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Un "movimento giovanile unitario" del Pdl, un direttivo nazionale di 8 persone e una direzione nazionale composta da 60; ma "senza quote di provenienza" in attesa del primo congresso nel 2010. Giorgia Meloni, ministro per le Politiche giovanili e per anni a capo dell'organizzazione dei giovani di An, presenta a Montecitorio "Giovane Italia", il movimento che "unisce" i giovani di Azione Giovani e di Forza Italia.

"Giovane Italia" è una delle tappe del percorso di formazione del Popolo della Libertà e - dice il ministro - punta, tra le altre cose, "a formare e selezionare la classe dirigente" del partito nato dalle ceneri di Forza Italia e Alleanza Nazionale. La Meloni chiarisce subito che "non ci sono assolutamente quote, anche perché sarebbe assurdo per un movimento formato da giovani": "'Giovane Italia' - spiega il ministro - arriva al termine di un percorso condiviso da due movimenti, un percorso che procede a gonfie vele. Mi diverte il balletto della stampa che cerca sempre qualcuno che sta litigando".

Sul territorio il movimento, "almeno all'inizio", farà riferimento al modello organizzativo del partito: ci sarà un presidente provinciale con un vicepresidente. Il nome dell'organizzazione "nasce dal basso" è stato scelto con un sondaggio su Internet, ottenendo "una larghissima maggioranza, il 78%".

Stefania Craxi, responsabile di un movimento omonimo, ha dato la propria disponibilità a cedere il nome al Pdl: "Si tratta di un nome mazziniano, risorgimentale che mio padre utilizzò per quei giovani che, durante la tempesta che colpiva il Psi, tentavano di salvare una bandiera - spiega - Sono stata molto contenta quando me lo ha chiesto Berlusconi come sarebbe stato felice anche mio padre".

Il debutto di "Giovane Italia" avverrà in occasione di Atreju 2009, l'undicesima edizione della manifestazione dei giovani di centrodestra in programma dal 9 al 13 settembre al parco del Celio a Roma. "Il tema sarà 'Oltre ogni muro' per celebrare i 20 anni dalla caduta del muro di Berlino - annuncia il ministro Meloni -. Ad aprire la manifestazione sarà per la terza volta consecutiva Berlusconi. Ci sarà un confronto aperto senza filtri con domande dal pubblico. Poi toccherà a Massimo D'Alema confrontarsi, come ospite, con il ministro La Russa".

Di "regole inclusive" parla il coordinatore Francesco Pasquali: "Andiamo - spiega - oltre gli steccati dei movimenti precedenti e siamo aperti anche anche ai partiti minori. Non c'è spazio per strani ragionamenti nostalgici". C'è poi la questione del simbolo. "Anche questo sarà deciso dal basso - dice Pasquali - magari con un concorso e poi sarà scelto con un sondaggio. La 'Fiamma tricolore'? Se verrà scelta una fiaccola o un altro simbolo, ci adegueremo alla volontà della base".

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