Festival dello share

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Valerio Scanu, l’ex di Amici, vince la 60esima edizione del Festival di Sanremo. Ma in sala è successo di tutto. All’annuncio degli esclusi, Malika, Noemi e Cristicchi, l’orchestra ha lanciato gli spartiti, mentre il pubblico gridava: “Vergogna, venduti”. Intanto Antonellina canta le “tagliatelle di nonna Pina” e grida: “Eddy ti amo”.

L’ultima serata del Festival si apre, un po’ in anticipo a dire il vero, con un omaggio a Michael Jackson, quando i suoi ballerini portano in scena la coreografia di Trevis Payne. Un gran finale, d’altronde, si distingue sempre per i cosiddetti “super ospiti”, e allora ecco sfilare una Lorella Cuccarini, “come non l’avete mai vista” – aveva promesso la Clerici in conferenza stampa – e gli undici giovanissimi cantanti di “Ti lascio una Canzone”, che ormai si sa, a Sanremo sono di casa. E poi l’attrice Bianca Guaccero, Emilio Solfrizzi, ma sopra tutto l’esibizione dell’ospite d’onore, la regina del rythm’n’blues, Mary J. Blidge, che canta la sua “Each Tear”. La sessantesima edizione la ricorderemo per gli abiti della Clerici in stile principessa Sissi, per i fischi a Marcello Lippi, che pensava di trovarsi in un post-partita piuttosto che sul palco dell’Ariston, e gli applausi (invece) ad Antonio Cassano, ma sopratutto per l’entrata in scena di Maurizio Costanzo. Più che al “Sanremo Question Time”, per qualche minuto sembra di stare a Ballarò o Annozero. La presenza di tre operai di Termini Imerese, infatti, cambia il registro della trasmissione, e il ministro Claudio Scajola risponde a un Pier Luigi Bersani, in prima fila all’ultima serata del Festival. Per fortuna ci pensa la Clerici: “Consigli per gli acquisti”.

Sanremo 2010 resterà il Festival dei grandi esclusi. Arisa, Irene Grandi, Simone Cristicchi, Irene Fornaciari con i Nomadi, Malika Ayane, e Noemi sono fuori, mentre in sala succede di tutto. Non si era mai visto nulla di simile, né a Sanremo, né in un’altra trasmissione. L’orchestra accartoccia gli spartiti e li getta a terra, la Clerici che dice “noooo” quando viene eliminato Cristicchi, mentre il pubblico continua a gridare: “Vergogna, venduti”, si alza in piedi e agita pure le mani. Al ballottaggio rimangono Marco Mengoni, l’ex talento di X Factor, l’unico ad aver ricevuto gli applausi del pubblico, Valerio Scanu, l’amico di Maria, e il fantastico trio: Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, e a giudicare dai fischi ricevuti potrebbero essere stati proprio loro a far infuriare l’orchestra. Prima della proclamazione del vincitore sale per la prima volta sul palco dell’Ariston la Banda dell’Arma dei Carabinieri, che esegue Star Wars. Alla fine vince Scanu con “Per tutte le volte”, emozionato e con gli occhi lucidi, un anno dopo Marco Carta. Mengoni è soltanto terzo, mentre Pupo e gli altri devono accontentarsi di un secondo posto. Malika Ayane, con “Ricomincio da qui”, porta a casa il premio della Critica e della Sala Stampa Radio Tv.

Ma la vera trionfatrice del Festival di quest’anno è proprio Antonella Clerici. Ha cominciato insieme ai suoi due cavalieri, Luca Laurenti e Paolo Bonolis, forse gli abiti non sono stati dei più sobri, ma ha avuto ospiti nazionali e internazionali, e ha toccato picchi di share che non si vedevano dal 1999, e pure Pippo Baudo dovrà farsene una ragione. Antonellina non si è fatta mancare proprio nulla, neppure le “tagliatelle di nonna Pina”, intonate saltellando sul palco dell’Ariston. Prima che la trasmissione finisse, si è affrettata a ricordare il compleanno della figlia, e a ringraziare il marito Eddy, “bersagliato da molte critiche”, per poi suggellare tutto con un “Eddy ti amo”. Francamente, il momento più bello della serata.
 

CommentiCommenti 3

rinaldo massarini (non verificato) said:

Fintantoché a decretare i vincitori del festival della canzone concorreranno, in misura sostanziale, i messaggini di testo inviati dagli italici cellulari, continueremo a veder trionfare sul palco dell’Ariston, al di là delle abilità musicali e della qualità dei brani interpretati, gli imberbi reduci della factory di “Amici”, beniamini di quei ragazzini che, smanettando indefessamente con il telefonino, ne determinano la vittoria a suon di sms selvaggi. Ciò che stupisce, tuttavia, è che dall’ormai decennale vivaio artistico della De Filippi, che ha covato e continua pervicacemente a covare nel suo seno accogliente un numero ragguardevole di giovani ugole, non siano germogliati talenti degni di essere raffrontati alle mirabili fantasmagorie vocali di un Marco Mengoni o ai graffianti virtuosismi canori di una Noemi; formidabili scoperte, questi ultimi, del relativamente recente talent-show “X factor”, nonché vincitori morali della sessantesima edizione di Sanremo. Il successo personale riscosso da Antonella Clerici potrebbe essere spiegato, invece, dal fatto che la pettoruta e biondissima conduttrice rientra in una tipologia femminile molto gradita dal pubblico maschile, senza spiacere all’altra metà del cielo: quel genere di donna che, come canta Ligabue in una sua hit, “…ti tiene tra le sue tette un po’ mamma un po’ porca com’è…”.