Regionali nel caos

Cosa c'è dietro la bufera che ha travolto la Polverini

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 | 02 Marzo 2010
Polverini Renata

Nessun complotto dei berluscones contro la Polverini, candidata scelta da Fini. Nessuna svista o pausa panino da parte di chi doveva consegnare le liste in tempo. Nelle righe che seguono vi spieghiamo cosa è accaduto a Roma nei giorni scorsi. Il problema è Piccolo. Nel senso di Samuele Piccolo, ex An, consigliere comunale nemmeno trentenne, un perfetto sconosciuto a livello nazionale ma che a Roma smuove decine di migliaia di voti, con tanto di corrente, adepti e a capo di una organizzazione capillare da far paura.

Piccolo, visto il vasto seguito, aspirava ad un posto in consiglio regionale. Un "desiderio" che avrebbe però sottratto voti agli altri candidati e per questo mal vista da mezzo partito. Se ci si aggiunge che tra Piccolo e Alemanno non corre buon sangue, la tesi si fa ancora più credibile. Sarebbero stati due suoi scagnozzi, presenti sabato al Tribunale di Roma, ad accorgersi che Alfredo Milioni, il delegato del Pdl alla consegna delle liste, avrebbe cancellato all’ultimo minuto il suo nome, o sarebbe stato sul punto di farlo. Questo non è ancora chiaro. Un motivo che ai due fedelissimi di Samuele Piccolo sarà sembrato sufficiente per scatenare il parapiglia e sollecitare l’intervento dei rappresentati di lista dei radicali. “Per uccidere un gattino hanno usato tritolo e dinamite” è il claim che si rincorre tra militanti, candidati e addetti ai lavori.  

Per capire il motivo dello scoppio di questa bomba è necessario spiegare però cosa accade solitamente all’interno dei partiti nei giorni e nelle ore che anticipano la consegna delle liste. In pratica succede di tutto: trattative, pressioni, minacce, giri vorticosi di telefonate. Una volta decisa la lista con i nomi dei candidati si parte per il Tribunale. Molte volte capita che quella lista spesso venga cambiata all’ultimo momento per togliere un nome scomodo o inserirne un altro. Il presidio dei fedelissimi di Piccolo in tribunale era lì proprio per evitare lo sgambetto dell’ultimo minuto. 

E così, negli ambienti romani del Pdl, si fanno sempre più insistenti le voci di una telefonata arrivata all’ultimo minuto ad Alfredo Milioni per togliere alcuni candidati che non dovevano stare in lista, tra i quali appunto Piccolo, ed inserire, a quanto si mormora nell’entourage della Polverini, Pietro di Paolo, consigliere uscente e marito della deputata romana Barbara Saltamartini, come capolista. “Pronto, Alfredo? Devi togliere Piccolo, De Lillo e Paolozzi e mettere Di Paolo capolista”, questo verosimilmente il colloquio durato pochi secondi tra Milioni e un capo partito. Milioni avrebbe quindi eseguito gli ordini di scuderia. Ma chi ha fatto la telefonata? Chi è stato a dare l’input finale a questo sessantenne ex socialista, ex forzista e oggi presidente di un municipio romano che da anni si occupa di presentare le liste di Forza Italia? “Milioni prende ordine solo dai suoi”, tagliava corto ieri un dirigente ex An interrogato durante l’inizio della maratona oratoria organizzata in una piazza al centro di Roma. Due i nomi che girano nella galassia pidiellina: dall’altro capo del telefono dicono che ci fosse o Gianni Sammarco, deputato, coordinatore romano del Pdl, ma soprattutto cognato di Cesare Previti o Alfredo Pallone, europarlamentare e vice coordinatore regionale del Lazio. Ma i sospetti (che per ora, tali restano) gravitano tutti su Sammarco. Nel frattempo però i due hanno smentito presunte telefonate.

Anche Sammarco e Pallone, così come Piccolo, sono una vera potenza a Roma e provincia. Loro ordinano e i soldatini eseguono. E appunto, secondo i gossip romani, da uno di loro due potrebbe essere partito l’ordine e Milioni, fedele pedina, avrebbe eseguito. A far saltare il tavolo, gli uomini di Piccolo, gente di periferia con i quali non si scherza e che il gotha del Pdl romano non aveva proprio calcolato.

Perché i sospetti ricadono su Gianni Sammarco? Per due motivi. E’ stato l’unico a difendere apertamente Milioni. Gli altri del suo partito o se ne sono lavati le mani o lo hanno pesantemente aggredito. Un dirigente molto addentrato nelle vicende del Pdl romano ha spiegato a l’Occidentale un retroscena verosimile: “Milioni non è un fesso, lo conosciamo tutti qui nel partito, se ha sbagliato è perché è stato indotto all’errore e per questo ha chiesto al suo partito di essere messo al riparo dal linciaggio. E chi è quel dirigente pronto a difendere uno indifendibile? Secondo me solo uno costretto. Del resto, in politica la solidarietà non si esprime mai casualmente”.

E poi c’è un altro indizio: da due giorni Sammarco è descritto dagli uomini del suo entourage come nervoso, teso, cupo. Oltre la soglia. Lo si è visto arrivare di mattina presto, lui che mattiniero non è, e passa molte delle sue serate a via Veneto, al comitato della Polverini per leggere avidamente i giornali avvolto nella sua consueta nuvola di fumo. "Ieri al Comitato faceva un caldo pazzesco e lui tanta la fretta di leggere i giornali, non si è nemmeno tolto la giacca”, hanno raccontato alcuni presenti. “Questo di togliere un nome per metterne un altro all’ultimo minuto è un trucco che avviene regolarmente”, spiega un eletto al Comune di Roma nelle file del Pdl, “ma di solito l’imbroglio avviene dentro il taxi in modo che al momento dell’arrivo in tribunale nessuno si accorga di nulla. Se le voci che corrono sono vere, i vertici locali hanno commesso un enorme peccato di presunzione. Hanno azzardato troppo, volendo fare non un cambiamento, ma addirittura quattro modifiche, per di più inserendo un nuovo capolista a pochi minuti dalla scadenza del termine. Roba da dilettanti”.

Ora si apre un nuovo scenario. Decine di candidati, che hanno già sborsato centinaia di migliaia di euro, sono terrorizzati dall’idea di rimanere senza la candidatura e quindi fuori dai giri che contano. Alcuni di loro sarebbero eventualmente piazzati come assessori alla regione qualora la Polverini vincesse. Altri nominati al Comune di Roma nella giunta di Alemanno. Qualche poltrona dovrà saltare per forza. Nel mirino, secondo indiscrezioni, ci sarebbe quella alle politiche abitative di Alfredo Antoniozzi, ex forzista, il quale, oltre ad avere uno degli assessorati più importanti di Roma è anche eurodeputato. Sarà per questo che Antoniozzi è stato visto in questi giorni aggirarsi tra Campidoglio e comitato della Polverini più nervoso che mai. Il suo posto traballa.

In tempi di crisi il doppio incarico è un lusso che nessuno può permettersi. Tutti dovranno stringere la cinghia e sperare nel frattempo che i ricorsi vengano accettati.

Commenti

Cara Michelle Barracuda, ora che ho letto le sue chiarificatrici e confortanti parole, da simpatizzante di Berlusconi quale sono (non nel Lazio Deo gratias) mi sento proprio meglio.

Incredibile come il peggior nemico del PDL sia il PDL...Spero solo che Silvio ponga subito rimedio, radicale e efficiente, ai tanti filo Dipetristi-serpi in seno che si annidano nel partito ( o, come è facile immaginare, un esponente della Lega ben presto siederà a Palazzo Chigi).

Non credo che dopo questo fatto sia possibile votare i protagonisti di questo fattaccio.

Il danno d'immagine è inestimabile.

Non potendo votare a Sinistra il voto si sposterà tutto a Destra.

Complimenti.

caro direttore ci dispiace di leggere queste dichiarazioni.Chi le scrive e' uno dei personaggi coinvolti nella vicenda sabato mattina.Io sarei come descritto uno dei due "scagnozzi" addetto al controllo finale della regolarita delle liste come il partito aveva deciso di presentare.Debbo corregere l'articolo nel momento in cui lei ci accusa di aver aizzato i radicali cosa falsa e fazziosa !! Questa circostanza ci ha danneggiato tutti quanti.Perche non presentando la lista non ci sono candidati scopo che non e' e non ci appartiene! Per queste sue dichiarazioni false ci sarebbero gli estremi per una querela!Chiediamo dunque una correzione in maniera sana e veritiera.Chieda a tutti i rappresentanti di lista come si sono svolti i fatti per una ricostruzzione reale.
p.s. cosa intende dicendo gente di periferia? lo trovo piuttosto offensivo e discriminante per la popolazione romana che tutte le mattine si alza presto per portare a casa lo stipendio e si sacrifica per mandare avanti questa nostra societa'. Certo che lei ne prendera atto, le inviamo cordiali saluti

Una contestazione del genere avrebbe maggiore credibilità e di conseguenza meriterebbe maggiore visibilità sul giornale se fosse firmata con nome e cognome.
Giancarlo Loquenzi

I militanti del pdl e coloro che credono veramente alle idee per cui combattono nel quotidiano non vogliono che si faccia di tutta l'erba un fascio. ci sono persone che sul territorio ogni giorno fanno in modo che le cose vadano bene per tutti i cittadini, ci sono ragazzi che lottano perchè questa società sia migliore e che sacrificano parte della propria vita per un ideale. La politica non è solo questo...solo che queste cose fanno più rumore. Questi giochetti non sono nuovi a nessuna lista di tutti i colori, imparino la lezione ORA tutti quanti.
Mi auguro che ci sia gente intelligente che capisca che la politica non è questa, che è qualcosa di più bello e soddisfacente che avere una poltrona e lottare per essa. La politica è la quotidianità, è portare le propie idee in mezzo alla gente e spiegare perchè sono giuste, è difendere dei valori e degli ideali, è essere veri cittadini.
E tutto ciò andrà avanti nel Pdl nonostante tutto.

L'articolo mi convince definitivamente che sarà meglio votare UDC !!!!!!!

che scrive "fazziosa" e "ricostruzzione"? Sono cose inconcepibili, in periferia come in centro città.

Ho partecipato alla raccolta delle firme in un'altra regione, sempre per il PDL.

Le pagine che dovevamo far firmare agli elettori, dopo aver preso le loro generalità e gli estremi del documento di riconoscimento contenevano, nella prima facciata la lista già completa.

Mi dite come si possa fare a cambiare la lista stampata in taxi ?

Scusate tanto, ma questo mi sembra assurdo.

Concordo al 100% con Irma: ciò che più fa male è che questa melma rischia di ricoprire col suo fetore tutte le cose buone, i sacrifici e le passioni di chi da anni e da decenni dedica il suo tempo alla ricerca di un ideale calandosi fra la gente e lavorando per la gente; parlo di tutti quegli splendidi militanti, di cui immodestamente mi fregio di fare parte, che non hanno mai chiesto una poltrona per il proprio fondoschiena ma solo una spada per combattere la loro battaglia, e si vedono regolarmente sorpassati da bambini viziati, portaborse e parenti inetti, e infine beffati da tristi giochi di potere di chi troppo si preoccupa di guardarsi i fianchi per vedere il muro che ha davanti.

Rispettare chi lavora sul territorio, onorare il merito e le capacità, rimettere al centro il lavoro e non le pedine del monopoli: questo è l'unico modo che ha questo partito per non affondare. Sperando che non sia già troppo tardi.

Mi sembra tutto fantascienza. Anche il sig. Milioni, presentato come colui che ha "SEMPRE" svolto la consegna delle liste per Forza Italia, e ora per il PDL, che si fa trascinare in un marchiano errore. E poi, non si capisce bene cosa esattamente è successo: i due cosidetti "fedelissimi" di Piccolo cosa hanno davvero combinato? Che significa "Hanno scatenato il parapiglia"? Hanno impedito con la forza la consegna delle liste? Hanno chiamato i rappresentanti radicali per dire loro cosa?
Io, come tanti altri elettori abitanti a Roma e provincia, non avrò sulla scheda la lista di riferimento per il voto che intendevo esprimere: è una situazione di totale e inammissibile anti democrazia (la sinistra esulta, lo sappiamo, ma quelli la democrazia la usano, non la conoscono) provocata infine da chi? Proprio i radicali, che si sono sempre battuti per la democrazia, avrebbero fatto eliminare la lista del PDL: come e perché?
Lo chiedo perché sono un elettore e voglio sapere! Ho il diritto di sapere!
Ciò che ho letto su "L'Occidentale" non è stato spiegato da nessun telegiornale o giornale radio, ma grossomodo corrisponde a quanto mi ha riferito un amica che fa parte dell'entourage di uno dei candidati PDL esclusi dalla competizione elettorale a causa di questa vicenda.
Come siamo caduti in basso!

Non credibile questa versione. Chi ci crede non ha mai raccolto firme e non sa che la lista dei candidati è gia' scritta ( o dovrebbe essere )nel modulo di raccolta. Norme farraginose e farisaiche regolano questa procedura ed e' strampalato definirle una garanzia di democraticità, ma finchè sono in vigore purtroppo vanno rispettate. Ai magistrati tocca il compito di decidere la sorte dei ricorsi ma anch'essi, secondo la parola di un altissimo esperto, sentenziano per propria interpretazione della legge. La loro "opinione" è oscillante tanto che i giudici di ieri possono essere stati di un parere e quelli di oggi possono esprimere una convinzione opposta. La certezza del diritto è pertanto variabile come il tempo. E va a farsi benedire la tanto richiamata "sovranità popolare".

Mah! Il PDL sta dando il peggio che si potesse immaginare. Voilà! 1) Sta collezionando una serie interminabile di figuracce: caso Polverini e caso Formigoni. 2) Sta partorendo uno scandalo dietro l'altro: ce ne sono di recenti, come quello degli apparati "gelatinosi", e di meno recenti, come quello della candidatura di veline e soubrettes al Parlamento Europeo. 3) Sta dando l'impressione di essere profondamente illiberale, sia in economia, dove non si vede neppure l'ombra di qualche riforma, sia in materia di informazione, con la soppressione scandalosa di tutte le trasmissioni di informazioni della Rai, sconcezza perpetrata senza alcun ritegno e mai accaduta da quando esiste la stupidissima legge nota come Par Condicio. 4) Sembra essere un partito lontano dal senso della legalità, con la mostruosità del processo breve, con l'astiosità verso le intercettazioni e le forme di controllo e, soprattutto, con Berlusconi che ad ogni piè sospinto spara sui giudici: ma in quale Paese civilizzato dell'Occidente un capo di Governo si permette di dire che i giudici sono "talebani" o altre bestialità simili? Ma Berlusconi non ha qualche consigliere (oltre all'inascoltato e troppo mite Letta che non lo riesce a tenere a bada) che lo possa richiamare alla decenza ed esortare vivamente a mantenere un minimo di decoro pubblico? Ad ogni modo si ha l'impressione che il PDL stia implodendo su se stesso e collassando. Forse perché, in definitiva, si tratta (ed i suoi elettori se ne stanno accorgendo) di un partito (si fa per dire) nato male (sul cofano di una macchina, per intenderci)... un partito di cortigiani... un partito senza progetti per il futuro... un partito che non sa e/o non vuole riformare (probabilmente entrambe le cose) l'Italia... un partito a cui sta bene che tutto resti così come è ora (ossia una volgare mediocrità). Come si semina, così si raccoglie... Ma il PDL non si vergogna? Sono un liberale di Centro-Destra. Ma come faccio a dare il mio voto ad un partito così?

AVANTI LOQUENZI!

E' giusto dire che una intera generazione di Radicali romani è cresciuta con la cd "destra sociale" e dentro l'Osservatorio di Urso. Non solo Capezzone.

Milioni con questo genere di squadracce contro sarebbe passato solo con la scorta armata.

Il patto scellerato che sta guardando l'Italia è quello di Storace con la Bonino e i due amici, cari anche ad Alemanno, Mambro e Fioravanti collocati nella segreteria politica della leader radicale.

Con la differenza che Gianni è un politico serio, mentre Francesco invece aspetta solo di riempire la pancia...

Leggo sulla cronaca:
Camorra:
si pente Raffaele Piccolo, trema la famiglia di Sandokan
Pochi giorni dopo la seconda ordinanza per i tre omicidi dei Casalesi, l’ex fedelissimo di Sandokan ha iniziato a collaborare con i pm del pool antimafia, ricostruendo i nuovi assetti criminali e i vertici

Mi domando :E’ parente di Raffele Piccolo, nativo di Afragola (Caserta), padre di Massimiliano e Samuele il Presidente del Consiglio Comunale di Roma?

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