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Di fronte al tragico fallimento della politica per la sicurezza del Governo Prodi da Sinistra c’è perfino chi ha la sfrontatezza di dire che è “colpa” della legge Fini-Bossi e che è “colpa” del Governo Berlusconi, che non ha provveduto alla moratoria sulla libera circolazione delle persone provenienti dalla Romania.

Inferior stabat agnus… verrebbe da dire. Forse è il caso di ricordare che la legge migliore dà i risultati peggiori se la sua applicazione viene sabotata da chi ha il dovere di rispettarla e se l’azione di Governo si muove nella direzione opposta a quanto è previsto dalla legge.

Da quando Prodi governa e Amato è ministro dell’Interno, costoro:

1. Hanno chiuso tre Cpt per l’identificazione dei clandestini (a Ragusa, a Brindisi e a Crotone). Questo vuol dire che sono state ristrette drasticamente le espulsioni effettive: se si riducono i luoghi nei quali è possibile l’individuazione al fine della restituzione nel paese di origine, i clandestini restano in Italia e si consolida la convinzione che non è possibile procedere alle espulsioni (quindi, ne arrivano altri);

2. Hanno ampliato i ricongiungimenti, andando molto oltre il nucleo familiare e precludendosi la certezza dell’identità; a parte coniuge e figli, come si fa a stabilire che vi è un rapporto di parentela quando si ha a che fare con Stati nei quali non esiste neanche l’anagrafe?

3. Hanno eliminato il visto d’ingresso per i soggiorni brevi, sostituendolo con una semplice autocertificazione. Dunque, non si sa con sicurezza chi è colui che viene per il periodo di tre mesi, ma si sa con certezza che resterà in Italia dopo i 90 giorni senza alcuna conseguenza;

4. Hanno usato il decreto flussi 2006 come sanatoria fittizia per i clandestini che già c’erano, piuttosto che come strumento per far arrivare i regolari dai Paesi di origine;

5. Hanno adottato norme per l’asilo che sono lo strumento per far entrare chiunque;

6. Non hanno varato la moratoria sulla libera circolazione di persone dalla Romania;

7. Non applicano la direttiva UE n. 38/2004 sulla espulsione dei comunitari che non hanno un reddito lecito.

E’ disonesto dire che tutto questo deriva dalla Fini-Bossi. E’ altrettanto disonesto dire che molto sarà risolto dal decreto legge varato dal Consiglio dei ministri due giorni fa. In realtà, quel decreto è poco più che nulla: si limita a spostare i fascicoli delle espulsioni dal tavolo del ministro dell’Interno al tavolo dei prefetti.

In Parlamento sarà necessario presentare emendamenti al decreto medesimo, tesi a eliminare le disposizioni lassiste appena elencate, introdotte arbitrariamente in contrasto con le direttive UE (pur col pretesto di darne attuazione). In quel momento si vedrà chi fa lo sciacallo!

CommentiCommenti 4

GRAYM (non verificato) said:

Queste sono informazioni chiare da divulgare, siamo stufi di fuffa. E vale anche per i quotidiani e i "liberi" spazi online del centrodestra.

Mauro (non verificato) said:

Mi dispiace dover censurare un'espressione rara di stampa di destra, difendendo nel contempo quello che forse è il peggior governo che il nostro Paese abbia mai avuto, ma quanto scrive Mantovano circa l'abolizione del visto d'ingresso per soggiorni brevi è disinformazione pura. Ho una fidanzata russa e provo quotidianamente quanto sia difficile con questa legge venire in Italia in piena legalità. Non è stato abolito il visto di ingresso, ma il permesso di soggiorno! Una inutile richiesta di documentazione ed informazioni, già richiesta e valutata dall'Ambasciata prima di concedere il visto e che costituiva un aggravio per le Questure assurdo in quanto riguardante controlli già espletati ed inutile in quanto mai concesso e stampato per tempo, cioe prima della scadenza del soggiorno breve. La dichiarazione di ingresso e permenenza con la quale è stato sostituito è invece, molto più sensatamente, un censimento dei flussi di frontiera; i clandestini attuali sono generalmente entrati con il permesso di soggiorno breve richiesto dalla Bossi-fini! Piuttosto sarebbe opportuno che i modelli di dichiarazione si trovassero in aereo prima dell'ingresso nel Paese, come avviene nei Paesi civili; oggi è necessaria una lunga coda nelle Questure che, non dotate di fotocopiatrice, richiedono la compilazione di due modelli in copia.
Spero che l'On. Mantovano voglia fare ammenda riconoscendo l'errore.
Cordiali saluti.
Codreanu