Sacconi: "Incontri tra ministeri Lavoro e Istruzione"

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Manca ancora qualche giorno al 14 settembre, data ufficiale d’inizio del nuovo anno scolastico, ma le strade già si riempiono di insegnanti. Sono i precari della scuola a  rendersi protagonisti di numerosissime proteste, sparse per tutta Italia, contro i tagli previsti dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Intanto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha spiegato come siano in corso incontri tra il suo Dicastero e quello dell'Istruzione “per dare una risposta coerente da un lato con le esigenze di tutela dei lavoratori e, dall'altro, con quelle di razionalizzazione delle attività educative che vanno comunque disegnate sui bisogni educativi”.

Al centro della discussione, ovviamente, i tagli agli organici del personale. Si parla di numeri importanti: 42.264 insegnanti e 15.264 del personale ausiliario solo quest’anno, per un totale di 57.368 lavoratori. Va precisato che, secondo una stima effettuata dalla Flc-Cgil, dei 42mila esuberi riguardanti il personale docente 26 mila saranno coperti dal pensionamento di chi si ritirerà dalla professione entro il 31 dicembre 2009 e i rimanenti 16mila saranno gli effettivi tagli. A questi ultimi, che sono supplenti di scuola media e superiore, vanno però aggiunti i colleghi della scuola elementare, a cui non verrà rinnovato il contratto annuale a causa del cambiamento dei “moduli” didattici e gli almeno 10mila Ausiliari Tecnico Amministrativi (ATA), che dopo anni di supplenza e l’aspettativa di entrare di ruolo si ritrovano ora disoccupati.

A complicare la vicenda, l’intrigo territoriale. Un Decreto ministeriale ( il n. 42/09) permetteva ai precari di scegliere tre province in aggiunta alla vecchia di appartenenza in cui fare domanda. Nello stesso Decreto, però,  era anche fissato l’obbligo di spostare chi avesse scelto questa possibilità in fondo alla graduatoria. Una sentenza del TAR del Lazio ha poi giudicato ininfluente, ai fini della graduatoria, la richiesta del cambio di provincia e ha quindi ordinato l’inserimento in graduatoria. Sulla situazione si attendono comunque novità a breve. Soprattutto al sud migliaia di docenti disponibili a trasferte anche di lungo periodo si sono trovati nel caos.

Nella giornata di ieri, inoltre, il Codacons ha presentato un esposto contro il ministro Gelmini e i direttori regionali scolastici a 104 Procure della Repubblica per interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi che superano i 25 alunni. In sostanza, secondo il Codacons, nelle classi in cui si inseriranno piu' di 25 alunni per sopperire ai tagli si violeranno le norme di igiene pubblica sul limite minimo di spazio che un'aula deve avere. Oltre a quelle contenute nell'art. 5 del D.M. 26.08.1992 che afferma: "il massimo affollamento ipotizzabile e' fissato in 26 persone per aula”. Come se non bastasse un secondo ricorso dei precari chiede di estendere anche a loro il privilegio concesso agli abilitati di presentare le domande di incarico in piu' di una provincia.

Una proposta avanzata dalla Gelmini è stata quella di coinvolgere le regioni nell’assunzione annuale dei precari. Metà dei costi verrebbero coperti dal Ministero e la parte restante dalle regioni. A quanto pare il patto sarebbe stato chiuso solo con la Sardegna, anche se in dirittura d’arrivo sarebbero anche le trattative con Puglia, Sicilia e Campania.

Dalla Gilda (l’associazione professionale dei docenti italiani) arriva l’idea di anticipare il ritiro dalle cattedre per i docenti prossimi alla pensione e offrire così un'opportunità di stabilizzazione ai colleghi da anni in attesa di un'assunzione. Il loro coordinatore, Rino Di Meglio, afferma: “La situazione dei precari è esplosiva e poiché il Governo non intende retrocedere rispetto ai tagli degli organici, l'unica soluzione che appare possibile, e che proponiamo al Governo, è il prepensionamento di due o tre anni per i docenti di ruolo”. La Rdb-Cub (rappresentanze sindacali di base) ha  indetto per il 3 settembre, a Roma, due manifestazioni: il presidio dei precari della scuola davanti al ministero della Pubblica Istruzione e quello in Piazza Cavour attuato dai precari dell'Agenzia Autonoma per la Gestione dell'albo dei Segretari comunali e della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione Locale .

Proseguono intanto le proteste. Diversificate le modalità sulla penisola; a Napoli, dopo il terzo giorno di protesta, i precari hanno tolto il presidio davanti all'Ufficio scolastico regionale della Campania dopo aver avuto notizia di un incontro fissato per domani in prefettura. A Roma ieri 5 supplenti in attesa di ricevere l'assegnazione per una cattedra si sono spogliati restando in mutande davanti al liceo scientifico Isacco Newton. A Torino si è svolto un sit in davanti alla sede dell’Ufficio regionale del ministero dell’Istruzione, mentre in Sicilia sono stati occupati gli ex provveditorati di Palermo e Catania. A Milano, infine, alcuni professori si sono incatenati davanti la sede Usp (Ufficio scolastico provinciale).

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