Partita doppia

Versione stampabile
Berlusconi

L’operazione diffamatoria  a carico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che pare implichi anche la co-regia di Massimo d’Alema che dopo la dichiarazione maldestra da Bari con cui aveva ipotizzato una scossa politica ora cerca di tirarsene fuori, non ha come obbiettivo quello di rafforzare il Pd. Bensì quello di abbattere l’attuale coalizione di governo ed insediare al suo posto un governo tecnico o misto. Che, col pretesto di traghettare l’Italia fuori dalla attuale crisi morale ed economica, attuerebbe  una nuova ondata di privatizzazioni  e di interventi statali a pro’ di  soggetti privati bisognosi di pubblico denaro, giustificandoli con il pubblico bene. Come è accaduto in Gran Bretagna e in Belgio e Olanda quando il governo ha allargato i cordini della borsa per i salvataggi delle grandi banche.

I giornalisti di “Repubblica” e degli altri giornali che conducono questa campagna diffamatoria avvalendosi di materiale segreto delle procure della Repubblica, sapevano già in partenza che la loro campagna avrebbe nuociuto al Pd in quanto avrebbe coinvolto importanti leader politici regionali e locali pugliesi di tale partito. Non potevano non sapere che le “hostess” di Bari che lavorano  per l’imprenditore Tarantini  nelle pubbliche relazioni avevano molti rapporti con i politici del Pd della Puglia. E quindi sanno bene che nella misura in cui si getta fango su Berlusconi per fatti privi di rilevanza penale, si avvalora l’ipotesi che nel Pd pugliese ci sia del marcio, dotato di rilevanza penale.

D’altra parte questi giornali non possono ignorare che se l’opinione pubblica credesse che dietro questa campagna di stampa vi è un complotto ordito dal Pd, l‘immagine di questo partito ne sarebbe gravemente danneggiata dati gli spregiudicati metodi illegali con cui viene condotta questa lotta personale. La tesi per cui il fine giustifica i mezzi, propria dei partiti comunisti, è stata condannata dal tribunale dell’uomo della strada, che è più autorevole di qualsiasi tribunale ufficiale.

Non è certo sfuggito all’opinione  pubblica che le fotografie sotto sequestro giudiziario scattate da Antonello Zappadu con lunghi appostamenti nei pressi di Villa Certosa e ad Olbia all’arrivo dell’aereo del presidente del consiglio con ospiti privati, non potevano non comportare  dei complici che lo aiutassero a violare i controlli dei servizi di sicurezza e che lo informassero sull’arrivo di ospiti da fotografare. Non è sfuggito all’opinione pubblica che Antonello Zappadu, che fotografava clandestinamente  con il teleobbiettivo  gli ospiti di Berlusconi, se fosse stato scoperto sul fatto avrebbe rischiato grosso perché si sarebbe potuto supporre che facesse parte di qualche organizzazione terroristica per cui riprendeva  la scena di futuri  attentati. E’ pertanto logico supporre che Zappadu non agisse da solo e che in suoi prolungati appostamenti facessero parte di un piano preordinato. E questo  deve essere stato organizzato da persone tanto potenti e credibili da potergli garantire che avrebbe potuto portare a termine la sua impresa rischiosa senza essere acciuffato come un ingenuo paparazzo, dopo il primo o il secondo appostamento.

Inoltre solo uno sprovveduto può credere che fosse possibile realizzare le fotografie e le intercettazioni telefoniche di cui si alimenta la campagna giornalistica riguardante le collaboratrici di Gianpaolo Tarantini senza la complicità di qualche persona addetta ai servizi di sicurezza di Palazzo Grazioli. Come può una escort pugliese rischiare di entrare nella dimora privata del presidente del consiglio con una macchina fotografica nascosta nel suo abbigliamento se non le è stato detto che qualche guardiano chiuderà un occhio? E che senso ha supporre che essa porti con se quella macchina fotografica, “per sua difesa”, dato che lei  fa di professione la attività di accompagnatrice di persone importanti? Pare ovvio supporre che volesse usare quell’apparecchio per scattare foto che le servissero per un ricatto o per la cessione con lucro a qualcuno che intendeva procurasene per una campagna diffamatoria. Questo qualcuno  non può essere certo Gianpaolo Tarantini, dato che lui si era appena trasferito a Roma per esercitarvi una attività di solito svolta da signore del gran mondo: quella di organizzare serate in cui si invitano persone importanti che ci vanno gratis per svago e assieme ad esse si invitano altre persone che pagano per avere l’occasione di conoscere gli ospiti big. A volte sperando di entrare in relazione con loro ma a volte anche solo per potersene vantare con altri. E come si può immaginare che il Tarantini sia talmente fesso o pazzo da mettere in piedi, a Roma, non una agenzia di pubbliche relazioni come quella che ho appena descritto ma una agenzia “pubblica” di donne squillo così da rischiare di farsi arrestare al primo colpo per sfruttamento della prostituzione? E’ evidente che anche lui è stato “incastrato”. E pertanto che il complotto esiste.

Ma la diffamazione a carico di Silvio Berlusconi, sino ad ora, è basata su prove costruite ad arte che non reggono a un serio esame e su presunte prove che non sono  state divulgate con la scusa patetica di non volere violare il segreto istruttorio, così tante volte violato.

L’ipotesi che Silvio Berlusconi abbia gestito uno sfruttamento di prostituzione assieme a Gianpaolo Tarantini, comunque,  è grottesca. Al massimo egli, come ha detto il suo avvocato, sarebbe stato l’“utente” sfortunato  dei servizi di una donna che ha deciso di prostituirsi allo scopo di ricavarne del denaro fotografando la persona per cui si è mercificata o che si è associata ad una amica che ha fotografato il suo mercimonio.  Non vedo perché scandalizzarsi del fatto che il professor Ghedini ed io usiamo il termine “utente”, che allude alla prestazione sessuale o para sessuale come a una merce. La “mercificazione “ di sé medesimi è un fenomeno così denominato nella sociologia prima ancora che nel diritto. Il termine vale sia per la prostituzione femminile sia per quella maschile, quindi non ha niente di anti femminista. Ed è particolarmente appropriato quando la persona che si fa merce, lo fa per un ricatto dell’utente e quindi si mercifica due volte. Chi intinge la sua penna con compiacimento in queste mercificazioni vere o presunte, non può giustificarsi sostenendo che opera sulla base di principi etici. Il fine non giustifica i mezzi.

D’altra parta da quando Silvio Berlusconi è sulla scena politica, contro di lui si è esercitata una costante persecuzione, prima con martellanti iniziative giudiziarie, ora con queste iniziative di moralismo cinico, con un linciaggio mediatico  che non si può spiegare solo con l’obbiettivo dell'aumento di tiratura dei giornali. Ciò serve a gruppi finanziari e industriali che vorrebbero rovesciare Berlusconi e liquidare l’era berlusconiana per fruire dei vantaggi di una nuova ondata di privatizzazioni con le carte segnate e di altri benefici a loro favore, da parte di un governo a cui possono dare ordini. Ritorna cioé la fase di mattanza, che  ho visto nascere e crescere, di “mani pulite” che servì ai capitalisti senza capitali per impadronirsi delle vacche grasse che allora facevano gola.

Fra le vacche grasse che fanno gola adesso fanno spicco la Rai, la Cassa Depositi e Prestiti, Finmeccanica e le reti delle imprese di pubbliche utilità pubbliche vale a dire di Eni ed Enel e delle ex imprese municipalizzate. La cannibalizzazione della Rai, analoga a quella che fu attuata per Italtel e per la Finsider, servirebbe per dare a operatori italiani del ramo e ad operatori italiani in cerca di un nuovo ramo, delle aziende e degli impianti particolarmente interessanti nella nuova epoca del digitale terrestre. Chi si insediasse nella Cassa depositi e prestiti  potrebbe risolvere molti problemi bancari di sotto capitalizzazione. Poi ci sono le reti delle imprese locali dei servizi di pubblica utilità e dei due colossi Eni, Enel. Togliendo la proprietà delle reti a queste due grandi imprese si otterrebbero due risultati: quello di dare ai nuovi proprietari una ricca rendita garantita e quello di ridurre la capacità competitiva di due compagnie il cui successo internazionale dà molto fastidio ai concorrenti esteri. Finmeccanica, con i suoi contratti negli Usa nel settore difesa è un boccone ghiotto, il cui controllo può essere ottenuto con un piccolo investimento  se ci si appoggia a qualche banca d’affari.

L’elenco non è finito. Ma non c’è bisogno di andare oltre. C’è solo da aggiungere una frase di Marx, che riguarda gli eventi della storia che si ripetono e che la prima volta si presentano come tragedia. E la seconda come farsa.

 

CommentiCommenti 12

Anita (non verificato) said:

Concordo con la ricostruzione, che non è per fantascientifica, ma escludo che Tarantini sia una vittima. Per me è un complice consapevole - magari messo alle strette da inchieste troppo precisi - e tutti gli attori sono reali ma la recita non corrisponde al copione. Lui ha accesso a Pal. Grazioli e lui è in grado di scattare foto. Se la Daddario c'è stata, è stato come figurante, ma di certo non il 4 novembre.

Yanez (non verificato) said:

Sì, però questo, con tutti i "non poteva non sapere" e i "come si può immaginare", sembra un articolo di Repubblica...

spirito libero (non verificato) said:

Di questa storia verranno fuori le ricostruzioni più varie, verrà detto tutto e il contrario di tutto. Vi sono state, ci sono e ci saranno persone che, come si dice dalle mie parti, faranno i loro bisognini fuori dal vasino: Bondi e Minzolini ieri, per esempio, avrebbero potuto evitare di considerare tutti gli italiani degli emeriti deficienti. Le cose le vediamo e le comprendiamo benissimo e più passa il tempo e più è evidente la pochezza della nostra classe politica (TUTTA!!) e di tutto quello che vi ruota intorno, giornalisti e VIP compresi.
Dietro c'è solo un sistema in piena decadenza che sta solo cercando di conservare le proprie posizioni, i propri vantaggi. Null'altro, non c'è altro. Non vi sono ideali, non vi sono valori, nada de nada. Anzi, scusatemi il francesismo, vi sono solo zoccole e cocaina.
Ed ha ragione Forte quando riporta la frase di Marx: la decadenza dell'impero romano è stata una tragedia, oggi siamo proprio alla farsa, stiamo facendo ridere il mondo.

Anonimo (non verificato) said:

Berlusconi dichiara guerra alla prostituzione da marciapiede: «Bisogna pulire le strade. Come molti italiani non ne posso più di vergognarmi a girare con i miei figli: prostituzione dovunque, perizoma in mostra e anche il resto. Magari bisognerà riaprire le case chiuse, regolarizzare, vedremo».

Ci sarà pure un complotto, ma se B. è davvero l'"utilizzatore finale" non pecca quantomeno di incoerenza?

vanni (non verificato) said:

Egregio prof. Forte, le cose staranno così come Lei dice, Lei è persona piena di coscienza (oltre che di scienza). Ma questa roba pietosa, in cui sono strenuamente impegnati informazione magistratura sicurezza e sulla quale sdottoreggiano montando sul pulpito politici di grande spessore, è roba da comunismo allo sbaraglio e da mafia mascariatrice, robaccia da manipolazioni un tanto al kilo. Il lavoro fantastico della magistratura è sotto gli occhi di tutti, e l'Ordine merita ben altre attenzioni che quelle della pubblica opinione. Invece i disservizi di sicurezza di cui “gode” la Presidenza del Consiglio hanno responsabilità? Ciò farebbe veramente pena e paura, corruzione d'alto o basso livello o meno al loro interno. Ciò riempirebbe di preoccupazione perché porrebbe simpatici dubbi di affidabilità, ma non relativi a Silvio, ma relativi al bel Paese. E' questo l'obiettivo? Ci rivolgeremo ad Agenzie internazionali oppure ai Servizi di Putin per sostituire questi disservizi di sicurezza? Fra le mille foto, oltre a quelle vere o false del Presidente di uno Stato di non primaria importanza (e già questo... ), ce n'è pure qualche altra? E magari a L'Aquila ci sarà una bella antennina che trasmette i discorsi – a caso – di Silvio e di Medvedev e Sarkozy che parlano di gasdotti e di sguincio anche di tette?

Yuri (non verificato) said:

Da notare anche come il quotidiano "La Repubblica" glassi o addirittura non parli dei PD'uisti coinvolti nella vicenda barese e che vede concentrati tutti i suoi articoli e titoli su un'unica parola: "Berlusconi"!

Due sole domande mi sono posto per arrivare alla tesi del complotto:
fossi una persona, per di più donna, potrei mai auto-definirmi PUBBLICAMENTE "puttana"? ...perdendo la faccia e la reputazione?
E se lo facessi, lo farei senza "guadagno" e/o solo per ripicca verso qualcuno??

Hanno infatti iniziato con le varie vicissitudini giudiziarie ed ora, sarà un caso (pure questo) ma, visto che non possono più toccarlo (Berlusconi - ndr) giuridicamente lo fanno mediaticamente con una campagna di fango ed immondizia che forse ha solo due o tre precedenti nella storia dell'editoria mondiale sia per durata che per dispiego di "forze".

Saranno anche tutti "casi"... ma personalmente al caso, con la "c" minuscola, non credo!!!!!!

Come dire dunque... anche un cieco ci vedrebbe del torbido!

robertodanazzano (non verificato) said:

Mi sembra del tutto impossibile che nessuno che scrive sappia che, ab immemorabile, i potenti italiani, a partire dai Consiglieri Regionali in su, sono attorniati da papponi che procurano loro "le donne". Credo proprio che Forte abbia ragione, su la campagna anti-Berusca.

Anonimo (non verificato) said:

Ah già...Bersuconi...pane e gnocca per tutti!

michelino (non verificato) said:

L'analisi di Francesco Forte è lucida, logica e circostanziata. Cossiga, in una intervista su Il Giornale, ha parlato di un potente "gruppo editoriale svizzero" tra i congiurati. Perchè L'Occidentale non svolge una indagine e ce ne parla? O non è possibile fare i nomi? Grazie.

sly (non verificato) said:

Secondo me non si può parlare di incoerenza di Berlusconi: lui dice "Via le prostitute dalle strade", non "Via le prostitute dalla faccia della terra". Quindi le sue parole non nascondono disprezzo per il mestiere più antico del mondo, né ne vietano lo svolgimento in ambienti privati. Vogliono invece solo invitare la gente, giustamente, al decoro pubblico, evitando spettacoli imbarazzanti, poco edificanti in generale, e forse anche momenti pericolosi per le prostitute stesse (donne, vi sentireste sicure a passeggiare su viale Zara alle 3 del mattino?). Ammissibile dunque la prostituzione, se scelta come mestiere da svolgersi in casa o in luoghi deputati come le feste private. Qualcuno ha trascinato per i capelli la D'Addario o le sue colleghe, perché partecipassero al festino? No. Era minorenne? No. E allora dove sta lo scandalo? Certo, se fossi un cliente, la D'Addario oggi come oggi non me la filerei più nemmeno gratis, visto il suo comportamento. Far la prostituta di un premier è un'arte che richiede discrezione e intelligenza. Peccato che lei non abbia dimostrato né l'una né l'altra, perché non era affatto male...