Inchiesta sulla sanità pugliese

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tarantini

Ieri mattina a Giampaolo Tarantini, l’imprenditore barese indagato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati concessi gli arresti domiciliari da scontare nella sua abitazione romana.

L’uomo, definito dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola come un “eroe del nostro tempo, esempio vivente di una idea di ricchezza facile e vita spregiudicata”, non è più detenuto nel carcere barese.

Qualche giorno fa Tarantini era stato fermato all’aeroporto di Bari dagli uomini della Guardia di Finanza per il pericolo che potesse inquinare le prove a suo carico e che potesse fuggire all’estero.

La Procura di Bari aveva adottato il provvedimento cautelare d’urgenza motivandolo proprio col rischio di una fuga in Tunisia.

Sempre secondo la Procura, Tarantini era a conoscenza che tutti i suoi amici e numerose ragazze venivano interrogati sulla cessione di stupefacenti e che quando affermava pubblicamente di temere per la sua vita, voleva invitare tutti a tacere, magari evitando di coinvolgere nuovi personaggi.

Contro l’imprenditore oltre ad una serie di intercettazioni telefoniche, anche le dichiarazioni di “Nico”, l’uomo indicato da Tarantini come il suo pusher che, presentatosi spontaneamente alla Guardia di Finanza, ha raccontato di avergli venduto circa 700 grammi di cocaina e non, come lo stesso Tarantini aveva dichiarato in precedenza, 70 grammi.

In seguito alla confessione del “probabile” pusher, che nella vita di tutti giorni svolge la professione di commesso presso un noto negozio della Bari bene, la Procura ha deciso di fermare l’imprenditore già accusato di corruzione e favoreggiamento della prostituzione.

Ieri, però, il Gip Vito Fanizzi, durante l’udienza di convalida del fermo, non ha ritenuto fondato il pericolo di fuga ed ha imposto solo gli arresti domiciliari.

Una doccia fredda per il Procuratore della Repubblica del capoluogo pugliese, Antonio Laudati, che ha commentato così la notizia: “La mancata convalida è anche più di una mezza sconfitta: noi la pensiamo in maniera diversa da come l'ha pensata il Gip, verso il quale abbiamo il massimo rispetto: ne prendiamo atto. Il compito del pubblico ministero è quello di assicurare al processo l'indagato quando è indispensabile acquisire la prova”.

“Tuttavia - ha successivamente specificato Laudati - nel caso di specie sussiste sia il pericolo di fuga, che viene cautelato con gli arresti domiciliari, che l’inquinamento probatorio”.

Tarantini risulta essere l’uomo chiave nello scandalo della sanità pugliese e proprio sul tema il Procuratore ha confermato che le indagini (che hanno travolto diversi uomini politici del centrosinistra) andranno avanti sempre più velocemente e che si cercherà di concluderle al più presto.

Stavolta Tarantini avrebbe procurato donne, cocaina e grossi regali a medici, politici e funzionari delle varie ASL pugliesi, che avrebbero poi favorito la sua azienda Tecno hospital s.r.l. che commercializza protesi sanitarie.

C’è da scommettere che nei prossimi giorni ci saranno nuovi ed importanti sviluppi sui diversi filoni d’indagine.

CommentiCommenti 3

Anonimo (non verificato) said:

Ma, per caso, mica comincerete a beatificare anche Tarantini pur di dar addosso ai magistrati?