Il blog dell'ex direttore

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Chissà se il Guardian, il Times, il Pais, il Financial Times, Die Zeit, Le Monde e tutti gli altri giornali del mondo che hanno trasformato l’Italia nella loro personale ossessione, oggi troveranno spazio nelle loro pagine per raccontare che paese è davvero il nostro. Chissà se riusciranno per un momento a distogliere lo sguardo dai loro incubi berlusconiani e guardare all’Italia come a una democrazia che sacrifica i suoi uomini migliori perché la democrazia si affermi nel mondo.

Aspettiamo di leggere gli editoriali di quei direttori, tutti solerti firmatari dell’appello di Repubblica sulla libertà di stampa, e vorremmo trovarvi per una volta parole di ammirazione e di rispetto per un Paese in prima linea nella difesa di quel che resta dell’Occidente e di un governo che è stato capace di non arretrare da quella frontiera nemmeno quando altri hanno cominciato a impaurirsi e tentennare.

L’Italia che i giornali internazionali oggi amano odiare è l’Italia di questi ragazzi, del loro coraggio, della loro consapevolezza, la stessa che li spinge a tornare sul campo anche quando i turni o le ferite potrebbero tenerli a casa. E’ l’Italia delle loro famiglie, che come nei giorni di Nassiriya, mostrarono al mondo il volto del loro dolore non sfigurato dalla rabbia o dalla rivendicazione ma pacificato dal senso di un dovere compiuto.

Ci vuole un paese forte e un paese sano per reggere queste prove, ci vuole un paese che ha netto il senso della sua missione nel mondo, del suo posto in Europa, della sua responsabilità per i valori che nutre e difende. E non è il paese che quella “grande stampa internazionale” ha visto e raccontato ai suoi lettori per mesi.

L’impegno italiano in Afghanistan e il prezzo che oggi è stato pagato dalle sei vittime dell’attentato talebano, spalanca d’improvviso la porta di questa Italia e mostra, ancora chinanti all’altezza del buco della serratura, quei giornali e quei direttori intenti ai loro bisbigli e alle loro pruderie .

Per lo stesso motivo ci pare, gli organizzatori della manifestazione di sabato per la libertà di stampa, hanno saggiamente deciso di rinviare tutto. La porta si è aperta anche per loro.

Per noi che ogni 23 novembre ricordiamo le vittime di Nassriya e il coraggio delle loro famiglie, resta di mettere a lutto la nostra testata e rimanere convinti che è giusto andar fieri di essere italiani.

 

CommentiCommenti 12

Yanez (non verificato) said:

"Vi faccio vedere come muore un italiano." (F. Quattrocchi, 8 giugno 2004)

E.Santelli (non verificato) said:

Caro Direttore,
io sono estremamente orgoglioso di essere italiano: in questa situazione ma anche in centinaia di altre. Più precisamente, per la stragrande maggioranza delle situazioni sono orgoglioso di essere italiano. Non sono orgoglioso, invece, di come il Presidente del Consiglio della Repubblica ITALIANA si è comportato negli ultimi tempi. Mi scusi,ma Lei trova “normale” che un Presidente del Consiglio abbia delle frequentazioni con un personaggio come Tarantini? E non sono orgoglioso di come Lei, direttore dell’ ”Occidentale”, non abbia avuto il minimo dubbio ad “utilizzare” questa luttuosa situazione di TUTTA la Repubblica ITALIANA per difendere le Sue personali posizioni, di parte. Questi morti non sono né di destra né di sinistra sono della Repubblica ITALIANA. Come dovrebbe esserLe chiaro che il Governo ITALIANO, nel bene e nel male, rappresenta l’ITALIA. SEMPRE!! Fateci il piacere, Voi giornalisti, di evitarci la spettacolarizzazione e lo sfruttamento di questa situazione luttuosa per giochi di parte. Avreste dovuto evitarcelo anche per l’Abruzzo, ma tutti sappiamo come è andata a finire! Per favore, sforzatevi di alzare il livello della discussione che, in questo periodo è terra-terra. Come la situazione dell’ITALIA!!

Anonimo Veneziano (non verificato) said:

Complimenti per la strumentalizzazione. Vi divertite a tirare in ballo la stampa estera con i corpi ancora caldi... ci vuole "maestria" per cucire un parallelismo tra gli schifosi affari del premier e i morti in Afghanistan. Ma non temete: i vostri odiati giornali esteri non daranno nè più e nè meno risalto alla notizia di quanto voi e altri giornali italiani diate risalto ai morti inglesi o francesi. Il vostro "giornalismo" è schifoso, ma anche qui non temete! Siete assolutamente in buona compagnia.

rosita macchione (non verificato) said:

ho letto il precedente commento, condivido pienamente quanto scritto, onore e gloria ai parà uccisi da un folle pseudo religioso kamicaze ha dato la morte a coloro che cercavano di portare in quei luoghi abbandonati pace, salute, istruzione e benessere. ai genitori di questi parà, con il cuore affranto dico; siate orgogliosi dei vostri ragazzi, perchè sono morti per un ideale in cui credevano fermamente.

Grisostomo (non verificato) said:

E' un bene che, in momenti dolorosi come questo, qualche latrato ci costringa a riflettere che poi, in fondo,la nostra natura umana è ben miserabile e degna di compassione.
Detto questo sarebbe bello avere vicino Anonimo Veneziano e le scarpe chiodate ai piedi, come raccomandava Togliatti. Ne faremmo un buon uso.

Algonautic (non verificato) said:

Leggo spesso questo giornale e i suoi articoli, i cui contenuti mi trovano spesso in disaccordo, pur riconoscendo che sono quasi sempre esposti con garbo e cognizione di causa. Questa volta, però, rimango davvero esterefatto per la caduta di stile in cui si è esercitato proprio il suo direttore in un articolo che definire inopportuno, se non maldestro, è dire già poco. Insomma, la tesi strampalata dell’articolo è che i morti (ancora caldi…) di Kabul dovrebbero miracolosamente riabilitare l’Italia agli occhi di tutte quelle testate straniere che in queste ultime settimane si sono accaniti a parlare male del nostro paese…Intanto va ricordato che per l’Italia una strage simile non avveniva dai tempi di Nassirya, ma, purtroppo, di altri episodi di tale gravità ne sono avvenuti a decine in questi ultimi 8 anni di conflitti e hanno coinvolto anche i paesi di quelle testate straniere messe all’indice, ma non per questo nessuno di noi ha cambiato idea su qualcosa che avveniva in quei paesi e non ci trovava d’accordo. Come pure è forse inutile ricordare che quelle testate non si sono accanite contro il nostro paese, ma contro Berlusconi, il quale, è vero, ne è attualmente il premier (pro tempore), ma non è certo l’Italia…Per me, inoltre, è anche inoppurtuno questo ipocrita patriottismo, in quanto quei poveri militari non sono morti, evidentemente, in quanto italiani, ma solo in quanto indifferenziati soldati stranieri che da 8 anni occupano militarmente quel paese (senza grandi risultati, come proprio su questo giornale altri opinionisti hanno rilevato). Egregio Loquenzi, siamo anche noi fieri di essere italiani, e speriamo di non avere altre morti del genere per ricordarlo, ma non si illuda: queste morti non spalancano nessuna porta, non c’entrano nulla con le stravaganze del nostro premier e non ne possono, ovviamente, limitare la libera critica da parte di qualsiasi giornale italiano o straniero, come è giusto che sia. Ahi noi… siamo proprio messi male…

vanni (non verificato) said:

In Italia la guerra civile è perenne, una condizione di normalità; cambiano solo le armi.

Anonimo (non verificato) said:

Sono d'accordo sul sacrificio degli uomini migliori, e visto che Berlusconi è il miglior premier degli ultimi 150 anni......

Anonimo (non verificato) said:

Ma che senso ha questa correlaz.tra stampa estera critica verso il ns.premier e la tragedia dei caduti in Afghanistan? Erano forse membri di un partito quei ragazzi?O erano lì in rappresentanza del premier?Mi sembra che portino il tricolore sulla divisa,dovrebbero rappresentare tutti noi.Sono fiero della mia italianità ma non condivido questa missione,fallita in partenza,perchè non si vincerà neanche nei prox.100 anni contro gente che è protetta dalla popolaz.civile.E a chi sostiene che un fanatico religioso ha ucciso dei coraggiosi ragazzi,ribatto che anche la Nato,in un fanatismo ideologico di democrazia,ha ucciso migliaia di innocenti con le bombe,contribuendo a far salire l'odio e la disperaz.che fanno il gioco dei ns.nemici.La stampa estera darà la notizia con costernaz.,ma continuerà a giudicare il premier in modo indipendente e con pieno diritto...

Anonimo (non verificato) said:

Quei ragazzi erano in un teatro di guerra perchè militari di professione guidati da scelte ed ambizioni professionali, non da ideali filantropici. Purtroppo sono stati molto, molto sfortunati, ma sono uomini normali, non eroi. L'atteggiamento giusto sarebbe ricordarli, senza clamori, sulle note del Silenzio.

Ormai gli italiani non credono piu nella retorica di voi giornalisti (di ogni colore), caro direttore, e lo dimostrano i numerosi commenti ostili a questo articolo. avete finito di soggiogarci, ora la musica è cambiata, ora c'è Internet e i giornali li scriviamo noi.