Quarantaquattresimo

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“Inizieremo a trattarli come si fa con qualsiasi avversario politico. Visto che hanno deciso di dichiarare guerra al presidente, smetteremo di  fingere che si tratti di una legittima testata giornalistica”. Paolino Bonaiuti contro Repubblica? Daniele Capezzone contro l’Espresso? Nicola Ghedini contro il Fatto di Travaglio? Siete fuori strada: queste durissime parole sono state pronunciate da Anita Dunn, direttore delle comunicazioni esterne della Casa Bianca. E sono rivolte verso FOX News, il canale televisivo all-news via cavo fondato da Roger Ailes nell’ottobre del 1996, proprietà del magnate australiano Rupert Murdoch (che qualcuno, in Italia, ritiene il capofila del complotto mediatico internazionale contro Silvio Berlusconi). Strana la vita.

Eppure, meno di un mese fa, sembrava che tra la Casa Bianca e Fox News – dopo una lunga guerra di trincea – fosse “scoppiata” la pace. Ailes e David Axelrod (senior adviser e guru della comunicazione di Obama) erano stati sorpresi a sorseggiare un caffè insieme, a New York, e in molti avevano pensato a una tregua. Proprio come quella che, secondo i bene informati, aveva portato l’allora candidato democratico alle presidenziali ad accettare un’intervista “scomoda” con Bill O’Reilly verso la metà del 2008. Se tregua c’è stata, però, è durata davvero poco.

E Anita Dunn ha scelto, non ha caso, la CNN per dissotterrare l’ascia di guerra. “Io credo che sia giusto dire che che FOX è una costola del Partito repubblicano e non un network giornalistico”, ha dichiarato la Dunn durante “Reliable Sources” il programma d’informazione domenicale in onda su quello che, negli anni Novanta, veniva chiamato il Clinton News Network. Tutto questo, appena un paio di giorni dopo aver dichiarato al settimanale “Time” che la Casa Bianca aveva deciso di abbracciare una strategia più “aggressiva” nei confronti di FOX, invece di “limitarsi a giocare in difesa” contro un canale fatto di “giornalismo d’opinione mascherato da informazione”.

 

Il tour di caccia (alla volpe) della Dunn non si è fermato. Tre giorni dopo, sempre alla CNN, ma questa volta nel programma condotto da Howard Kurtz (prestigiosa firma del “Washington Post”), il consigliere di Obama è entrato nei dettagli di questa scelta strategica, facendone risalire le cause allo scorso autunno, nei giorni più caldi della corsa alla Casa Bianca, “quando la nazione era coinvolta in due guerre, dilaniata dal collasso finanziario più gigantesco dai tempi della Grande Depressione”. Secondo la Dunn, in quei giorni “i telespettatori di FOX News erano convinti che le notizie più importanti e i pericoli più gravi per l’America fossero un tizio chiamato Bill Ayers e qualcosa chiamato ACORN”. Ora, a parte che le magagne relative alla ACORN sono poi esplose in tutta la loro psichedelica virulenza (qui tutti i video dello scandalo), il media watchdog conservatore Newsbusters.org ha deciso di verificare le affermazioni della Dunn con LexisNexis (la banca dati più estesa e aggiornata del pianeta), scoprendo che – dal 14 settembre 2008 all’election day – FOX ha menzionato Ayers in 155 segmenti (contro i 171 della stessa CNN) e ACORN in 149 segmenti (contro i 157 della CNN). I casi sono due: o FOX News non ha parlato troppo di Ayers e ACORN, oppure anche il Clinton News Network si è trasformato in una “costola del Partito repubblicano”.

Quale è il problema, allora? Perché la Obama e gli obamisti hanno il dente così avvelenato con il canale di Murdoch? Secondo Michael Clemente, vicepresidente senior delle news di FOX, “invece di governare , la Casa Bianca continua a sentirsi in campagna elettorale e, con questa mentalità, ha bisogno sempre di un nemico da combattere”. “Forse – conclude Clemente – queste energie sarebbero spese meglio nell’affrontare gli argomenti che stanno a cuore agli elettori americani”. Forse, poi, una parte consistente della verità è racchiusa in questa piccola classifica. Si tratta dell’elenco dei programmi d’informazione più seguiti sulla tv via cavo nel settembre 2009. E i primi tredici programmi, senza soluzione di continuità, appartengono al palinsesto di FOX News. Primo, lo storico “O’Reilly Factor”, poi lo show di Sean Hannity, poi la new entry Glenn Beck, poi l’ex CNN Greta Van Susteren… Prima di arrivare a Larry King, Keith Olbermann e Rachel Maddow bisogna aspettare la quattordicesima posizione. E l’unico programma di FOX che non è ai primissimi posti della classifica (“Red Eye”) va in onda dalle 3 alle 4 del mattino. Il dominio della tv di Murdoch sulla concorrenza è schiacciante: FOX ha più spettatori di CNN e Msnbc messi insieme sia durante il giorno che nel prime time, in ogni fascia d’età (compresa quella, commercialmente più rilevante, tra i 25 e i 54 anni); FOX è stato l’unico cable news network a guadagnare spettatori rispetto al 2008; “O’Reilly Factor” è in testa alla classifica dei programmi più visti da 106 mesi consecutivamente.

 

Il problema, dunque, non è tanto la tendenza “non ortodossa” degli anchorman di FOX News, quanto il fatto che – a differenza di altri – questi conduttori hanno effettivamente un loro seguito di telespettatori, affezionato e in crescita. E’ lo stesso motivo, se vogliamo, per cui la Casa Bianca ha scelto Rush Limbaugh come suo nemico giurato. Conduttori di talk-show radiofonici di destra ce ne sono moltissimi, negli States, ma nessuno riesce ad attirare, ogni giorno da decenni, 20 milioni di radioascoltatori. Quelli di FOX, poi, sono probabilmente numeri destinati a crescere, se – come ha dichiarato al “New York Times” il vicepresidente della programmazione, Bill Shine - “ogni volta che la Casa Bianca ci critica i nostri rating crescono”. Sembra che, dopo la dichiarazione di guerra di Anita Dunn, nei corridoi del network Roger Ailes abbia mormorato soddisfatto: “Mai attaccare briga con qualcuno a cui piace combattere”.

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