Il blog dell'ex direttore

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Con la pubblicazione (in audio e in trascrizione) di quello che l’Espresso chiama il “terzo blocco” delle registrazioni di Patrizia D’Addario va in frantumi la disgustosa pantomima che il gruppo De Benedetti ha inscenato in questi ultimi mesi. Crolla sotto il peso di una privatissima conversazione tra un uomo e una donna tutta la puzzolente retorica sulla libera stampa, sul diritto di cronaca, sulla “valenza pubblica dei comportamenti privati dei politici”, sul “dovere di rispondere”, su “gli italiani hanno il diritto di sapere”. Erano tutte cazzate. Dopo la pubblicazione degli ultimi nastri si capisce che si trattava solo di una sporca operazione politico-editoriale tesa all’assassinio dell’immagine del Premier (character assassination) e alla sua possibile eliminazione politica.

Nell’ultima puntata delle registrazioni realizzate una privata ricattatrice mentre incastra la sua incauta vittima (e pubblicate in assoluto e patente disprezzo del segreto istruttorio), non c’ è alcunché di rilevante, neppure per le tesi sostenute da l’Espresso-Repubblica. Non c’è alcun nuovo elemento rispetto a possibili compensi in denaro o favori futuri; non c’è niente che possa far trasparire la consapevolezza di Berlusconi (sempre che si tratti davvero di lui) di avere a che fare con una escort; non c’è niente che attenga alla verità o alla menzogna, alla colpa o all’innocenza: niente che dimostri niente. Se non la perfida e ormai un po’ folle frenesia di trascinare il presidente del Consiglio nel gorgo dello scandalo e l’Italia in uno stagno di veleni.

Il sito web dell’Espresso oggi ha il coraggio di presentare così la nuova dose registrazioni che sta accuratamente centellinando: “Ecco il terzo blocco delle registrazioni realizzate da Patrizia D'Addario. E la ricostruzione di tutte le menzogne raccontate dal premier. Un castello Patrizia e Silvio: che sta crollando sotto il peso di questi nastri”.

Ed eccolo il “terzo blocco”, pari pari come lo pubblica l’Espresso:

"consigli" di Silvio

PD: Un giovane sarebbe già arrivato in un secondo. Sai, cioè, sarebbe arrivato...I giovani hanno un sacco di pressioni...
SB: Però se posso permettermi (...) il guaio secondo me è di famiglia
PD: Quale?
SB: Avere l'orgasmo
PD: Sai da quanto tempo non faccio sesso da come ho fatto con te stanotte? Da molti mesi, da quando ho lasciato il mio uomo...E' normale?
SB: Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola...Devi toccarti con una certa frequenza

Questo è quanto (tra l'altro, vi sembra possibile un dialogo del genere tra un cliente e una prostituta?) C’è esercizio del diritto di cronaca nel pubblicare questa trascrizione? C’è un servizio di verità reso ai cittadini nel disvelare questo colloquio del Premier? C’è una rilevanza pubblica in quelle parole tale da rendere legittima la violazione di numerosi articoli di legge e di regole della decenza per pubblicarle? Che cosa crolla sotto il peso di questi nastri, se non la base per la convivenza civile, la praticabilità di ogni spazio di dialogo e di fiducia nell’agire politico e la reputazione dell’Espresso e del suo editore (di cui ci importa molto meno) ?

Chi conosce un po’ l’Occidentale e questo blog sa che non siamo inclini alla drammatizzazione, alle parole grosse, che non di piace il tono roboante dell’invettiva ma quello leggero dell’ironia. Oggi però ci pare di poter dire che chiunque – amico o nemico di Berlusconi, alleato o avversario, odiatore o fan sfegatato – dovrebbe riconoscere nelle pagine dell’Espresso-Repubblica i germi della barbarie. Belrusconi, come tutti, passerà. Il veleno immesso nell’organismo del paese resta.

 

CommentiCommenti 12

Nicola (non verificato) said:

ma non saranno più interessanti i nastri sui quali oggi è stato interrogato a Palermo Luciano Violante?

AndreaS (non verificato) said:

Stimato Direttore,
questa testata non ha necessità di risollevare la caduta delle vendite del gruppo.
Non ha bisogno di 'cazzate' (mi perdoni il termine) per produrre profitto.
Fortuna vuole che questa testata abbia in mente un'idea di informazione che a me pare più incentrata sul ragionamento e sull'approfondimento che sulla superficie ruvida delle allusioni sessuali.
Fortuna vuole anche che i lettori di Repubblica sembra che abbiano digerito male questa sterzata velinista del loro giornale di riferimento.
Vuol dire che qualcosa si muove anche nella cultura italiana?
Grazie per la preziosa opera di informazione.

dani (non verificato) said:

Ottimo! Da questi nastri veniamo sapere ( ammesso la voce sia davvero quella di Berlusconi) anche come si comporta SB dopo il sesso. Un amante davvero squisito. Come Woody Allen consiglia alla D'Addario di esercitarsi da sola. Questo consiglio dimostra che Berlusconi non sapeva che la D'Addario non era una prostituta, perché non c'era da insegnarle niente. In ogni caso almeno i poveri inglesi impareranno a fare l'amore. Sappiamo che Italians do it better, ma ora ne abbiamo la prova. Quelli di Rep. si masturberanno? Sono capaci anche di questo, poveretti.

Dani again (non verificato) said:

Gentile Direttore,
ma come ha ridotto Repubblica i poveri excomunisti? Hanno perfino perdo il gusto dell'umorismo, oltre al piacere di fare l'amore. Il corpo è un dono di Dio e il cattolicesimo non ha mai negato di gioire del proprio corpo. Gesù ebbe pietà della Maddalena, e noi dobbiamo avere pietà per questa povera prostituta che non ha neppure saputo godersi una giornata particolare, con un uomo simpatico e gentile. Certo, Veronica ha perso un uomo eccezionale sotto ogni punto di vista. D'altronde, uomo solo, senza moglie, può avere qualche tentazione e fare qualche peccato. Non siamo santi.

fede (non verificato) said:

Io non so cosa voglia ottenere Repubblica e non voglio neanche difenderla. Una cosa però devo dirvela: continuare la difesa d'ufficio di Papi come state facendo è veramente stucchevole. A tutto dovrebbe esserci un limite: non potete continuare a voler far passare il Cavaliere come un modello da seguire e a cercare di scaricare tutta la colpa su Repubblica. La storia di Papi se l'è andata a cercare da solo, mi sembra! Il divorzio dalla Lario se l'è andato a cercare o, anche qui, è colpa di repubblica. Un pò di obbiettività, please, anche dovete cominciare a capire che molti moderati che votano a destra, si trovano in una situazione di imbarazzo. Il tarlo del dubbio si è insinuato in molte teste e questo non potete far finta che non stia avvenendo. Chi predica bene ma razzola male in Italia, di solito, non è visto molto bene. Per far dimenticare questo periodo il Cavaliere dovrà darsi molto da fare: in tanti hanno perso la fiducia. Nonostante i sondaggi che lo danno al 70%. BOOM!!!

nuccio (non verificato) said:

D'Annunzio diceva che i funghi, viscidi ed insapori, nascono a rocchie, nella melma e nel fango. Chi ha orecchia intenda!!!!

tacitus (non verificato) said:

Da tutto questo indegno polverone, emerge una verità
incofutabile ! Berlusconi ce l'ha duro!Silvio grande anche in questo.

Yanez (non verificato) said:

Per i fatui come me l'etica è un sottoprodotto dell'estetica: se un'azione ripugna al nostro senso del bello, bisogna astenersene; o almeno, astenersi dal parlarne. Questa conversazione, come molte di quelle che hanno per argomento il sesso, è alquanto disgustosa. Tuttavia, chiaramente non contiene nulla di illegale, quindi (estetica a parte) la sola domanda di carattere "politico" o "pubblico" che ci si deve porre in merito a queste parole, pronunciate in una conversazione che si supponeva privata, è la seguente: è lecito pubblicarle?

Anonimo (non verificato) said:

Finalmente sappiamo che il premier non usa il preservativo: Papa Ratzinger ringrazia, l'ala cattolica esulta...

Jonathan71 (non verificato) said:

Questo di Repubblica verrà ricordato come il più clamoroso autogol mai fatto... Berlusconi ora grazie a queste registrazioni è considerato dai più come una persona romanticamente ingenua ma sicuramente in buona fede e piena di vitalità nonostante i suoi anni, ma viscidamente ingannata e tratto in una trappola.
Poveretti, non sanno nemmeno loro + come giustificare il loro odio morboso verso Berlusconi, queste pubblicazioni da parte di una testata nazionale rasentano davvero l'infantilismo, mi spiace solo per i quei giornalisti della morente Repubblica, incolpevoli che dovranno pagare con il loro posto di lavoro (e con poche possibilità di sti tempi di riciclarsi) il calo di vendite e di autorevolezza del quotidiano... il suicidio di Repubblica....