Straten (“è un ciclista?”, chiedeva scanzonato un dalemiano ai cronisti in Transatlantico) nel Cda Rai. Oggi e domani, dalemiani e veltroniani ne faranno di tutti i colori, ma sempre nei sotterranei del nazareno, per stabilire se Franceschini debba essere un semplice “reggente” senza poteri se non di rappresentanza o poco più (come vuole D’Alema), o un segretario con pieni poteri (come pretende innanzitutto lo stesso Franceschini). Lunedì le congiure si trasferiranno sul tavolo della lottizzazione Rai dei direttori di testata, poi…

Il serpente ha avvelenato sé stesso. E non se ne esce

CommentiCommenti 9

Monitor (non verificato) said:

Caro Panella, se i comunisti non "tramassero" che comunisti sarebbero? E' un vizio atavico. Abituati a chiamare i colpi di stato rivoluzioni, rimane facile, direi del tutto naturale, per loro chiamare rinnovamento ciò che lei definisce "fare le scarpe"

Alessandro Rossi (non verificato) said:

Niente di nuovo sotto il Sole, credo. Il filo conduttore della storia del Partito Comunista, non solo di quello Italiano, è precisamente questo: la copertura ideologica della lotta ferina, costi quel che costi, per il potere. Il Comunismo è solo questo.
Non penso che Natta fosse una verginella...come del resto verginelle non furono né Kruscev né Gorbacev, le altre due "vittime storiche" della vulgata comunista/buonista. Fa sempre "Buio a Mezzogiorno"!

vanni (non verificato) said:

Alla fine è il potere l'unica cosa che conta. A quanto scritto dal buon lettore di Koestler e da Monitor vorrei solo aggiungere che era ora che qualcuno cominciasse a dire con chiarezza che lo spessore degli attuali dirigenti di sinistra - istruiti per di più con lo stampo - è quello della carta velina, altro che migliori e migliori. Che iattura per l'Italia essere pietrificata nella scelta elettorale da un comunismo così diffuso.

Anonimo (non verificato) said:

Si candida anche Parisi. E c'è chi fa il nome di Prodi. Volti nuovi, a sinistra...

Anonimo (non verificato) said:

Sig. Panella perchè non scrive qualche righetta su un certo Mills,non ne ha sentito parlare in questi giorni?

Anonimo (non verificato) said:

Il sig. autore del commento su Mills dovrebbe aver capito, in momenti così magri per la sinistra, che a quest'ultima converrebbe almeno ristrutturarsi profondamente e sul serio, prima di cercare DI NUOVO di arrivare al potere o di delegittimare quello altrui colpendo per via giudiziaria chi poi, oltretutto, è sempre stato riconosciuto innocente. Dovrebbe aver capito che tale via la gente la percepisce come metodo non proprio democratico e leale e (financo) ortodosso per arrivare al potere o per delegittimare quello altrui; difficile darle torto. Il popolo infatti avrà tanti difetti, ma desidera e sa, guardacaso, che il potere lo si dovrebbe conquistare per via democratica- elettorale. Qualunque altro sistema, che vuole farci? lo sente come un colpettino di stato, qualcosa che proprio proprio legittimo e costituzionale non gli pare.... Tale sensazione, A PRESCINDERE DALL'INNOCENZA O COLPEVOLEZZA DELLA PERSONA COLPITA, è così diffusa tra i popoli CHE TANTE ALTRE NAZIONI HANNO LA SOSPENSIONE (SOSPENSIONE!) DEI PROCESSI QUANDO SI E'IN CARICA. Norma sacrosanta, che tutela infatti la democrazia dai soliti furbettini che vogliono la cadrega non avendo numeri per conquistarla legittimamente. Otre a questo, DOVE STA IL VOSTRO GARANTISMO E DIFESA DEI PRINCIPI DELLA CARTA?Non è costituzionalmente innocente qualunque persona che non è stata ancora riconosciuta colpevole da un regolare processo?Peccato che ancora non si sia capito, nonostante le esperienze passate, che il gettare fango sugli altri non elimina affatto quello che si ha addosso e ci ricopre.

Anonimo (non verificato) said:

Gent. anonimo del commento su Mills, lei ha sentito parlare delle ultime norme sui clandestini di Zapatero (più un p.u. li denuncia e più bonus e soldi avrà)?Nemmeno due righe di commento?