L'uovo di giornata

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Avrei voluto intitolare questo pezzo “dieci domande a Gianfranco Fini”. Non so perché, mi piaceva, mi sembrava originale. Poi però mi sono accorta che non arrivavo a fare proprio dieci domande, ma solo qualcuna. Allora ho pensato di lasciar decidere il titolo agli amici de L’Occidentale.

Comunque le domande sarebbero: se un leader del centrodestra finisce per riscuotere ovazioni solo tra la gente del centrosinistra, cosa vuol dire? Se un leader del centrodestra viene accolto come il salvatore della patria alla festa del PD, cosa vuol dire? Se quelli del sinodo valdese dicono che prima invitavano Violante e adesso Fini, cosa vuol dire? Se uno fa il Presidente della Camera, deve per forza di cose dar contro alla maggioranza che lo ha eletto? Vero che una posizione istituzionale ha le sue esigenze di imparzialità, però questo equivale necessariamente, programmaticamente, a mettersi di traverso al Governo? Nessuno pretende ormai da Fini che egli dica cose “di destra”, ma perché – se è neutrale – deve dire cose “di sinistra”? E poi, perché mettersi a ripetere le banalità del politically correct, tipo “i nostri emigrati di un tempo sono come gli immigrati di oggi”? Come se i poveri minatori italiani morti a Marcinelle fossero paragonabili a certi tangheri che vengono da noi a sfruttare la prostituzione minorile.

Insomma, io non ho capito bene: se Fini aspira a prendere la successione di Berlusconi, perché non fa chiaramente politica dentro al pdl? Proprio lui che ha traghettato un partito dal ghetto al Governo dovrebbe sapere che in politica ci si muove “armi e bagagli” e con una certa lentezza, perché si tratta di portarsi dietro la propria gente, che è lenta a capire le evoluzioni della politica e restia a seguirle. Invece tutti questi strappi… Dice che dietro c’è una precisa strategia: puntare al Quirinale.

Ma anche qui non capisco e faccio due domande. Se al momento buono (più lontano possibile, per carità, perché io Napolitano me lo terrei stretto stretto) c’è ancora una maggioranza pdl che lui ha fatto in buona parte incazzare, spera davvero che lo voterebbero contenti? E invece, se ci fosse una maggioranza diversa (tipo D’Alema-Casini, con un trionfante sistema elettorale alla tedesca), perché dovrebbero mandare al Colle quello che resta pur sempre un avversario storico?

Insomma, proprio non capisco. Qualcuno può illuminarmi?

Maria Neve di Sammojano

CommentiCommenti 12

Carlo (non verificato) said:

si scrive Fini, ma si pronuncia Follini.

Enrico (non verificato) said:

QUESTO ARTICOLO E' PRIVO DI SIGNIFICATO... CHI LO HA SCRITTO CAMBI PROPRIO MESTIERE!!

manuel (non verificato) said:

MAI LETTO UN ARTICOLO PIU' STUPIDO.... E' MEGLIO CHE LA GIORNALISTA SI OCCUPI DI ALTRO..

Grisostomo (non verificato) said:

La mia opinione è che Fini sta clamorosamente sbagliando tutte le uscite. Non si capisce a quale base elettorale, a quale blocco sociale egli si rivolga - a meno che non coltivi la segreta ambizione di fare il capo del PD. Certo è che qui, a destra, non cuccherà un voto -che è uno-. Vale a dire che, ormai, se ambisse alla successione a Berlusconi (lontano sia), avrebbe in realtà già clamorosamente toppato. I cattolici li ha persi da quando ha cominciato a fare le sue battute laiciste su vita (Eluana), aborto (Ru486), matrimoni omosex e divorzio breve.
E se anche si trovasse un giorno ad essere candidato da qualche scapato al Quirinale, temo che difficilmente potrà pescare voti da noi, mentre la sinistra a quel punto si ricorderà che, alla fine, è ancora e sempre un ex-fascista.
La Presidenza della Camera porta male ai troppo furbi. Toglierle potere ed affidarla ad un personaggio di autorità morale bipartisan forse è l'unica via d'uscita.

Anonimo (non verificato) said:

..... e se fosse un demoscristiano?

Franco Cazzaniga (non verificato) said:

Il problema non è Fini. Semmai il problema è la destra del PDL che ha un'agenda politica propria e che cerca di sfruttare la maggioranza parlamentare per far passare le sue posizioni. Con il probabile risultato che prima o poi emergerà uno Zapatero anche in Italia. Fini, invece, cerca di costruire un ponte al centro che permetta al centro-destra di sopravvivere al dopo Berlusconi. Purtroppo pochi lo capiscono, ma fa bene a provarci.

Anonimo (non verificato) said:

ALLA GIORNALISTUCOLA CHE HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO:
CAMBIA MESTIERE!!

marco (non verificato) said:

Sarebbe obbligatorio,per un partito serio,che queste domande a Fini le facesse il pdl.Ci provò,in qualche modo,Bondi,ma abbozzò subito.Lenta a capire le evoluzioni?Meno male, vista la qualità di quelle finiane.Bisogna essere della sua pasta,cioè politicanti cinici e senza veri valori,per seguirlo ancora.Va bene una destra "moderna",ma qui c'è la sinistra ed anche la più scontata e banale.Pansa ebbe a dire:erede della repubblica di Salò,erede di Almirante,si è avventurato in una terra di nessuno che non si capisce dove lo porti.Per la sinistra,anche quella intelligente,rimarrà sempre questo.Lo applaudono solo perchè divide il centrodestra,pronti sempre a chiamarlo fascista.D'altra parte la comprereste un'auto usata da Fini?Io no.

Guido Galipò (non verificato) said:

Si scrive Fini...e si pronuncia Fini, ossia quel politico che ha avuto il coraggio di andare allo Yad Yashem...o gli si vuole rimproverare anche quello come una manifestazione di incoerenza o di "sinistrismo"?

La fondatezza di molti degli ammonimenti di Fini in questi ultimi mesi è lampante per chi abbia occhi per vedere.

Certo, se poi si vuole archiviare l'idea del PdL quale "partito liberale di massa", o se ammonire fuori dal coro salmodiante significa essere di sinistra...beh...c'è da stare allegri...e non so fino a che punto la parola "libertà" nell'acronimo "PdL" sia sostanza, o non piuttosto mera forma...

Claudio V. (non verificato) said:

Questo personaggio è divenuto ormai veramente insopportabile, se penso che con il mio voto ho contribuito a consegnargli la poltrona su cui siede mi viene il voltastomaco, spero che all'interno del PDL si inizi seriamente ad emarginare i suoi seguaci (che sono 4 gatti, pochi anche fra gli ex-AN), bisogna fargli terra bruciata intorno; anche oggi poi in materia di immigrazione ha delirato, è vero, da parte di alcuni esponenti leghisti si odono a volte esternazioni razziste (ed è anche questa una delle ragioni per cui non li voto) tuttavia tralasciando certe dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, all’atto pratico i provvedimenti approvati non sono certo razzisti (forse è il caso che Fini al posto di bersi la propaganda di sinistra se li studi) sono invece discriminatori? Certo che lo sono, ma la discriminante non è il colore della pelle, non è la religione, il sesso o altro, no, è l’avere o meno il diritto di risiedere legalmente nel nostro paese, il permesso di soggiorno insomma, del resto cosa pretende il nostro amato presidente della camera che in Italia chi non ha neppure il diritto di rimanerci abbia gli stessi diritti dei cittadini o di chi comunque questo diritto ce l’ha? dire poi che anche i clandestini sono esseri umani è una banalità che non merita neppure una replica...