Il racconto

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fame

Il taxi si ferma. È l’ultimo semaforo prima del locale ed è anche la mia ultima occasione per controllare che sia tutto in ordine. Estraggo lo specchietto dalla borsetta in raso di Jimmy Ecchoo, quella con le borchie swarovski e la cerniera d’ermellino, lo poso sulle gambe e mi guardo.

Ammicco, faccio lo sguardo più sexy che conosco e vedo riflessa la faccia più sexy che io abbia mai visto in giro: la mia.

Manca ancora qualcosa però. Prendo dalla borsa il rossetto rosso con le pagliuzze di diamante e gli ormoni di foca monaca, pagato la bellezza di 45 euro, e lo passo sulle mie stratosferiche labbra carnose, pagate 2500. Che gnocca! Fossi un uomo farei di tutto per avermi.

Un colpo di mascara e le mie ciglia mi anticipano di 5 metri.

Il tempo di spruzzare un po’ di profumo sulla parrucca fatta con la criniera di Varenne ed ecco che arrivo davanti al locale che apre i battenti stasera.

Il mio primo pensiero è: “Minchia, che gran classe!”.

Il locale è una meravigliosa bettola di legno e pietra in stile “orfanotrofio cool”, con tanto di finestre rotte e un brutto giardino pieno zeppo di statue dorate di bambini monchi che chiedono l’elemosina.

Che grandissima ficata! E secondo me vuole pure dire qualcosa, sarà un messaggio sociale... Una roba tipo che la guerra è brutta o che gli orsi polari sono malati o che da qualche parte c’è gente che ha sete.

Stasera tutti noi VIP saremo qui a bere Bellini e Mojito come se piovesse. Ci sarà solo la crema della crema. E io voglio essere la crema della crema della crema. Io, la vincitrice dello SGABUZZINO dei FAMOSI 2026, sarò la più invidiata, la più paparazzata e la più pagata di tutti. E, ovviamente, quella con le tette più splendide. A proposito... è ora di dare un’aggiustatina anche a loro. Ravano, strizzo e sudo cercando di farle stare a posto nel vestito in lattice rosso, ma è davvero complicato. Sono gigantesche e il fatto che io abbia preteso dal chirurgo di farmele montare sulla schiena per distinguermi dalla massa non aiuta. Però che genialata! Io sono unica.

Il taxi accosta, pago, m’inciprio il nasino e mi preparo al bagno di folla. Subito i flash mi colpiscono come una pioggia di stelle cadenti. Sono una vera diva, altro che tutte quelle sciacquette che escono da “La marmotta”, “Il grande prozio” o “Se non mangi vinci”. Con una mossa felina mi giro per mostrare il lato B e le tette nuove di pacca. Ora per un attimo il mondo si fermerà e sarà mio. Mi metto di spalle e indico la carrozzeria nuova con i pollici, ammiccando sensualissimamente. Nessuna reazione di stupore. Nessuna reazione? Com’è possibile? Mi palpo per capire se ci sono ancora, magari si sono sgonfiate all’improvviso. Nonono, ci sono... Allora cos’è successo? Perché ‘sto silenzio?

Cerco di mantenere la calma, continuo a sorridere ma avrei bisogno di un Tavor e di una vodka. D’istinto le mie lenti a contatto viola fluorescenti si spostano verso l’ingresso del locale e allora capisco tutto. Quella baldracca di Luisella si gira di spalle e mi mostra una sesta molto più soda della mia. Non ci posso credere... Maledetto chirurgo che non ha voluto mettermene tre di tette!

Lo sapevo! Ora passo per quella che ha copiato! Devo assolutamente inventarmi qualcosa per fare in modo che l’attenzione si sposti su di me... Potrei ballare nuda su un tavolo trangugiando champagne, ma mi sembra che sia già stato fatto. La lite furiosa è stata fatta di sicuro, il sesso al bancone del bar anche, la gravidanza al centro della pista... forse quella no, ma non ho niente da partorire! Entro nel locale ma con la morte nel cuore. È affollatissimo, c’è tutta la gente che conta e io, comunque sia, ne faccio parte a pieno titolo. Mi avvicino al bar, faccio la verticale e, a testa in giù, ordino un cocktail. I fotografi scattano. Sono davvero un genio, a me le cose vengono così, d’impulso. Ora sono più rilassata, sorseggio dal bicchiere a forma di anatra e mi guardo intorno. Vicino a me ci sono Orazio, l’opinionista balbuziente, e Florabella, l’ex pornodiva che ora ha preso i voti e vorrebbe diventare il primo Papa donna della storia. Pare che ci costruiranno su un reality: “Chi vuol esser Papa”. Ci sono anche Gilda e Nilda, le due ballerine narcolettiche. Nilda ha ancora la gamba ingessata perché poco tempo fa s’è addormentata facendo uno stacchetto e s’è rotta il menisco. Che audience! Un po’ la invidio, è diventata famosa in pochissimo tempo mentre io son dovuta rimanere chiusa in uno sgabuzzino con altre 20 persone per 5 mesi per arrivare dove sono. Me la son proprio sudata la fama, io! Oddio, c’è anche Mimmo! Lui è davvero un mito... e pensare che ha iniziato la sua carriera dal nulla, semplicemente minacciando la suocera con un coltello durante una diretta TV. Ora ha fatto un sacco di strada, fa comparsate ovunque ed è pure il testimonial ufficiale dei Miracle Blade per sfilettare il pesce. Un talento!

Peccato che a letto sia terribile. Però un giretto stasera mi converrebbe farmelo di nuovo, i giornalisti riempirebbero pagine su pagine e qui non c’è nessun altro più famoso di lui. È il top. Mi guardo ancora intorno un momento per non rischiare di fare sciocchezze e accertarmi che non ci sia nessuno di più famoso da corteggiare. No, direi che tutto il resto è noia a parte quello che ha cambiato sesso sei volte e ora più nessuno si ricorda che cos’ha là sotto. Conosco tutti, nessuna paparazzabile novità. Mi dirigo verso Mimmo ballando la Hula. Poi, improvvisamente, cala un silenzio strano. Mi volto verso l’ingresso e vedo un uomo mai visto prima entrare con passo insicuro nel locale. È sicuramente un novellino però riesce a fare in modo che tutti lo guardino. Noi VIP siamo ammutoliti, ci guardiamo l’un l’altro per cercare di capire se qualcuno lo conosce. Niente, siamo tutti perplessi e a bocca aperta. È sicuramente un VIP altrimenti non sarebbe riuscito ad entrare, credo... Forse si è fatto una plastica e ora nessuno lo riconosce più. Nel dubbio gli sorrido, ma non troppo che mi tirano le orecchie e ho paura mi crolli la faccia. Viene verso di me. Tutti si girano a guardarci. Oddio, è di nuovo il mio momento. I fotografi sono pronti a scattare. Mentre si avvicina lo osservo meglio. Ha la pelle scura ed è vestito veramente male. Una giacca a vento enorme, un paio di jeans usatissimi e delle brutte scarpe da ginnastica che sembrano più vecchie della conduttrice di “Tragedie domestiche”. Ma forse sta solo lanciando una nuova moda ed è vestito male ma trendy. Sì, è sicuramente molto trendy.

Ora mi è vicinissimo. In mano ha un enorme mazzo di rose rosse e gialle e un’innumerevole quantità di portachiavi a forma di animaletto che brillano al buio. Se ad ogni portachiavi corrisponde una casa, Dio mio, quest’uomo dev’essere ricchissimo! Siamo faccia a faccia, i fotografi lanciano i primi flash. L’uomo sfila una rosa dal mazzo e me l’allunga. Che galante!

La prendo e l’annuso, sa di frigo. Mi giro a favore delle macchine fotografiche e mordo il fiore come una vera pantera dell’erotismo.

Flash.

Tutti mi guardano ammirati. Sento l’invidia delle altre donne, escluse dal gioco.

L’uomo dalla pelle scura me ne porge un’altra. Poi mi dice: “Dammi 5 euro signora. Ho 4 figli che muore di fame, non lavoro, aiuta me ti prego.”.

Oddio, un altro messaggio sociale di sicuro... Sarà un PR del locale e tra tutti ha scelto proprio me per giocare! Sono eccitatissima... Lo giro verso i fotografi e senza pensarci un secondo di più lo limono a mulinello.

Flash.

Il mondo è in mano mia. Sono una vera diva. Sono un genio.

 

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