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"È giusto e normale" che la Chiesa inviti Silvio Berlusconi a cambiare stile di vita. Umberto Bossi accetta le critiche al premier, perchè la Chiesa - osserva il leader della Lega - "indica degli indirizzi morali. È chiaro che non può non farlo con un leader politico che guida un Paese. È sempre stato così nella storia dei rapporti tra Stato e Chiesa".

Bossi dice che Berlusconi "è caduto in un trappolone", inoltre "degli errori li ha fatti. È stato ingenuo. Ma Silvio è odiato dalla mafia che può fargli del male". Bossi non crede che all'estero l'immagine del premier sia stata intaccata dagli scandali privati: "Non mi sembra. Nel mondo ci sono tanti di quei problemi - rimarca il ministro per le Riforme - che gli Stati hanno molte altre cose a cui pensare che non alle donnine. E comunque Berlusconi resta saldo al timone, è riuscito a tenere in piedi la baracca. Finchè c'è la Lega, poi, può stare tranquillo".

Quanto al futuro dell'alleanza, Bossi non chiude al ritorno dell'Udc: "Vediamo... Ma sappiano - puntualizza il leader del Carroccio - che se vogliono tornare devono appoggiare la linea del governo. Non andare in direzione opposta come fecero con federalismo fiscale, immigrazione e quote latte". E se sarà il Veneto, la Lombardia o il Piemonte la prossima regione a guida leghista, "le avremo tutte e tre. E conquisteremo anche l'Emilia Romagna".

Tornando a parlare di Chiesa Bossi ricorda che la Lega Nord non è un partito razzista. Ha le sue posizioni e le "difende con i denti", ma non ha alcuna intenzione di fare la guerra al Vaticano e di rimettere in discussione il Concordato. Dopo settimane di polemiche estive e di scontri,  Bossi spiega quale è lo stato dei rapporti con la Santa Sede che, rivela, ha proposto un incontro al leader del Carroccio. Sull'immigrazione e la sicurezza, fa osservare Bossi, "diciamo che ognuno ha le sue posizioni. Noi abbiamo le nostre e le difendiamo coi denti. E abbiamo il coraggio di farlo. Sugli immigrati la Chiesa ci ha accusato di essere razzisti e xenofobi. Non è così, se ne accorgeranno". Bossi parla infatti del progetto elaborato con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per attivare "la Detax, una tassa etica sulle transazioni internazionali. È un prelievo percentuale, attorno all'1%, da applicare insieme all'iva, o da ritagliare all'interno dell'iva. Soldi da destinare ai poveri, alle popolazioni che fanno la fame. Così evitiamo che partano coi barconi della morte". Nei giorni di contrapposizione più acuta, Bossi ha detto al Vaticano di fare il proprio mestiere e di prendersi gli immigrati che arrivano in Italia. Lo direbbe ancora? "Il mestiere della politica - dichiara il ministro delle Riforme - è fare le leggi e governare. Il mestiere della Chiesa, invece, è quello di stimolare la gente, di indicare un indirizzo morale. Ma se predichi poi devi anche razzolare. E farlo bene». Cioè aprire le porte agli immigrati? "Certo. Però non mi sembra che lo facciano un granchè. Il Vaticano è uno statarello piccolo piccolo. Abbastanza chiuso. Anche volendo non so chi potrebbero accogliere".

Con il Vaticano, prosegue il leader del Carroccio, "noi vogliamo semplicemente trovare un nuovo modo di trattare con il terzo mondo. Per aiutarlo. Punto. E poi alla gente che ci ha votato dobbiamo dare delle risposte. Le pretendono. E la Lega è pronta anche a infognarsi in cose difficili, pur di mantenere la parola. Comunque il Vaticano, dopo queste polemiche, ha chiesto di incontrarci". Ieri l'altro, sulla prima pagina, la «Padania» ha minacciato la revisione del Concordato... "Il nostro - ribatte Bossi - è un giornale democratico, aperto a chiunque voglia esprimere la sua opinione, che non dev'essere necessariamente quella ufficiale del partito. Comunque non bisogna rivedere niente". Con Fini che ha messo in guardia la Lega a non alimentare le spinte razziste, assicura, non c'è alcuno scontro. "Noi siamo un partito popolare che usa il buon senso. Fini, da presidente della Camera, che è un lavoro difficile, è normale che debba mantenere gli equilibri. Insomma - commenta il leader leghista - tenere i piedi in due scarpe. Glielo impone il ruolo. Credo che lui, però, abbia voglia di tornare a fare il politico".

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